ROMA. Processo “Ultrà”: la Cassazione annulla alcune condanne e conferma altre.
La Corte di Cassazione di Roma ha pronunciato importanti decisioni nell’ambito del processo denominato “Ultrà”, che ha visto coinvolti diversi imputati accusati di reati legati a associazioni criminali e traffico di stupefacenti. Tra le pronunce più significative, spicca l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Luigi Fabio La Mattina, difeso dall’avvocato penalista Angelo Maria Tambè, con cessazione della misura cautelare per tale reato. La Corte ha stabilito che “il fatto non sussiste”, ribadendo così l’estraneità dell’imputato ai reati contestati. La Mattina, in precedenza, aveva già ottenuto l’assoluzione davanti al tribunale di Enna per il reato previsto dall’articolo 416 bis del codice penale e aveva visto eliminata l’aggravante come organizzatore nel traffico di stupefacenti tramite l’impugnazione in Corte di Appello a Caltanissetta. Tale percorso processuale ha determinato una significativa riduzione della pena attraverso i tre i gradi di giudizio, confermando un percorso di progressiva esclusione della sua responsabilità penale.
Un esito analogo è stato registrato per Valentino La Mattina, difeso dall’avvocato Flavio Sinatra, per il reato di cui all’articolo 73 del DPR 309/90, anch’egli beneficiario dell’annullamento senza rinvio.
Inoltre per altri imputati, tra cui Davide e Valentino La Mattina, Filippo Bonelli e Adriano Bevilacqua, difesi da un collegio di avvocati composto dagli avvocati Angelo Maria Tambè, Paolo Giuseppe Piazza, Tagliaferri, Giuseppe Serio e Flavio Sinatra. Per loro, la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio relativo all’aggravante concernente il numero dei componenti dell’associazione. Questo significa che dovrà celebrarsi un nuovo processo presso la Corte di Appello di Caltanissetta, finalizzato a rideterminare la pena, momentaneamente ridotta in attesa della decisione della Suprema Corte.
Un capitolo a parte riguarda il caso di Salvatore Salvaggio, difeso dagli avvocati Gaetano Giunta e Flavio Sinatra, assolto in primo e secondo grado per il reato di estorsione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Distrettuale, confermando così l’estraneità dell’imputato ai fatti contestati.
Per tutti gli altri imputati coinvolti nel processo “Ultrà”, invece, le condanne sono state confermate integralmente. GAETANO MILINO