SERRADIFALCO. Il canto degli invisibili di Angelo Maddalena a Serradifalco…nel forno di Rosa.

SERRADIFALCO. Il canto degli invisibili di Angelo Maddalena a Serradifalco…nel forno di Rosa.

Se l’anima del mondo è nella partecipazione popolare, ieri sera a Serradifalco, nella vanedda di Via Barcellona, oltre a tante anime, c’era tanta anima! Rosa Burgio ha costruito un teatro di strada, anzi un teatro popolare nella strada, o meglio nella vanedda, una viuzza piccola e stretta, e l’ha addobbata come fosse un vero teatro antico e al tempo stesso moderno: sedie di vimini e tavolini abbinati, ma anche cuscini e altri tavolini, panche e poltrone, e la partecipazione è stata strabiliante: cento persone di varia età, quasi tutti di Serradifalco, molti dei quali vicini e abitatori della Vanedda. Angelo Maddalena ha raccontato e cantato Il canto degli invisibili, Pasolini addio, senza microfono, come i cantastorie di una volta e gli artisti di strada “cacciati dalle strade e dalle piazze dagli uomini imbevuti di Tecnologia alta e di ammorbamento dello spirito (e per dirlo io che sono il Diavolo!)”, così recita Angelo in un passaggio del monologo, precisamente questo “passaggio” si trova nel suo libro A piedi in un mondo sospeso, Angelo è autore del monologo e delle canzoni che ci canta dentro, ma ci sono altri “collaboratori”: Pier Paolo Pasolini, Enzo Jannacci, Maria Di Gregorio, Adriana Zarri, David Maria Turoldo, Giò Rutilante. Rosa Burgio è di Serradifalco, cresciuta nel forno e panificio storico della sua famiglia, da diversi anni anima il quartiere con l’idea fissa della partecipazione popolare e di un’arte che sia foriera di “verità”; l’incontro con Angelo è avvenuto tramite Totò Tulumello, di Montedoro, che l’hanno scorso aveva ospitato una conferenza concerto di Angelo per presentare il libro Agitatevi con calma, il romanzo di Angelo e di altri socialisti vestiti di povertà. Quello che è successo ieri è stato il primo incontro con una partecipazione così piena e totale, frutto sicuramente di un lavoro incessante da parte di Rosa, nel territorio. Ascoltare un uomo che racconta una storia per un’ora e senza un microfono, è qualcosa che oggi sembra appartenere a una dimensione perduta e “superata”, soprattutto se si è in tanti, distribuiti in una stradina senza una struttura ufficialmente teatrale o gestita da istituzioni, ieri infatti era tutto gestito dal basso, in modo informale, le locandine e l’evento fb sono stati molto poco importanti, forse, come dice Tulumello, si tratta di una cura da parte di Rosa che coinvolge “uno per uno” le persone, con un lavoro incessante ovviamente, non dall’oggi al domani. Angelo, da quasi due settimane in Sicilia, è ospite ogni sera di Filippo Tumminelli e Alessia del Retrò di Pietraperzia, dove espone la libreria della Malanotte e altri gadgets rimasti dopo il Festival della Malanotte al camping Eden sul lago Trasimeno, a metà giugno, che lui stesso ha organizzato insieme a Maurizio e Matteo, i gestori del camping. Enrico Tummino, storico animatore culturale di Pietraperzia e autore di un recente libro sugli abbeveratoi storici (che sta rivitalizzando anche fisicamente nel territorio pietrino), ha detto giorni fa che quello che succede al Retrò in queste sere, è un esempio di cultura diffusa, perchè, dice Enrico, “i libri, la letteratura, devono passare da questi luoghi, uscire dalle sale e dai luoghi istituzionali asettici”. E’ quello che fa la Malanotte, progetto di teatro e letteratura popolare e diffusa, partita anni fa alla Casa dell’Anima, storica dimora di campagna dei nonni di Angelo, trasformata in casa teatro per un anno, e da allora il progetto è “errante” con il simbolo Autoproduzioni Malanotte: ora questo cammino incrocia, oltre che fuori dalla Sicilia, sintonie e collaborazioni con soggetti coraggiosi e accoglienti come il Retrò, Rosa Burgio e il suo forno, Totò Tulumello e altri che c’erano e ci saranno, perché come dice Donatella Crosta, storica teatrante e militante di base, molisana e abitante in Val di Susa: “Peter Brook diceva proprio questo nel libro Lo spazio vuoto: il teatro è ovunque c’è uno spazio vuoto”. E’ questo il senso della Malanotte e dei suoi amici e collaboratori: lo spazio c’è, tocca a noi prendercelo, riconquistarlo, “lottando contro noi stessi, contro pigrizia e abbandono, in un respiro di dono”, come canta Angelo nella sua canzone Quanto vale un sorriso, registrata nel cd Santa Maria del cammino, Autoproduzioni Malanotte, nel 2020, dedicato a sua madre, Maria Di Gregorio, madre di canto, di cammino e di preghiera, Quel cd è stato registrato all’Eco Campo degli Enotri, altra casa teatro dalle parti del Parco del Pollino, altro luogo gestito da un altro artista “vero”, Biagio Accardi, cantastorie e musicista di Tortora, nell’Alto Cosentino, dove Angelo andrà nei prossimi giorni per presentare il monologo Questa sera ti recito Cartesio. GAETANO MILINO

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