PIETRAPERZIA. “L’emigrazione, una piaga sociale”.

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Lo afferma Matilde Puzzo, artista, scrittrice e poetessa pietrina.

Lei ha scritto, sulla problematica, delle riflessioni e composto un testo poetico.

Il testo completo delle sue riflessioni e la relativa poesia:

“L’emigrazione, una piaga sociale che determina uno spopolamento di paesi, compreso Pietraperzia”.

“In estate, però, avviene che molti emigrati scendano per un senso di nostalgia e per il desiderio di rivedere il proprio paese d’origine, i propri cari e gli amici, diventando, così, motivo di incontri piacevoli e ricchi di emozioni”.

“Come è mirabilmente scritto nella poesia composta da Matilde Puzzo e intitolata

“L’arrivo di un Emigrato.

L’emigrato, emotivamente provato, arrivato nel suo paese d’origine

Viene abbracciato da ricordi, da persone, da vissuti strettamente tenuti nel cuore come collezione.

Vive gioiosamente e allegramente i suoi giorni

Fuggenti ricchi di segreti ed emotività

Complessa, mai accettata ma rassegnata.

Il benessere è crescente, specialmente

Quando una madre attende con la mente

E con il cuore il figlio d’amore che

Diventa, per entrambi, una simbiosi

Di tenerezza viscerale e vitale.

Il tempo spezza l’incanto

Con una azione di profonda commozione:

“La sentenza della Partenza”.

Si riapre il parto.

Il dolore, il sorriso sofferto,

Fittiziamente offerto dall’anziana madre,

Che, gradualmente e amorevolmente

Lascia le proprie mani legate a quelle del

Figlio con l’amarezza e l’incertezza

Di non potere fare più una carezza.

L’abbraccio è intenso e infinito

Ma staccato dal buonsenso.

Il figlio è dell’esistenza

Che determina l’identità

Della sua essenza.

E mentre Lui si allontana,

La porta dell’umana casa si chiude,

Ma si apre quella della vita quotidiana”. GAETANO MILINO     

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