PIETRAPERZIA. Critica dai quattro consiglieri comunali di opposizione sull’aumento delle indennità del sindaco e degli assessori.

consiglieri minoranza pietraperzia

A manifestare la loro contrarietà i quattro consiglieri comunali di “L’Ora del Cambiamento” Silvia Romano, Luana Chiolo, Paola La Monica e Giovanni Emma.

I quattro hanno diramato un documento in cui si legge: “Per i cittadini prudenza, per le indennità del sindaco e degli assessori il massimo. A Pietraperzia la sobrietà vale a senso unico”.

“Quando si tratta – scrivono ancora Silvia Romano, Luana Chiolo, Paola La Monica e Giovanni Emma – dei problemi dei cittadini servono programmazione, prudenza, tempo e, soprattutto, risorse che, spesso, non ci sono. Quando, invece, sul tavolo arrivano le indennità degli amministratori, la macchina amministrativa sembra improvvisamente conoscere una strada molto più veloce”.

Nella restante parte del documento è scritto: “Gli atti, questa volta, parlano più di qualsiasi comunicato. Con il provvedimento adottato il 27 luglio 2026, l’amministrazione comunale ha rideterminato, con decorrenza dal 1° giugno 2026, le indennità di funzione degli amministratori”.

“Le cifre riportate sono queste: 4.002 euro per il sindaco. 2.001 euro per il vicesindaco. 1.800,90 euro per ciascun assessore. 1.800,90 per il presidente del Consiglio Comunale”.

“Importi al lordo delle ritenute fiscali, ai quali si aggiungono gli oneri IRAP previsti dalla legge”.

“Il confronto con il 2020 rende immediatamente visibile la portata dell’adeguamento”.

“Allora, l’indennità del sindaco era di 2.634,66 euro mensili, quella del vicesindaco 1.317,33 euro e quelle di assessori e presidente del Consiglio di 1.185,60 euro”.

“Ora le cifre sono ben diverse. Ed è qui che comincia la questione politica”.

“Nessuno mette in discussione che la normativa nazionale abbia previsto un percorso di incremento delle indennità degli amministratori locali”.

“Ma nascondersi semplicemente dietro la fraselo prevede la leggesarebbe troppo comodo”.

“Perché una legge può stabilire quanto è possibile riconoscere”.

“La politica, però, decide come comportarsi”.

“Ed è proprio nelle possibilità di scelta che si misura quella sobrietà tanto invocata quando si parla dei sacrifici che devono affrontare cittadini e lavoratori”.

“A Pietraperzia, invece, il messaggio che passa rischia di essere esattamente l’opposto:

 quando devono aspettare gli altri, bisogna avere pazienza. Quando riguarda la politica, si procede”.

“Il tutto avviene mentre il Comune attraversa una fase finanziaria tutt’altro che semplice”.

“Mentre per molti problemi della città la risposta continua ad essere legata alla scarsità delle risorse”.

“Mentre ci sono lavoratori del servizio di nettezza urbana ancora fermi a 30 ore settimanali”.

“Mentre, quotidianamente ai cittadini viene spiegato che non tutto può essere fatto subito”.

“Ed è difficile, davanti a questo quadro, non notare il contrasto”.

“Perché la sobrietà non può essere soltanto una parola buona per i comunicati istituzionali”.

La sobrietà si dimostra, soprattutto, quando si  ha la possibilità di scegliere”.

“Si poteva dare un segnale politico? Sì”.

“Si poteva scegliere una linea più contenuta sulle indennità?”.

“Era, certamente possibile rinunciare volontariamente, in tutto o in parte, alle somme spettanti”.

“Si poteva ragionare anche sulla consistenza complessiva della Giunta e, quindi, sui relativi costi politici?”.

“Anche questa sarebbe stata una scelta. Non è stato fatto. Legittimamente, certo. Ma, politicamente, resta una decisione. E le decisioni hanno un significato”.

“Non basta, dunque, ripetere, che“la legge lo consente”. 

“La domanda non è se l’aumento sia consentito. La domanda è se fosse opportuno applicarlo senza dare alla città alcun segnale di contenimento. Sono due cose molto diverse”.

“E poi c’è un capitolo ancora più delicato: quello della coerenza”.

“Perché la politica conserva memoria, anche quando qualcuno preferirebbe dimenticarla”.

“L’attuale sindaco, quando sedeva dall’altra parte dell’aula consiliare, aveva contestato, alla precedente Amministrazione proprio il tema dell’aumento delle indennità, sollevando anche la questione dell’IRAP gravante sul bilancio dell’Ente”.

“Oggi governa. E quell’IRAP continua ad essere sostenuta dal Comune”.

“Il punto diventa, quindi, inevitabile: Se ieri quel costo rappresentava un problema, perché oggi non lo è più?”.

“Che cosa è cambiato nel frattempo? La situazione finanziaria del Comune? Le esigenze dei cittadini? Le difficoltà dei lavoratori? Oppure è cambiato semplicemente il posto occupato all’interno dell’aula?”.

“E’ questo il passaggio politicamente più difficile da spiegare. Perché essere rigorosi quando si è all’opposizione è relativamente semplice”.

“Il vero banco di prova arriva quando si governa e quelle stesse parole devono trasformarsi comportamenti. Ed è proprio lì che la coerenza diventa scomoda”. 

“Naturalmente, amministrare un Comune comporta responsabilità enormi e nessuno può seriamente sostenere che il lavoro di un sindaco o di un assessore debba essere gratuito”.

“Ma riconoscere la dignità economica di una funzione pubblica è cosa diversa dal pretendere che ogni scelta sul proprio trattamento economico venga accolta senza discussioni”.  

“Soprattutto quando, contemporaneamente, si chiedono sacrifici alla comunità”.

“Chi governa ha il diritto di assumere le proprie decisioni. Ma ha anche il dovere politico di spiegarle. E, in questo caso, una spiegazione servirebbe. Una spiegazione seria”.

“Perché il problema non sono soltanto i 4.002 euro del sindaco, né i 1.800,90 euro degli assessori. Il problema è il messaggio che quelle cifre trasmettono in una città alla quale, molto spesso, viene chiesto di aspettare”.

“Per i cittadini si parla di difficoltà finanziarie. Per i cittadini si parla di tempi tecnici. Per i cittadini si parla di priorità”.

“Quando arriva il momento delle indennità, invece, tutto sembra diventare meno complicato”.

“E allora l’opposizione ha gioco facile nel porre una domanda che l’Amministrazione farebbe bene a non liquidare con una semplice citazione della legge: se il momento è difficile per Pietraperzia, perché il sacrificio deve cominciare sempre dalla stessa parte?”.

“Non servono insulti, non servono processi alle intenzioni. Bastano gli atti”.

“E gli atti oggi consegnano alla città una fotografia politicamente difficile da ignorare: la prudenza si predica ai cittadini. La sobrietà si chiede agli altri”.

“Quando invece si decide quanto riconoscere alla politica, la cintura, improvvisamente, si allarga”.

Il documento dei quattro consiglieri di “L’Ora del Cambiamento”, opposizione – Silvia Romano, Luana Chiolo, Paola La Monica e Giovanni Emma – si conclude con le seguenti parole:

“Pietraperzia merita una spiegazione. E, soprattutto, merita coerenza”.GAETANO MILINO

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