BARRAFRANCA. Sud chiama Nord, “Anche se le mozioni sono state respinte, i fatti restano”.

Lo scrive, in un lungo comunicato I Comitato Barrafranca di “Sud Chiama Nord” a proposito della bocciatura della mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Lo Monaco e della Mozione di Censura nei confronti del vicesindaco Filippo Faraci.
IL DOCUMENTO INTEGRALE DI “SUD CHIAMA NORD”
“Il sindaco ha una maggioranza nei numeri, ma le questioni amministrative restano aperte.
L’ultimo Consiglio comunale ha rappresentato uno dei momenti più significativi della recente vita politica barrese, non tanto per l’esito delle votazioni quanto per il clima e i contenuti emersi nel corso del dibattito.
Ancora una volta abbiamo assistito a una lunga sequenza di autocelebrazioni e dichiarazioni di pieno sostegno al sindaco da parte dei consiglieri di maggioranza, accompagnate da una narrazione dell’azione amministrativa che, a nostro giudizio, non trova riscontro nella realtà dei fatti.
A tre anni dall’insediamento dell’attuale amministrazione, riteniamo infatti che gran parte degli obiettivi annunciati nel programma elettorale siano ancora lontani dall’essere raggiunti e che altri siano stati completamente disattesi.
I fatti, invece, restano.
È un dato oggettivo che la gestione del “Servizio Idrico” continui a rappresentare una delle principali criticità del territorio, senza che sia stata individuata una soluzione strutturale né definiti chiari indirizzi politici da parte dell’Amministrazione comunale.
È altrettanto evidente che, dal 2023 a oggi, l’Amministrazione non abbia presentato nuovi progetti finanziati nell’ambito delPNRRe che gli interventi oggi in fase di realizzazione siano riconducibili alla precedente gestione deiCommissari Prefettizi. A ciò si aggiunge la mancata attuazione dell’Ufficio PNRR con la figura delFunzionario Middle, prevista dal D.L. 152/2021, uno strumento che avrebbe potuto rafforzare la capacità progettuale e amministrativa dell’ente.
Il programma amministrativo presentato agli elettori prevedeva espressamente la riduzione della TARI, oltre all’implementazione di Centri di Raccolta Comunali (CCR), eco-compattatori e all’utilizzo di risorse derivanti dal PNRR.
L’Amministrazione comunale ha fatto ricorso a numerosi incarichi legali esterni che, per quanto ci risulta, nella maggior parte dei casi non hanno prodotto esiti favorevoli per l’ente.
Il comportamento assunto da tempo dal nostro primo cittadino ha compromesso il clima di confronto democratico e la collaborazione istituzionale, ostacolando un dialogo costruttivo nell’interesse della comunità e minimizzando le criticità segnalate dall’opposizione e dai cittadini, senza fornire risposte adeguate alle problematiche del territorio.
Inoltre, molte altre criticità, che non stiamo qui a elencare, sono state ampiamente discusse nell’ultimo Consiglio comunale.
Di fronte a queste osservazioni, la maggioranza preferisce parlare di “acredine” e di “nulla cosmico“, evitando di confrontarsi nel merito. Noi continuiamo invece a parlare di atti amministrativi, delibere, bilanci e uffici mai attivati.
Resta inoltre aperta la vicenda relativa al giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA), dal cui esito dipende il futuro dell’attuale Consiglio comunale. È opportuno ricordare che gli atti e i chiarimenti richiesti dal Ministero sono stati predisposti dai funzionari sulla base degli indirizzi forniti dall’attuale Amministrazione, come confermato dalla segretaria comunale nel corso della seduta del 29 giugno. Pertanto, qualora l’esito del giudizio fosse sfavorevole e l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non venisse approvata, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero, tra cui lo scioglimento del massimo organo di rappresentanza dell’ente, ossia il Consiglio comunale, riteniamo che le responsabilità politiche ricadrebbero sul sindaco e sull’Amministrazione.
Abbiamo ascoltato con attenzione gli interventi dei consiglieri di maggioranza. Abbiamo apprezzato la lezione di lingua italiana e latina tenuta dal capogruppo Giovanni Gentile: ci complimentiamo, perché si vede che ha studiato e ha fatto i compiti. Non abbiamo però ascoltato un vero dibattito politico sui temi presenti in Consiglio comunale, ma soltanto sterili polemiche e giustificazioni.
