Valguarnera. Igiene urbana: mozione per verificare PEF, costi e tutele per i cittadini

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Il Costo Invisibile della Pulizia Urbana

Ogni anno, puntualmente, i cittadini di Valguarnera Caropepe compiono un gesto di rassegnata fiducia: aprono la busta della TARI e pagano. È un contratto sociale silenzioso: noi paghiamo, voi pulite. Ma cosa succede se quel contratto viene tradito? Il 19 giugno 2026, una mozione d’indirizzo firmata dai consiglieri D’Angelo, Bruno, Greco e Litteri ha squarciato il velo di questa routine, trasformando un semplice atto burocratico in una denuncia politica che sa di verità necessaria. Non si parla più solo di strade sporche, ma del sospetto atroce che i servizi profumatamente pagati dai contribuenti esistano solo sulla carta.

La vicenda assume contorni inquietanti quando si scava tra le righe del “Considerato che”. Non siamo di fronte alla solita inefficienza amministrativa, ma a ombre ben più pesanti. Il documento richiama esplicitamente attività investigative delle Autorità e notizie di stampa che parlano di potenziali irregolarità. Il sospetto è che il sistema di gestione rifiuti sia un meccanismo opaco dove i dati sui quantitativi conferiti e i relativi costi potrebbero non tornare. Il coinvolgimento citato di dipendenti comunali e della ditta appaltatrice trasforma questa mozione in un atto esplosivo.

“Impegna il Sindaco e la Giunta… A comunicare al Consiglio comunale l’eventuale chiusura delle indagini che hanno visto chiamare in causa alcuni dipendenti comunali e la Ditta appaltatrice.”

‘Enigma della Pesa Scomparsa: Il Caso del “Bilico Comunale”

Al centro di questo giallo amministrativo c’è uno strumento tecnico che sembra essere diventato un fantasma: ilbilico comunale. Si tratta della pesa a ponte, l’unica infrastruttura in grado di garantire al Comune un controllo autonomo e incontestabile sui pesi dei rifiuti, senza dover dipendere ciecamente dai dati forniti dalla ditta. Nonostante il Consiglio avesse già approvato anni fa un atto di indirizzo per installarlo, l’opera non è ancora operativa. Perché questa “resistenza” burocratica dura da anni? Senza il bilico, la trasparenza sui costi addebitati ai cittadini resta un miraggio, e il dubbio che si stia pagando per pesi “gonfiati” diventa legittimo.

Servizi “Fantasma” e la Nebbia Burocratica del PEF

I consiglieri puntano il dito contro una serie di prestazioni che sembrano svanite nel nulla: lo spazzamento meccanico, il lavaggio delle strade e la cura delle aree pubbliche. Qui il discorso tocca direttamente il portafoglio dei cittadini: se i servizi non vengono eseguiti, la “congruità del PEF” (Piano Economico Finanziario) crolla. In sostanza, i residenti di Valguarnera starebbero pagando legalmente per una bugia. Per questo la mozione esige la “verità tecnologica”: i dati GPS dei mezzi. Se i tracciati sono muti o assenti, significa che il servizio non è mai passato, rendendo la tariffa TARI del tutto ingiustificata.

Il Diritto di Sapere: Uno Scandaglio Senza Precedenti

L’azione intrapresa non è un semplice richiamo, ma un accesso agli atti mastodontico, un vero e proprio “scandaglio” che mira a rivoltare gli ultimi tre anni di gestione (2023-2026). I consiglieri hanno preteso la “cassetta degli attrezzi” completa per smontare il sistema di opacità, raggruppando le richieste in macro-aree critiche:

  • Documentazione Contabile e Fiscale:Verifica di fatture e mandati di pagamento per scovare discrepanze tra quanto fatturato e quanto realmente fatto.
  • Report GPS e Verità Operativa:Accesso ai dati di geolocalizzazione e ai rapporti giornalieri per mappare i movimenti reali dei mezzi.
  • Tracciabilità dei Rifiuti (FIR):Controllo dei Formulari di Identificazione e delle certificazioni delle pesate effettuate.
  • Vigilanza e Penali:Analisi di tutti i verbali di sopralluogo e delle (eventuali) contestazioni mosse dal Comune alla ditta negli ultimi 36 mesi.

La mozione è un ultimatum in piena regola: il Sindaco ha 60 giorni per riferire in Aula. Il tempo della “nebbia” è scaduto. Questa iniziativa ci ricorda che il Consiglio Comunale deve essere una “casa di vetro”, non un fortino di segreti. I consiglieri si sono fatti guardiani del bene comune.

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