Caso Gabriele Giadone: respinto per la terza volta il patteggiamento, il giudice restituisce gli atti al Pubblico Ministero

Nuova svolta giudiziarianell’ambito del procedimento relativo alla tragica scomparsa di Gabriele Giadone, il giovane deceduto in un incidente in moto. Le dichiarazioni dei legali della famiglia Giadone, Avv. Gaetano Giunta , Avvocatessa Giusi Rossella Nicoletti.
La giustizia ha compiuto un passo in avanti notevole: per la terza volta è statorigettato un patteggiamentoritenuto non pertinente agli atti processuali. La richiesta era stata avanzata tramite un accordo tra la Procura della Repubblica – nei confronti della quale il legale esprime il proprio rispetto – e la difesa, su termini che non potevano essere formulati in tal modo a causa di una violazione di legge.
La questione della velocità e l’ordinanza del giudice
Con grande equilibrio, il giudice ha respinto tale patteggiamento, pronunciandosi anche su una circostanza insussistente. Come dimostrato dal collegio di difesa insieme alla collega Nicoletti,la velocità tenuta da Gabriele Giadone al momento del sinistro non era quella di 67 km/h– stabilita erroneamente dall’ingegnere Rizzellaro, consulente del Pubblico Ministero –, bensìdi 38 km/h, come accertato e documentato tecnicamente dal consulente di parte, l’ingegnere Badalaro.
Il fatto che il giudice abbia emesso un’ordinanza restituendo per l’ennesima volta le carte al Pubblico Ministero deve far riflettere profondamente su chi di dovere. Questa vicenda, infatti, non può più essere chiusa in modo sbrigativo.





