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Italia paralizzata dal caro-carburanti: dopo i blocchi al Sud arriva lo sblocco dei fondi e la svolta sullo sciopero

Il caro-carburanti e l’aumento vertiginoso dei costi di gestione hanno portato l’Italia, e in particolare il Mezzogiorno, ad affrontare giorni di forte tensione sociale e continui disagi sul fronte della logistica e dei rifornimenti.

La protesta: dai trattori in strada alle isole a secco

La mobilitazione è esplosa con forza nelle arterie viarie del Sud Italia, coinvolgendo agricoltori, allevatori e autotrasportatori. Tra i primi segnali di ritorsione, lunghi cortei di trattori e mezzi agricoli hanno paralizzato tratte strategiche come la statale Gela-Catania per denunciare i rincari record del gasolio e delle materie prime, che hanno annullato i margini di guadagno e messo a rischio la sopravvivenza delle aziende locali.

Nei giorni successivi la protesta si è estesa a macchia d’olio con blocchi stradali, presidi e rallentamenti lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, in Puglia, Campania, Calabria e Molise, oltre ai principali nodi d’accesso e varchi portuali di Palermo, Catania e Messina. Le ripercussioni sulla vita quotidiana sono state immediate:

  • Supermercati a secco:Banchi e scaffali vuoti nei reparti di frutta, verdura, carne e latticini in diverse città meridionali per via del blocco delle consegne.
  • Allarme trasporti nelle isole:Ischia e Procida hanno rischiato il totale isolamento e la sospensione dei collegamenti marittimi per il mancato arrivo delle navi cisterna destinate al rifornimento dei carburanti per traghetti e distributori locali.
  • Servizi pubblici a rilento:Difficoltà nella gestione dei servizi essenziali, inclusa l’interruzione della raccolta dei rifiuti in numerosi comuni dell’area ionica siciliana.

L’accordo e la svolta: revocato il fermo dei Tir in Sicilia

La svolta è arrivata al termine dei confronti istituzionali con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il governo ha annunciato lo sblocco immediato delle risorse e la messa a disposizione di circa 480 milioni di euro relativi ai contributi e al credito d’imposta sul gasolio per far fronte alle domande arretrate delle imprese. A queste risorse si aggiungono oltre 150 milioni previsti per il finanziamento dell’iniziativaSea Modal Shift(Sms) destinata a incentivare l’intermodalità e il trasporto marittimo.

Tra le misure concordate figurano anche l’istituzione di un Tavolo permanente per il Meridione d’Italia e l’impegno a individuare nuove coperture economiche per calmierare i costi dell’attraversamento dello Stretto di Messina e prorogare le agevolazioni fiscali.

A seguito di tali garanzie, il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha formalmente annunciato la revoca del fermo dei servizi e lo sblocco delle strade per consentire la ripresa delle attività logistiche nell’isola. Pur riavviando la circolazione dei mezzi per evitare ulteriori danni all’economia del territorio, le sigle di categoria mantengono comunque lo stato di agitazione in attesa dell’effettivo adempimento dei decreti e delle misure promesse.

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