Giornate dei musei e beni ecclesiastici

Giornate dei musei e beni ecclesiastici

Una presentazione importante e ben articolata sui beni ecclesiastici di Piazza Armerina e degli altri centri appartenenti alla sua Diocesi si è svolta nell’auditorium del museo diocesano, in prosecuzione all’iniziativa delle “Giornate dei Musei Ecclesiastici” promosse dall’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani (“Amei”) che ha visto la visita al Gran Priorato di Sant’Andrea.
museo-diocesanoLa prima di una serie di “conversazioni” sulle potenzialità museali dei beni ecclesiastici della città di Piazza Armerina promossa dalla Diocesi insieme alla delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e al Rotary Club, ha suscitato grande interesse tra il numeroso pubblico presente in sala e proveniente non solo dai centri dìocesani ma anche da Catania e da Canicattì e da altre realtà, in quanto spesso non si è a conoscenza del valore storico-artistico dei beni conservati nelle chiese é negli altri edifici religiosi.
A fare gli onori di casa porgendo il benvenuto agli intervenuti è stato don Pino Paci, direttore del museo diocesano e responsabile dei beni eccLesiastici, che ha sottolineato la valenza pastorale diquesta tipologia di musei. Dopo gli interventi del dott. Trigona, delegato dell’ordine del Santo Sepolcro, e di Valter Longobardi presidente del Rotary Club piazzese, sono stati il prof. Vittorio Amarante Mal- fa e lo storico dell’arte Giuseppe Ingaglio, consulente del museo diocesano, a trattare la tematica moderata dall’archeologa Rosy Giangreco.
Il prof. Malfa ha relazionato come Piazza Armerina non sia un centro secondario circa il valore artistico dei beni ecclesiastici e ha posto in rilievo gli intrecci ed i legami artistici di respiro internazionalé. Infatti nei secoli a Piazza noti maestri hanno portato istanze artistiche internazionali ed a loro volta hanno appreso tecniche locali nell’ambito di un arricchimento reciproco. Malfa ha indicato come esempio la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Cattedrale. Lo storico dell’arte Peppino Ingaglio ha illustrato il progetto scientifico del museo diocesano piazzese che presenta sette differenti tematiche affinché il visitatore prenda coscienza del vissuto ecclesiale della comunità diocesana. lngaglio ha illustrato tra gli altri l’ambito manano, eucaristico, dei santi patroni, e delle collezioni (come ad esempio la collezione Alessi). Il consulente diocesano ha inoltre sottolineato la singolare concentrazione a Piazza di così tanti ordini cavallereschi (Teutonici; Templari; Santo Sepolcro; Ospedalieri) ed il grande culto mariano a partire dal ‘500. Il sindaco Miroddi ha ricordato come, oltre alla Villa del Casale, Piazza sia uno scrigno ricco di beni artistici che devono essere valorizzati. Il vescovo Rosario Gisana infine ha concluso i lavori esortando a coltivare questi assi trasversali relativi alle potenzialità museali dei beni ecclesiastici.
MARTA FURNARI la sicilia

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