A San Pietro si sono svolti i funerali del cardinale Ruini, Papa Leone XIV ha dichiarato: “La Chiesa italiana gli deve molto.”

ROMA I funerali del cardinale Camillo Ruini, scomparso il 16 giugno a 95 anni, si sono tenuti nella Basilica di San Pietro. A presiedere è stato Papa Leone XIV, che lo ha ricordato come un “saggio pastore” e punto di riferimento per generazioni di fedeli.

Durante la celebrazione, il Pontefice ha ripercorso il ministero di Ruini, sottolineandone l’impegno ecclesiale, culturale e civile, e il valore della sua fede. Ha citato il suo motto episcopale, “La verità vi farà liberi”, come sintesi della sua visione cristiana e servizio alla Chiesa. Numerose autorità religiose, politiche e istituzionali erano presenti, tra cui Pier Ferdinando Casini, Andrea Riccardi, Maurizio Gasparri, il cardinale Salvatore De Giorgi e l’ex presidente Romano Prodi. Per il Governo ha partecipato il sottosegretario Alfredo Mantovano. Presenti anche il presidente della Cei Matteo Zuppi, il cardinale Pietro Parolin e il Vicario di Roma Baldo Reina.
“Affidiamo alla misericordia del Signore il nostro fratello cardinale Camillo Ruini, pastore saggio e sollecito nel gregge di Cristo – ha detto Papa Leone –. Ha servito la Chiesa con dedizione in incarichi umili e di grande responsabilità, come sacerdote, vescovo e cardinale, nell’insegnamento, studio, pastorale, animazione giovanile, ambito culturale, cura del laicato e delle vocazioni, e nell’esercizio dell’autorità”.
Il Pontefice ha ricordato che “la Chiesa italiana deve molto a Ruini, che per 17 anni è stato presidente della Cei e vicario del Santo Padre a Roma. Ha guidato la comunità in momenti delicati, affrontando sfide con entusiasmo e coraggio. Ha promosso l’apporto cattolico nella vita religiosa, civile e politica, guidato il sinodo diocesano e partecipato attivamente al dialogo ecclesiale e sociale. Lo affidiamo al Padre celeste e ci lasciamo illuminare dalla parola di Dio”.
Ruini “ha conosciuto e lavorato con santi recenti come Paolo VI e Giovanni Paolo II, di cui è stato collaboratore. Dal loro esempio ha tratto molto: in lui ritroviamo i tratti del Santo Papa. Questa consonanza possa guidarci nel cammino. Le sue parole ‘la verità ci renderà liberi’ riassumono la visione di persona e libertà rivelata da Cristo e insegnata dalla Chiesa: siamo fatti per la verità e il bene, che portano pace, unità e realizzazione terrena ed eterna”.