La maggioranza ha scelto di difendersi con i numeri. È una scelta legittima. Ma i numeri non cancellano i ritardi, non finanziano i progetti e non restituiscono fiducia ai cittadini.
Ai loro attacchi rispondiamo con una celebre espressione latina:
“Reprehensiones ab auctoritate carentibus prolatae nullum pondus habent.”
Ovvero:le critiche provenienti da chi è privo di autorevolezza non hanno alcun peso, almeno sul piano politico.
Un capitolo a parte riguarda il vicesindaco, difeso senza esitazioni dai consiglieri di maggioranza anche di fronte a comportamenti che, a nostro avviso, avrebbero meritato una diversa valutazione sul piano politico e istituzionale.
Invitiamo i cittadini a rivedere la registrazione del Consiglio comunale del 9 giugno,al minuto 1:02:18, quando il vicesindaco, rivolgendosi al sindaco, afferma: «Spetta u ricursu e i manni ‘n casa».
Un’espressione che riteniamo inappropriata e che non va in alcun modo minimizzata dai consiglieri di maggioranza, come più volte si è cercato di fare nell’ultimo Consiglio comunale, soprattutto perché un eventuale esito sfavorevole del giudizio davanti al CGA produrrebbe effetti sull’intero Consiglio comunale, coinvolgendo indistintamente maggioranza e opposizione.
Riteniamo inoltre doveroso soffermarci sul ruolo del Presidente del Consiglio comunale. A nostro avviso, nel corso delle sedute non sempre è stato garantito un rigoroso rispetto del regolamento consiliare, consentendo in più occasioni interventi, toni e comportamenti che avrebbero richiesto un esercizio più autorevole, imparziale e tempestivo delle prerogative della Presidenza, anche nei confronti del sindaco e dei componenti dell’Amministrazione.
Analoga perplessità suscita quanto avvenuto durante la discussione sulla programmazione dei lavori del Consiglio comunale. L’affermazione secondo cui la scaletta politica non sarebbe stata illustrata nella riunione dei capigruppo è stata successivamente smentita pubblicamente dalla consigliera Costa, circostanza che alimenta ulteriori dubbi sulla gestione dei lavori e sull’imparzialità della Presidenza.
Per quanto riguarda i due consiglieri assenti ma firmatari della mozione di sfiducia, uno non merita menzione: i suoi interventi e le sue azioni in Consiglio comunale parlano per lui.
Diverso è il caso della capogruppo di Fratelli d’Italia, Marzia Bevilacqua. Siamo consapevoli del particolare contesto politico nel quale opera e delle dinamiche che caratterizzano l’attuale situazione di Fratelli d’Italia a livello locale. Al tempo stesso, non possiamo nascondere la nostra delusione per alcune scelte politiche e affermazioni che hanno segnato questa vicenda. Avremmo preferito sapere prima che la sottoscrizione di questo importante atto fosse soltanto una gentile concessione per consentire la discussione della mozione di sfiducia in Consiglio comunale, e non apprenderlo dai comunicati stampa.
A nostro parere, la mozione di sfiducia non è affatto intempestiva, poiché nasce anche dalla superbia mostrata dal sindaco in Consiglio comunale, quando ha affermato pubblicamente che ai cittadini non interesserebbe l’attività del Consiglio comunale. Si tratta di un’affermazione che mortifica il principio della partecipazione democratica, svaluta il ruolo dei rappresentanti eletti, lede la dignità dei consiglieri e dimostra una preoccupante mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza.
Ricordiamo al gruppo di Fratelli d’Italia che avrebbe potuto presentare la mozione nei tempi che riteneva più opportuni, ma ha scelto di non farlo.
Sud Chiama Nord continuerà a svolgere con determinazione il proprio ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, nell’esclusivo interesse della comunità barrese.
Qualunque sarà la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa, il nostro impegno resterà immutato: vigilare sull’operato dell’Amministrazione, avanzare proposte concrete e difendere gli interessi dei cittadini con serietà, trasparenza, rispetto delle istituzioni e senso di responsabilità.
Le mozioni possono essere respinte. I fatti, invece, restano.
Barrafranca non ha bisogno di autocelebrazioni. Ha bisogno di trasparenza, programmazione e risultati concreti.COMITATO – Sud chiama Nord per Barrafranca”.
GAETANO MILINO





