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BARRAFRANCA. Il Sindaco Lo Monaco risponde ufficialmente al “Gruppo Ricostruire Barrafranca”

Sindaco Lo Monaco

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di riscontro del Sindaco di Barrafranca avv. Giuseppe Lo Monaco al Gruppo “Ricostruire Barrafranca” in merito alla proposta di adesione alla definizione agevolata dei tributi di cui all’art. 1, commi 102.110, della Legge n. 1999/2025.

In riscontro alla proposta del Gruppo “Ricostruire Barrafranca”, assunta al prot. n. 3747 del 09.03.2026, relativa all’adesione alla proposta di adozione di un regolamento comunale per la definizione agevolata delle entrate locali ai sensi dell’art. 1, commi 102-110, della legge 30.12. 2025, n. 199, di seguito rappresentiamo le nostre considerazioni che, allo stato, ostano alla sua applicazione nel nostro Comune. L’Amministrazione comunale ha esaminato con la dovuta attenzione la documentazione trasmessa, inclusa la nota di approfondimento e lo schema di regolamento predisposti da IFEL del 27.01.2026, che sono già stati oggetto di nostra attenzione. Sebbene si condivida la sensibilità verso le difficoltà economiche che gravano su cittadini e imprese del nostro territorio, tale proposta appare formulata senza una piena considerazione del complesso e vincolante quadro giuridico-finanziario in cui versa il Comune di Barrafranca. L’analisi del Gruppo “Ricostruire Barrafranca, pur menzionando il primo dissesto finanziario dichiarato nel 2016 con decorrenza dal 1° gennaio 2014, dimentica che questo Ente attualmente versa ancora in stato di dissesto dichiarato nel 2021 con decorrenza dal 1° gennaio 2019 e ne trascura, in ogni caso, le cogenti implicazioni giuridiche e contabili. Tale condizione non rappresenta una mera difficoltà finanziaria, ma uno status giuridico eccezionale che assoggetta l’ente a un regime normativo speciale e rigoroso, volto primariamente al risanamento strutturale dei conti pubblici. Ai sensi dell’art. 259 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, il Comune ha dovuto presentare al Ministero dell’Interno un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Tale documento, che per il nostro Ente copre l’arco temporale 2019-2023, rappresenta un piano di risanamento pluriennale, giuridicamente vincolante, la cui attuazione è fondamentale per l’uscita dalla condizione di dissesto. È opportuno, fra le altre cose, rammentare che su tale ipotesi di bilancio è attualmente pendente un contenzioso in grado di appello dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, circostanza che impone ulteriore cautela e rigore nella gestione delle entrate. L’ipotesi di bilancio riequilibrato si fonda su previsioni di entrata che includono non solo la quota capitale dei tributi, ma anche le sanzioni e gli interessi maturati. Tali somme non rappresentano un’entrata meramente potenziale, bensì una componente essenziale e quantificata delle risorse necessarie a garantire la copertura delle spese e il graduale ripianamento del disavanzo, come richiesto dalla normativa sul dissesto finanziario. La stessa legge istitutiva della definizione agevolata, al comma 102, impone che l’adozione di tali misure avvenga “nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci” e “tenuto conto della situazione economica e finanziaria degli enti stessi” (comma 107). Rinunciare integralmente a sanzioni e interessi per le annualità fino al 2023, come implicitamente suggerito dalla suddetta proposta, significherebbe sottrarre al bilancio risorse già appostate e considerate indispensabili nel piano di risanamento approvato e sub judice. Ciò determinerebbe un grave squilibrio finanziario, un “buco di bilancio” che vanificherebbe gli sforzi di risanamento compiuti finora, con conseguenze facilmente immaginabili per la stabilità finanziaria dell’Ente e per la sua capacità di erogare i servizi essenziali alla cittadinanza. Ciò nondimeno, l’Amministrazione comunale non è rimasta inerte di fronte a questa nuova opportunità legislativa. Consapevoli della pressione fiscale che grava sulla nostra comunità, conseguenza diretta e inevitabile delle misure imposte dalla procedura di dissesto (che, si ricorda, obbliga l’ente ad applicare aliquote e tariffe nella misura