BARRFRANCA. GRADINATA DEL PIANO CIULLA.

E’ la location della Barrafranca di ieri presa in esame da Ugo Avola Faraci. Lui, all’inizio di ogni mese, propone un aspetto del centero dell’Ennese del passato. I suoi appunti corredati da un dipinto a colori da luio realizzato negli anni. La gradinata oggetto di esame si affaccia tra Corso Garibaldi e la sottostante via Ciulla. L’autore rievoca, tra l’altro, gli antichi giochi che i ragazzini “sviluppavano” nello spiazzale “U Chianu di Ciuddi””. Erano attività ludiche molto spensierate. Nel leggere i suoi appunti si torna con la mente a tanti anni fa quando le varie attività erano molto semplici ma alquanto formative.
Queste le annotazioni di Ugo Avola Faraci.
“Il Piano Ciulla, situato nella parte centrale del paese era, anche, per noi ragazzi degli anni ’50, punto di assembramento: in particolare la sua gradinata, che si presentava in maniera diversa di come la vediamo oggi. Essa era inserita tra due spondine che alcuni ragazzi usavano come scivolo ed inoltre era molto ampia, come si vede nel dipinto che posto oggi. Su questa gradinata ci disponevamo a gruppetti per i giochi più disparati. Alcuni barattavano le monete ormai fuori corso legale. Ricordo la moneta di due lire, il cui formato era simile a quella di oggi di due euro, e quella di una lira a quella di un euro di oggi, inoltre la mezza lira, il quattro soldi. – moneta molto diffusa – e poi i vari centesimi. Chi non disponeva di monete usava i bottoni come merce di scambio. Il gioco più diffuso era sicuramente quello delle carte, il cui formato era metà delle carte usate dagli adulti, come pure la loro consistenza erano più sottili ( ” cartuzzi ” ). Le usavamo per i giochi classici (scopa, briscola…) o anche per collezionarle, scambiarcele oppure disporle a mucchietti: chi riusciva a capovolgerle col soffio ( ” u sciusciuni ” ) se ne appropriava…la fantasia non mancava di certo! Un ruolo importante l’aveva anche la fionda ( ” fileccia ” ): per la sua realizzazione ci si serviva di un legnetto biforcuto a forma di ipsilon e di due elastici. Elastici che compravamo da un vecchietto, la cui abitazione era un’angusta stanzetta ( “u dammusu” ) al piano terra della casa di Valter Satariano, difronte alla gradinata. Gradinata che portava al Corso Garibaldi, importante arteria stradale del paese; proprio in quel punto del corso sostavano le persone mentre attendevano l’arrivo dell’autobus, proveniente da Mazzarino, per recarsi a Caltanissetta, città più vicina. Considerata da sempre punto di riferimento perché: ricca di negozi, alcuni uffici, ospedali o anche per visite specialistiche”.GAETANO MILINO





