BARRAFRANCA. Da Ugo Avola Faraci ancora immagini della Barrafranca di ieri.

Questa volta il professionista barrese, emigrato da tanti anni a Torino, prende in esame aspetti campestri e bucolici. I suoi appunti, anche ora, vengono arricchiti da un dipinto da lui realizzato nel 2010. Ugo prende in esame, in particolare, “O Jardinu” inteso pure come “Urtu U Signuri”. “che si collega con la strada che porta “a Funtana U Cirasu” e allo stradale che conduce a Mazzarino. L’entrata di accesso agli orti era, però, “a strata di Moli”.
Questi gli appunti di Ugo Avola Faraci: “CAPRA AL RUSCELLO.Dai mesi primaverili in avanti, mio padre – ‘u zi Pippinu Faraci – mi mandava di tanto in tanto a prendere delle verdure nei pressi del quartiere di Barrafranca Canale ” O Jardinu o Urtu U Signuri ” questi erano i nomi coi quali si identificavano i terreni irrigui coltivati ad orti e aranceti, dei quali mio padre ne aveva ereditato, dalla zia Filomena 1/3, e gli altri 2/3uno il fratello Giovanni e l’altro la sorella Stella.
Detto terreno naturalmente era gestito da un ortolano ( Peppe Cammarata) che pagava annualmente una gabella e settimanalmente dava le verdure secondo le necessità familiari. Io per accedervi, a volte, mi servivo da questo che consideravo il ” passaggio segreto”. Superato il corso d’acqua e le canne, sbucavo vicino al gelso rosso di zio Giovanni e quindi tra le verdure, e l’ortolano che le prendeva adagiandole in una grande vasca piena d’acqua detta ” gibbia ” pronte da portare l’indomani dal verduriere per essere vendute.
Mio padre invece, l’albero di gelso l’aveva bianco, vicino alla vigna nella parte opposta del podere. Di tanto in tanto, io coi miei amici, andavamo a farne una scorpacciata; capitava a giugno quando ci si ritrovava nel pomeriggio del CORPUS DOMINI.
Anche questa mia esperienza degli anni ’50 la ricordo volentieri e l’ho rappresentata in questo dipinto che ho eseguito nel 2010 con un ragazzo che, portando la sua capra a pascolare s’è fermato per permettere alla bestiola di abbeverarsi, mentre lui scambia qualche parola con un passante”.GAETANO MILINO