massima consentita, come previsto dall’art. 251 del D.Lgs. 267/2000, ci siamo posti il problema della sua applicabilità al nostro specifico contesto. A tal fine, oltre un mese prima che venisse la superiore proposta, è stato convocato un tavolo tecnico con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Enna, proprio per analizzare le criticità e le possibili modalità di attuazione della norma. A tale riunione, purtroppo, non si è presentato alcun rappresentante. Successivamente, in un confronto telefonico tra il Sindaco e il Presidente dell’Ordine, è stata evidenziata la principale criticità, ovvero il vuoto normativo circa la compatibilità della definizione agevolata con gli obblighi derivanti da un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato in corso di esecuzione. Questo dimostra un approccio ponderato e responsabile, volto a ricercare soluzioni fondate su un’analisi approfondita e non su mere aspirazioni, che, sebbene socialmente condivisibili, si rivelano giuridicamente e finanziariamente insostenibili nel nostro contesto. La nota di approfondimento IFEL della fondazione ANCI, sebbene dettagliata, non risolve questo nodo cruciale, limitandosi a generici richiami al rispetto degli equilibri di bilancio e alla valutazione degli effetti finanziari. Occorre, inoltre, evidenziare un profilo di criticità normativa. La facoltà di definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è una norma di carattere generale. Essa non disciplina specificamente la sua applicabilità e le sue modalità di coordinamento con la normativa speciale e derogatoria che governa gli enti in dissesto finanziario (Titolo VIII, Parte II del TUEL). In assenza di una disposizione espressa che autorizzi un ente in dissesto a rinunciare a entrate già appostate nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, prevale il principio di massima prudenza. Manca, ad oggi, pure un chiarimento ufficiale da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze o della Corte dei Conti che indichi come un ente in dissesto possa conciliare la rinuncia a entrate previste nel piano di riequilibrio con gli obblighi di risanamento imposti dalla legge. L’amministrazione ha l’obbligo primario di attenersi scrupolosamente alle previsioni dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, la cui alterazione unilaterale potrebbe essere fonte di responsabilità e compromettere l’intero percorso di risanamento. Per le ragioni sopra esposte, pur comprendendo le finalità sociali della proposta avanzata dal gruppo “Ricostruire Barrafranca”, che ringraziamo per il contributo e per l’attenzione dimostrata, riteniamo che l’adesione alla definizione agevolata, nelle forme suggerite, sia allo stato attuale preclusa. I vincoli inderogabili derivanti dallo stato di dissesto, le previsioni cogenti dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e il generale principio di prudenza che deve governare l’azione di un ente in risanamento impongono di non adottare misure che, rinunciando a entrate certe e previste, creerebbero un grave nocumento al bilancio, mettendo a rischio il percorso di uscita dal dissesto e, in ultima analisi, la futura stabilità dell’ente e la sua capacità di erogare servizi alla collettività. Questa Amministrazione comunale, tuttavia, non intende precludere in assoluto il ricorso a questo strumento. Non appena il quadro normativo sarà reso più chiaro da opportuni interventi ministeriali e/o normative che ne definiscano la compatibilità con le procedure di risanamento, sarà nostra cura valutare con la massima attenzione la possibilità di introdurre la definizione agevolata per le entrate relative alle annualità successive al 2023, non ricomprese nell’attuale ipotesi di bilancio. Tale valutazione sarà condotta con il rigore imposto dalla gestione di un ente in una situazione finanziaria ancora delicata, ma con l’obiettivo, condiviso, di venire incontro alle difficoltà dei cittadini e di utilizzare ogni strumento legittimamente percorribile per alleviare una pressione tributaria di cui comprendiamo appieno il peso. Per l’occasione, vi formuliamo i nostri migliori auguri in vista delle prossime festività pasquali.Il Sindaco avv. Giuseppe Lo Monaco

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