Operatori ecologici senza stipendio e presenza di discariche abusive in diversi punti del paese

Protesta degli operatori ecologici che non ricevono stipendio da febbraio scorso mentre in questi giorni aumentano i cumuli di rifiuti vicino al centro abitato. L’emergenza rifiuti associata alla mancanza di pagamento degli stipendi da parte dell’Ato risulta essere uno dei problemi che la prossima amministrazione deve mettere come punto primario nell’agenda politica dato che la situazione è degenerata da tempo. Nei giorni scorsi gli operatori ecologici hanno “occupato” simbolicamente la stanza del commissario Antonio Parrinello che ha non pochi problemi per le somme da destinare all’Ato che derivano anche dal conferimento in discarica dei rifiuti che fino a questo momento è nel catanese a Motta San Anastasia. I 19 dipendenti dell’Ato hanno protestato recandosi davanti al commissario Antonio Parrinello. Il problema è che il comune si trova in dissesto finanziario e non dispone di risorse per azzerare il debito con l’Ato. “ Siamo facendo il possibile – afferma il commissario Parrinello – per le somme da destinare all’Ato e che poi saranno destinati agli stipendi dei lavoratori ma questo è solo uno dei problemi che il comune ha. I debiti del comune sono esosi”. Per le strade lo scenario è raccapricciante dato che oltre ai rifiuti l’innalzamento della temperatura in questo periodo porterebbe problemi anche a livello igienico sanitario. La situazione sembra essere precipitata, più delle altre volte dato che le varie discariche in vari punti del paese potrebbero presentare una grande quantità di rifiuti: la stima è di circa 60 tonnellate. “ Non ne possiamo più – affermano gli operatori ecologici – siamo con i debiti fino al collo e questa situazione ci preoccupa perché a fine mese l’Ato dovrebbe chiudere i battenti per cui le nostre mensilità non li avremmo subito. Contavamo sul commissario che avrebbe dovuto portare a pari passo le nostre mensilità con altri operatori di altri comuni”. La situazione non è per niente rosea e gli operatori ecologici oltre ai tre mesi (febbraio, marzo, aprile) si trovano anche gravati dal mese di maggio e da una somma di 300 euro di arretrati. Il disservizio a Barrafranca per la raccolta rifiuti è iniziato e a questo si ci è messo, nei giorni scorsi, anche la mancanza di gasolio. Tra le zone in cui vi sono molti rifiuti ci sono quella di sotto il Belvedere (a pochi centinaia di metri dalla piazza centrale), quella del cimitero e quella di San Salvatore, tutte discariche abusive.

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