ENNA. Crisafulli: «Basta con ignavia e ostruzionismi”.

“Enna torni a far parte
del Cda del Parco di Morgantina:
Un intervento duro e senza giri di parole quello che ha fatto il
sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, durante la conferenza stampa di
presentazione della rassegna “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”,
alla sala consiliare del Libero Consorzio Comunale di Enna. «Vorrei
ricordare che il Comune di Enna non è inserito nel consiglio di
amministrazione del Parco Archeologico di Morgantina», ha detto
Crisafulli, «probabilmente per volontà del mio predecessore, ma anche
per l’atteggiamento indisponibile di chi è qui oggi, che non si pone il
problema che la città capoluogo manchi. Credo ci debba essere un cambio
di rotta rispetto alla passata amministrazione. E se si chiede sinergia
alle istituzioni, si deve corrispondere con lo stesso atteggiamento
sinergico».
Il primo cittadino ha collegato la vicenda a un più ampio scontro con
settori della pubblica amministrazione: «Sto cercando di risvegliare
una città che era dormiente, con una serie di iniziative, e spesso mi
trovo a combattere contro l’ottusità di alcuni settori della pubblica
amministrazione. Sono venuto apposta per dirlo: basta con questo
atteggiamento ostruzionista. Se qualcuno non è contento che io sia
sindaco, se ne dovrà fare una ragione: voglio essere presente nel Parco
Archeologico e dare una mano alla struttura che si occupa di
archeologia».
Crisafulli ha esteso la denuncia ai beni culturali della città:
«Dobbiamo fare uno sforzo per la riapertura del museo Alessi, del museo
Varisano e della villa di Gerace, e per far rientrare in città il
patrimonio che ci spetta: mi riferisco ai beni sequestrati al notaio
Argento e al barone Cammarata. Così come la Dea di Morgantina è
tornata ad Aidone, il nostro patrimonio custodito nelle cantine delle
soprintendenze o dei tribunali deve essere restituito a questa città,
per realizzare un grande museo che metta i cittadini in condizione di
riflettere sulla propria storia. Esiste una collezione di monete
coniate
a Enna, possibile che non possiamo nemmeno vederla perché è chiusa in
qualche scantinato?».
Sulla villa di Gerace: «È possibile che resti patrimonio della sola
soprintendenza regionale, senza alcun coinvolgimento del Comune?
Sarebbe
bene aprire un’interlocuzione con Enna, per capire cosa si può fare e
chiedere insieme».
Il sindaco ha chiuso l’intervento rivolgendosi direttamente alle
istituzioni statali: «Questa occasione deve servire non solo a capire
cosa possiamo fare, ma anche a denunciare l’ignavia di alcuni settori
della pubblica amministrazione, contro cui dobbiamo combattere per dare
a questo territorio la possibilità di risorgere. Sono venuto qui a
portare la mia testimonianza e a chiedere agli uffici competenti, di
rendersi conto che non sono disponibile a essere trattato come i miei
predecessori. Finché sarò sindaco, questa città si deve rispettare».
GAETANO MILINO





