Poliziotto preso a calci, pugni e martellate alla manifestazione Askatasuna di Torino

Scontri Askatasuna manifestazione 31 gennaio 2026

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”(Canto VI del Purgatorio).

Ne mai più attuali sono questi versi del Sommo Poeta Dante. Mi sono tornati in mente guardando le immagini che, nella serata di sabato 31 gennaio 2026, ribalzavano sui social: un poliziotto preso a calci, pugni e martellate negli scontri di piazza avvenuti a Torino durante un corteo nazionale a sostegno del centro sociale Askatasuna.

Da settimane si organizzava a Torino una grande manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita e contro il governo Meloni. Già nel primo pomeriggio di sabato 31 gennaio sono scese in piazza almeno 20.000 persone, da tutta Italia e anche dall’estero. Un normale corteo poi si è trasformato in una vera guerriglia urbana contro la Forze dell’Ordine. I manifestanti hanno utilizzato bombe carta, sassi, estintori e martelli contro le camionette della polizia. Gli scontri più intensi hanno interessato corso Regina Margherita (altezza ex sede Askatasuna), corso Regio Parco e il ponte Gioachino Rossi.

Feriti 31 agenti e feriti anche tra i manifestanti. Una troupe Rai è stata presa di mira dai facinorosi. Tra gli episodi più gravi, un poliziotto è stato accerchiato e colpito con martellate, calci e pugni in corso Regina Margherita. Ma di cosa stiamo parlando… come è possibile che un pugno di facinorosi incappucciati possano prendere il sopravvento e schiantarsi, impunemente, contro dei pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni.

Sui social è rimbalzato il video dell’aggressione ad un poliziotto. Così l’inviato Rai descrive l’attacco: “Lo hanno colpito a calci, pugni e colpi di martello. Poi ancora con più violenza, con tutto quello che avevano a portata di mano. La vittima di questa scena, immortalata da un video, è un agente di 29 anni del reparto mobile di Padova. Era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo. Ora Alessandro è ricoverato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Un’aggressione, quella nei confronti del poliziotto che è sposato e ha un figlio, durata pochi ma interminabili secondi che descrivono la guerriglia urbana che ha colpito il capoluogo piemontese, per circa tre ore.”

È inaccettabile vedere immagini di una violenza inaudita contro una giovane persona nel compimento del proprio dovere, un vero e proprio linciaggio verso chi dovrebbe proteggerci. Un attacco allo Stato è quello che si è consumato la sera di sabato 31 gennaio, perché quando si attacca chi opera per la tutela dell’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini, non fa altro che attaccare lo Stato!

Il Presidente della Repubblica Mattarella, il Presidente del Consiglio Meloni e tutti i partiti politici condannano a chiare lettere l’accaduto. Lodevole certo, ma non servono parole ma fatti, non serve far passerella e mostrarsi preoccupati e indignati: l’Italia e gli Italiani hanno bisogno di certezze, di sentirsi al sicuro, di poter contare su uno Stato che li protegga da minacce interne ed esterne. Quando succedono eventi come questo, il distacco tra la politica e i cittadini si fa incolmabile. (foto web) RITA BEVILACQUA

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