Ferragosto come una volta: la cena che riaccende il cuore antico di Enna

C’è un tempo in cui Ferragosto non significava soltanto mare, vacanze e partenze. Era soprattutto un momento da vivere insieme, tra vicoli, piazze e tavolate improvvisate, quando le porte delle case si aprivano e la strada diventava un’estensione naturale della propria abitazione.
È proprio a quella memoria, a quei gesti semplici e autentici di sessant’anni fa, che si è ispirata una particolarecena di Ferragosto nel cuore storico di Enna, nata con l’obiettivo di riportare in vita un’antica consuetudine e, allo stesso tempo, regalare alla città una serata diversa nel pieno di un agosto tradizionalmente sonnolento.
L’idea è stata diAnna Tinebra, titolare insieme aStefano Di Vitadi un ristorante a matrice biologica, che ha coinvoltoTommaso Scavuzzo e Pierelisa Rizzo, titolari di un’enoteca-osteria, con quest’ultima giornalista e appassionata di cucina. Dalla loro collaborazione è nata una piccola iniziativa capace di trasformare un angolo del centro storico in un luogo di convivialità, memoria e riscoperta.
La location scelta è statavia Sottotenente Gino Gennaro, un vicolo suggestivo del capoluogo ennese, dove una lunga tavolata ha preso il posto della consueta quiete estiva. Tavoli e sedie portati all’aperto, proprio come accadeva un tempo, hanno restituito alla strada la sua funzione più bella: quella di essere uno spazio condiviso, dove incontrarsi, mangiare, chiacchierare e stare insieme.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera sono state letovaglie impreziosite da pizzi e merletti delle nonne, piatti di porcellana e una tavola apparecchiata con cura, quasi a ricreare una scena di vita quotidiana della Enna di tanti decenni fa.
Circa40 partecipantihanno preso parte alla cena, gustando piatti legati alla tradizione e ai prodotti del territorio, accompagnati naturalmente da tanto buon vino. Un menù pensato non soltanto per soddisfare il palato, ma per raccontare, attraverso i sapori, una parte dell’identità gastronomica e culturale ennese.

E non poteva mancare una delle espressioni più conosciute della tradizione locale:“Agustu e rigustu capu d’invernu”, perché a Enna, dopo Ferragosto, spesso l’estate sembra improvvisamente lasciare spazio a temperature più fresche e alle prime avvisaglie della stagione che cambia.
Ma quella di via Sottotenente Gino Gennaro non è stata semplicemente una cena. È stata soprattuttoun’esperienza di comunità, un piccolo esperimento di rigenerazione urbana dal basso, nato dalla volontà di “adottare” un vicolo e restituirgli vita.
Per una sera, infatti, il centro storico ha smesso di essere soltanto un luogo di passaggio ed è tornato ad essere uno spazio vissuto. Voci, risate, profumi, brindisi e racconti hanno riempito il vicolo, creando quella dimensione di socialità che appartiene profondamente alla storia dei piccoli centri siciliani.
L’iniziativa ha ricevuto ilpatrocinio gratuito del Comune di Enna, a testimonianza del valore culturale e sociale di un appuntamento che, pur nella sua semplicità, porta con sé un messaggio importante: per far rivivere una città non sempre servono grandi eventi. A volte basta apparecchiare una tavola, aprire una porta e tornare a vivere insieme i luoghi che appartengono alla memoria collettiva.
Quella tavolata di Ferragosto è così diventata un ponte tra passato e presente:un ritorno alla convivialità di una volta, quando bastava una strada, qualche tavolo e il desiderio di stare insieme per trasformare una semplice sera d’estate in un ricordo da custodire.
E forse è proprio da iniziative come questa che può ripartire il cuore dei centri storici:dalla memoria, dalla cucina, dalle persone e dalla voglia di tornare ad abitare le proprie strade.





