ENNA. Incendi di luglio, il Comune chiede lo stato di calamità.

image0 (5)

La richiesta alla Regione Sicilia è di 940 mila euro per i danni
provocati dagli
incendi che, tra il 14 e il 22 luglio 2026, hanno devastato il
territorio comunale.

La Giunta ha approvato, nella giornata di mercoledì 12 agosto 2026, la
delibera, proposta dal sindaco, senatore Mirello Crisafulli, che avvia
le procedure per il
riconoscimento dello stato di calamità e formalizza la richiesta di
risorse, destinate a risarcire famiglie e attività danneggiate.

L’emergenza è scattata il 18 luglio, quando un’ondata di calore ha
investito l’intera Sicilia.

Il Dipartimento regionale di Protezione
civile aveva diramato il giorno prima l’allerta rossa per rischio
incendi e temperature estreme. Nelle ore successive diversi roghi si
sono sviluppati sul territorio comunale, in particolare nelle contrade
Baronessa, Santa Mariola e Torre, e sono proseguiti fino a notte fonda,
costringendo le forze dell’ordine a intervenire su più fronti
contemporaneamente. Il fumo e le fiamme hanno avvolto anche l’area
dell’ospedale Umberto I a Enna bassa, e si è resa necessaria
l’evacuazione di un centinaio di persone.

Gli incendi hanno danneggiato proprietà, terreni agricoli, strutture
aziendali e la viabilità cittadina, con conseguenze pesanti soprattutto
per le aree più prossime al centro abitato.

Il Comune ha attivato da
subito il Centro operativo comunale di protezione civile, richiamando
in servizio dirigenti, funzionari e personale per garantire assistenza
alla popolazione colpita e coordinare gli interventi urgenti sul
territorio.

Con la delibera approvata il 12 agosto 2026, la Giunta dà formalmente
atto della
sussistenza delle condizioni per lo stato di calamità e dà parere
favorevole affinché sia inoltrata la richiesta – ognuno per competenza
– agli organi deputati: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il
Ministero dell’Interno, la Presidenza della Regione Siciliana, la
Presidenza dell’Assemblea regionale e la Prefettura di Enna.

“Ci auguriamo che la Regione accolga la nostra richiesta e venga
incontro alle esigenze dei nostri concittadini, molti dei quali hanno
visto compromesso in poche ore il lavoro di una vita – dichiara il
vicesindaco di Enna, Stefania Marino – I danni morali non sono
risarcibili, lo sappiamo bene, ma faremo di tutto perché lo siano
quelli materiali subiti da famiglie e imprese. In queste settimane
abbiamo raccolto le segnalazioni di chi ha perso anni di lavoro, e
capiamo che nessun risarcimento potrà restituire quanto è andato
bruciato in poche ore.

Per questo riteniamo doveroso, come
amministrazione, portare avanti con determinazione questa richiesta”.
GAETANO MILINO

Categorie