La Diga Olivo è piena ma la stagione irrigua non decolla

C’è il rischio di compromettere la stagione irrigua senza la distribuzione dell’acqua dell’invaso della diga Olivo? Sembrerebbe proprio di si perché non si capisce come la stagione non parta nonostante gli agricoltori siano stati avvisati che l’irrigazione doveva iniziare (tutto quanto era stato detto nell’ultimo incontro dell’osservatorio comunale dove interagiscono figure di altri enti come la Regione). Inoltre, (ed è qui la contraddizione) il dipartimento regionale dell’Acqua e Rifiuti avrebbe dato mandato di interrompere l’erogazione idrica chiudendo l’acqua senza avvertire i soggetti interessati e senza fornire alcuna informazione. A sottolineare l’incomunicabilità tra i vari enti è il comune di Barrafranca dove il sindaco Salvatore Lupo e l’assessore comunale all’Agricoltura, Filippa La Loggia da molti mesi si sono impegnati più volte ad interloquire con i rappresentanti regionali al fine di risolvere una problematica che è quella della distribuzione, stando al fatto che nei mesi scorsi un altro problema è scomparso: la mancanza di acqua. L’invaso, infatti, dopo mesi piovosi ha raggiunto livelli inimmaginabili di circa 6 milioni di metri cubi di acqua mentre a gennaio erano poco più di 1,5 milioni di metri cubi, In una lettera inviata al comune del 16 aprile scorso da parte del dipartimento regionale il dirigente Francesco Greco aveva comunicato che «è possibile la ripresa immediata dell’esercizio acquedottistico e che la condotta nel tratto in gestione può azionarsi per la totale capacità idraulica». Il consorzio di bonifica, che è l’ente che distribuisce l’acqua dell’invaso e di cui direttore è Gaetano Punzi, avrebbe già avviato il riempimento delle vasche di distribuzione funzionanti, assicurando l’immediato avvio della campagna irrigua. Ma se tutti gli enti preposti si sono espressi e se la realtà alla fine è tutta un’altra cosa vuol dire che qualcosa non funziona. Infatti gli agricoltori da pochi giorni, e solo per poche ore, hanno ricevuto l’acqua, una entità di piccole dimensioni rispetto a quanto ne dovrebbero ricevere.
«Ci stanno creando un danno enorme – affermano increduli gli agricoltori – perché nonostante abbiamo avviato gli impianti irrigui e trapiantato le piantine non abbiamo assicurata la cosa primaria ovvero l’acqua». La contraddizione per gli agricoltori è che la diga ha tanta acqua ma non viene ancora utilizzata e dato che l’interruzione idrica rischia di compromettere con notevole danno all’economia di tutto il comprensorio. La domanda è: «Perché? ». Secondo alcune indiscrezioni vi sarebbero delle rotture nelle tubature, lavori che dovrebbero essere stati ripristinati da ottobre scorso.

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