BARRAFRANCA. Il “Falcone” sul podio della poesia in dialetto siciliano

Venerdì 17 novembre tre alunni dell’I.S.I.S.S. “G. Falcone” hanno raggiunto il podio del concorso di poesia “Parrannu ‘n poesia” organizzato dall’Associazione Culturale “Halim Moses” della presidente Santina Intorre di Solarino (SR) e inserito in progetto di studio della lingua siciliana. Nella fattispecie, per la sezione junior, Dylan Bonincontro si è classificato terzo con la poesia intitolata “U scrusciu d’i jorna” e Giuseppina Milazzo e Nadia Spagnolo si sono classificate prime con la poesia “A Storia chi stammu scrivinnu”. Tra tante composizioni provenienti da diverse parti della regione, la qualificata Commissione, presieduta dalla prof.ssa Laura Liistro, ha verbalizzato che le opere barresi sono state scritte in modo armonioso, con la sapidità dei classici e con grande maestria retorica. Grande ammirazione, quindi, è stata espressa anche dal Sindaco di Solarino, nonché deputato regionale Tiziano Fabio Spada, che ha commentato così l’iniziativa: «In un tempo in cui rischiamo di smarrire radici e memoria, momenti come questo assumono un valore ancora più profondo. La lingua siciliana è un patrimonio di storia, tradizioni e visione del mondo. Anche quando viene ridotta, da qualcuno, a semplice dialetto, resta invece uno degli strumenti più autentici con cui raccontiamo chi siamo». Ad allietare la serata primaverila sono state le esibizioni di Claudio Romano, noto come “Il Cestaio Matto” o “agriteatro sensoriale”, un cantastorie, cestaio e zampognaro attivo nel siracusano e di Adalgisa Tambè. La presentazione è stata affidata a Loredana Salvaggio, che ha degnamente fatto da collante ai vari momenti di questa prima edizione del concorso regionale. Soddisfatta del risultato è, infine, la Dirigente del “Falcone” di Barrafranca per la quale: «è fondamentale valorizzare questi scampoli si bellezza che i nostri alunni sanno creare, nel segno di una tradizione poetica in dialetto antichissima come quella barrese, presente da sempre in ogni occasione di festività. Gli alunni hanno saputo cogliere questo lievito, portandosi e portandoci in una delle più scottanti questioni: la guerra sempre più imperante».










