Barrafranca. I tappeti di mandorle: un elemento identitario del popolo barrese da valorizzare

Tra le fasi di lavorazione delle mandorle rientra quella dell’asciugatura al sole, in dialetto “ssulicchjàri“. Nel periodo compreso tra agosto e settembre, corrispondente con la raccolta delle mandorle a Barrafranca vi è la tradizione inveterata di far asciugare le mandorle smallate (in dialetto:scurchjulàti) al sole, creando dei veri e propri tappeti. Non tutti possiedono una casa o una masseria in campagna e, di conseguenza, si portano le mandorle appena smallate in paese e, per farle asciugare, si dispongono su di un telo o una rete distese a terra, formando un particolare, curioso e suggestivo, per non dire poetico, “tappeto” (vd. fig. 1).

Se la quantità di mandorle è limitata, le mandorle sono messe direttamente a terra, senza alcun telo sottostante (vd. fig. 2). Se la quantità di mandorle è tanta, capita regolarmente che il tappeto deborda e occupa non solo il marciapiede, ma anche parte della strada. L’arte di “ssulicchjàri” le mandorle è, del resto, un elemento identitario del popolo barreseab antiquo; insomma, fa parte della nostra buona e consolidata consuetudine e della civiltà contadina più intrinseca. Questa Sicilia così genuina deve essere custodita e tramandata per essere ammirata anche dai visitatori o turisti esterni in cerca di esotiche emanazioni della cultura più ancestrale. I tappeti sono spesso in luoghi periferici e i proprietari in poco tempo riescono a smantellare il tutto, come fanno ogni pomeriggio quando portano al riparo le mandorle per non far subire la rugiada notturna. E se le rubano? Tranquilli, la merce accattivante è sempre controllata costantemente da dietro le “jissìne” (tende di listelli o di steli di ampelodesmi) e rigirata di tanto in tanto, per farla asciugare meglio.

Lo scopo di questa fase è di non fare ammuffire il prodotto. Certo, le mandorle appena raccolte contengono più acqua e pesano di più. Se non le si fa asciugare con il nostro invidiabile sole e le nostre non invidiabili temperature, chi le acquista le paga di più, ma ottiene un prodotto soggetto a calo di freschezza. Per di più, la muffa sulle mandorle è pericolosa perché può sviluppare aflatossine (tossine altamente nocive). Certamente i proprietari dei magazzini si difendono con dei trucchi da chi artatamente salta questa fase fondamentale: bisogna combattere muffe, funghi e sviluppo di aflatossine. In questo senso, chi ancora all’antica e pazientemente fa “ssulicchjari” le mandorle è davvero un piccolo grande eroe. Questa fase di lavorazione ci parla, in pratica, tantissimo della qualità delle mandorle barresi.
Domanda: da altre parti fanno pure i tappeti mandorle? Probabilmente sì, ma Barrafranca con la sua enorme produzione di mandorle (si consultino i dati dei fatturati in possesso del Regione siciliana) è il paese delle mandorle di Sicilia.
Infine, quasi tutti i barresi, almeno da bambini, si sono tuffati nel mare di questi tappeti di mandorle (vd. fig. 3), facendole risuonare e sentendone il rilassante “scrusciu“: di questo ne dovrà tenere considerazione il turismo esperienziale. FILIPPO SALVAGGIO






