PIETRAPERZIA. Il gruppo consiliare “L’Ora Del Cambiamento” sulla viabilità rurale.

“A Pietraperzia riteniamo si continui troppo spesso a dare priorità ad interventi che potrebbero essere differiti, mentre restano indietro esigenze del territorio che incidono ogni giorno sul lavoro di agricoltori ed allevatori”.
Comincia con queste parole il documento a firma di Silvia Romano, Luana Chiolo e Giovanni Emma.
I tre consiglieri comunali di “L’Ora Del Cambiamento”, opposizione, scrivono ancora: “Non contestiamo la necessità di intervenire sulla strada denominata Magazzinazzo ma chiediamo che, essendoci la possibilità di presentare una sola candidatura, la scelta venga motivata e confrontata con le condizioni delle altre strade rurali, ascoltando anche chi quelle strade le percorre quotidianamente, ovvero i nostri allevatori ed agricoltori”.
Il gruppo consiliare “L’Ora Del Cambiamento” sulla propria pagina omonima di Facebook ha pubblicato il seguente post:
“VIABILITÀ RURALE: UNA SOLA CANDIDATURA. PER QUESTO LA SCELTA DEVE ESSERE SPIEGATA E CONDIVISA CON IL TERRITORIO.
Come gruppo di opposizione consiliare abbiamo presentato una richiesta urgente di riesame della scelta della Strada Vicinale “Magazzinazzo” come intervento da candidare al finanziamento ESA 2026.
Lo diciamo con chiarezza: non siamo contrari al recupero della Magazzinazzo, né intendiamo mettere in discussione l’importanza della manutenzione della viabilità rurale.
Il problema è un altro.
L’Avviso ESA consente al Comune di presentare una sola candidatura. Significa che la scelta di una strada determina, inevitabilmente, la priorità rispetto alle altre infrastrutture rurali del nostro territorio.
E allora una domanda è doverosa:
su quali criteri è stata individuata la Magazzinazzo?
Nella Determina Sindacale n. 26/2026 viene definita un’infrastruttura strategica e vengono richiamate condizioni di criticità tali da rendere necessari interventi non più differibili. Ma, per quanto emerge dall’atto, non viene esplicitata una comparazione tecnica con le altre strade rurali comunali.
Ed è proprio questo che, come opposizione, abbiamo il dovere di chiedere.
Perché nel frattempo abbiamo documentato criticità anche su Chianiole, Cassari, Caprara e Tornambè.
Strade che presentano, secondo le ricognizioni effettuate, pavimentazioni fortemente degradate o assenti, erosioni, irregolarità del piano viabile, problemi di regimazione delle acque, vegetazione invasiva e difficoltà di transito. Le stesse schede precisano che si tratta di ricognizioni da sottoporre alle necessarie verifiche tecniche degli uffici.
Ma soprattutto c’è un aspetto che non può essere trascurato: GLI AGRICOLTORI.
La viabilità rurale non è una questione astratta. Dietro ogni strada ci sono aziende, terreni, allevamenti, mezzi agricoli, produzioni e persone che ogni giorno devono poter lavorare.
Una strada dissestata significa difficoltà nel raggiungere un fondo, problemi per il passaggio dei mezzi, maggiori difficoltà nel trasporto di prodotti, mangimi e foraggi e, per le aziende zootecniche, la necessità di garantire quotidianamente l’accesso agli allevamenti. La stessa nota presentata al Comune evidenzia il ruolo della viabilità rurale come infrastruttura indispensabile per il comparto agricolo e zootecnico.
Per questo gli agricoltori devono essere ascoltati. Non possono essere semplicemente destinatari di una decisione già presa. Devono poter rappresentare le proprie esigenze, indicare le difficoltà che incontrano quotidianamente e contribuire, per quanto di competenza, a individuare le criticità realmente più urgenti.
Poi spetta agli uffici tecnici verificare, misurare e valutare. Ma la politica amministrativa ha il dovere di ascoltare il territorio e rendere comprensibili le proprie scelte.
Come opposizione consiliare chiediamo quindi una comparazione seria, basata su criteri verificabili:
stato effettivo della sede stradale; gravità dei dissesti; condizioni di transitabilità e sicurezza; numero delle aziende agricole e zootecniche servite; estensione delle superfici produttive raggiunte; intensità del traffico agricolo; necessità di accesso quotidiano alle aziende; importanza della strada per il collegamento dei fondi; entità e tipologia degli interventi necessari.
Chiediamo inoltre di conoscere quali elementi tecnici e istruttori abbiano portato all’individuazione della Magazzinazzo, compresi eventuali sopralluoghi, relazioni, rilievi, documentazione fotografica, computi e precedenti elaborati tecnici.
Il tempo è poco.
Lo sportello ESA apre il 6 ottobre e proprio per questo abbiamo chiesto che il confronto e le verifiche vengano effettuati con la massima tempestività.
Non chiediamo corsie preferenziali. Non chiediamo che venga scelta una strada sulla base di una decisione politica dell’opposizione.
Chiediamo che venga scelta sulla base delle effettive necessità del territorio, dopo averle confrontate e verificate.
E se dalla comparazione tecnica dovesse emergere che un’altra infrastruttura presenta condizioni di maggiore compromissione, una maggiore incidenza sulle attività agricole e zootecniche o una necessità di intervento più significativa, chiediamo che l’Amministrazione valuti tempestivamente il riesame della scelta.
Questa è la nostra responsabilità come opposizione:
controllare gli atti, porre domande, portare all’attenzione dell’Amministrazione le criticità del territorio e difendere, nelle sedi istituzionali, le esigenze della nostra comunità.
Pietraperzia non è soltanto il centro abitato. Pietraperzia è anche la sua campagna, le sue aziende, i suoi agricoltori e i suoi allevatori.
E quando ci sono risorse pubbliche da utilizzare per la nostra viabilità rurale, nessuna esigenza del territorio deve essere ignorata e nessuna scelta deve rimanere senza un’adeguata motivazione tecnica.
Noi continueremo a chiedere chiarezza. Continueremo ad ascoltare gli agricoltori. Continueremo a portare le loro esigenze dentro le istituzioni”.GAETANO MILINO












