Barrafranca. Le statue della rotonda restaurate, una storia finita bene.

rotonda sitica statue restaurate (2)

Barrafranca. A volte, un gesto di fede può diventare, in un attimo, una ferita nel cuore di una comunità. È successo alla rotonda di contrada Sitica, sul Viale della Pace: un luogo dove una luce votiva, è stata spenta da un vento improvviso. Le fiamme, spinte dal vento, hanno acceso le coccarde devozionali e gli arredi, causando un incendio che ha distrutto i segni della nostra fede. Quello che doveva essere un omaggio silenzioso è diventato un rogo, lasciando solo cenere e tristezza. I danni subiti hanno rivelato quanto siano vulnerabili le icone così care alla nostra memoria collettiva. Il calore non ha solo annerito le superfici, ma ha cercato di cancellare l’identità stessa delle opere:

La figura di Cristo è stata colpita da bruciature profonde che hanno carbonizzato il braccio sinistro, il torso e le gambe, intaccando persino la struttura superiore della croce lignea. Il volto e il manto della Vergine sono stati sfigurati dalla fuliggine, con distacchi pesanti della finitura superficiale che ne hanno compromesso la delicata bellezza. Alla base del monumento, lo spettacolo era desolante: i resti carbonizzati di fiori e arredi testimoniavano l’intensità di un incendio che non ha risparmiato nulla.

La potenza di un appello corale

La risposta di Barrafranca non è stata il silenzio della rassegnazione, ma il rumore operoso della solidarietà.Radio Luceha agito da fulcro, amplificando l’appello di privati cittadini in un ponte verso il “cuore artistico” del territorio. L’appello lanciato a restauratori e artigiani ha trasformato un incidente fortuito in una straordinaria prova di cittadinanza attiva.

“Restituire dignità a queste immagini non è solo un atto di restauro estetico, ma un gesto di cura verso l’identità stessa della nostra comunità.”

Questo richiamo ha dimostrato come la comunicazione sociale possa essere la scintilla capace di attivare un’energia positiva, trasformando un danno materiale in un’occasione di crescita.

Il vero miracolo di questa vicenda non è stato solo il recupero delle opere, ma la rapidità e l’armonia della collaborazione. In meno di un mese — dall’incidente di fine aprile al ritorno di maggio — una squadra di “cittadini al servizio” ha operato in perfetta sinergia:

Alessandro Lanza:Già noto per il suo instancabile amore per il territorio (a lui si deve il recupero di tutti gli abbeveratoi di Barrafranca), il Responsabile Regionale per l’Ambiente non ha esitato. Si è occupato personalmente del coordinamento e della complessa fase di pulitura iniziale dei residui carboniosi.

Roberto Caputo:Un dettaglio racconta bene lo spirito di quei giorni: l’artista stava per inviare la propria disponibilità via email a Radio Luce quando ha visto Lanza arrivare al suo laboratorio con le statue già pronte per l’intervento. Con dedizione specialistica, Caputo ha poi lavorato per restituire profondità cromatica e integrità alle figure deturpate.

Le Istituzioni:Il Sindaco Giuseppe Lo Monaco e la Comandante della Polizia Municipale Maria Costa hanno garantito quella rapidità burocratica e logistica necessaria perché l’intervento non subisse rallentamenti.

La Ferramenta Tambè:Il settore privato ha risposto presente, donando gratuitamente tutti i materiali necessari per il restauro, sigillando un patto di generosità che ha coinvolto ogni strato sociale.

Una rinascita poetica per la Festa della Mamma

C’è una sottile poesia nel tempo: il ritorno delle statue restaurate alla rotonda di Viale della Pace è coinciso con la Festa della Mamma. Dopo il buio della fuliggine e il calore distruttivo del rogo, la “Madre di tutte le mamme” è tornata al suo posto, luminosa e intatta. Per la comunità barrese, questa coincidenza non è stata un caso, ma un simbolo potente di protezione ritrovata, una luce che torna a vegliare sul cammino di chiunque attraversi quel crocevia.

Un futuro tra fede e responsabilità

L’evento della rotonda di c.da Sitica ci lascia in eredità il ritratto della Barrafranca migliore: quella capace di rimboccarsi le maniche e trasformare una ferita in una cicatrice d’orgoglio. Tuttavia, la bellezza ritrovata porta con sé un monito. Per preservare ciò che è stato recuperato con tanta fatica e dedizione,è fondamentale che ogni devoto eserciti la massima prudenza nell’uso di lumini e candele.Proteggere questi simboli significa, prima di tutto, rispettare il lavoro di chi li ha salvati.

B2RL

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