ENNA Aree interne e rigenerazione urbana, il sindaco Crisafulli al Festival delle Città di ALI

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Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha portato, nella mattinata di
mercoledì 30 settembre, la
voce delle aree interne al Festival delle Città delle Autonomie locali
italiane (ALI), in corso a Palazzo Valentini a Roma. Crisafulli è
intervenuto in videoconferenza al primo panel «Una città a misura di
casa», dopo l’apertura dei lavori affidata al sindaco di Roma, Roberto
Gualtieri.

Al confronto, moderato da Gianni Trovati del Sole 24 Ore, hanno
partecipato anche Anna Finocchiaro, presidente di Italiadecide, Matteo
Lepore, sindaco di Bologna e presidente di ALI Emilia-Romagna, Bernard
Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, e Fabio
Maisto, head of regional affairs di A2A.

«Ho voluto portare la voce di un’Italia che deve resistere – ha
dichiarato il sindaco – Accanto all’Italia sviluppata e a quella che
si interroga su come continuare a crescere, c’è quella delle aree
interne, che fa i conti con l’emigrazione dei propri concittadini e
deve
resistere. Enna, la città che ho l’onore di guidare, ha perso 5 mila
abitanti negli ultimi 10 anni, 500 l’anno, e non è stato possibile
invertire la tendenza perché mancano attività produttive in crescita e
scelte della politica regionale a favore delle aree interne della
Sicilia. Eppure la Regione dispone di risorse finanziarie importanti e
di finanziamenti notevoli per le politiche abitative, senza aver mai
varato un piano».

Allo spopolamento si somma lo spostamento dei residenti dal centro
verso
le zone esterne. «A questo si aggiunge lo spostamento di molti
cittadini dal centro urbano verso le periferie e le zone circostanti.
Da
un lato interi quartieri rischiano l’abbandono e si disperde un
patrimonio edilizio significativo, dall’altro diventa più difficile
garantire i servizi a chi vive fuori città. Quindi abbiamo un duplice
problema».

Per Crisafulli la risposta passa dalla rigenerazione urbana e da un
ruolo attivo degli istituti autonomi case popolari (IACP). «La strada
maestra è la rigenerazione urbana. Non dobbiamo costruire nuovi
edifici, ma recuperare ciò che abbiamo, con un piano preciso, risorse
dedicate e la volontà di far rinascere interi quartieri. Gli istituti
autonomi case popolari hanno una grande disponibilità di risorse:
possono e devono acquisire immobili per darli in affitto o venderli e,
attraverso convenzioni con Comuni e Amministrazioni, si può costruire
un piano di interventi articolato che sostenga il reddito delle
famiglie
e aiuti chi vive in periferia a tornare in città. Così si aiutano le
famiglie».

Il sindaco ha infine legato il recupero dei quartieri ai servizi, a
partire da quelli energetici, e all’uso delle risorse del Piano
nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). «La rigenerazione va
accompagnata dai servizi, a cominciare da quelli energetici. La Sicilia
ha un grande patrimonio verde e campagne circostanti che possono essere
destinate alla produzione di energia elettrica. Servizi energetici e
rigenerazione urbana sono la scelta che può farci guardare avanti.
Sull’edilizia abitativa, ferma da vent’anni, occorre utilizzare tutte
le
risorse disponibili, a partire da quelle del PNRR, che non abbiamo
potuto ottenere per asili nido e strutture scolastiche perché il piano
regionale non è mai stato attivato in tutti i suoi aspetti». GAETANO
MILINO

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