BARRAFRANCA. 1 gennaio-l’antica tradizione della Chiesa Itria di festeggiare il BAMBINELLO

chiesa Itria anni 50

Pochi sanno che a Barrafranca (EN) in tempi lontani il 1° gennaio si festeggiava il Bambinello. che è legata direttamente a Gesù Bambino, e in alcune tradizioni locali si festeggia anche Gesù Bambino.

Andiamo per ordine. Il 1 gennaio la Chiesa festeggia Maria SS. Madre di Dio. Il Martirologio Romano recita: “Nell’ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua Circoncisione, solennità della santa Madre di Dio, Maria: i Padri del Concilio di Efeso l’acclamarono Theotókos (colei che genera Dio), perché da lei il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uomini, principe della pace, a cui fu dato il Nome che è al di sopra di ogni nome”. In questo giorno si festeggia la maternità di Maria, l’aver procreato il Figlio e per questo in alcune tradizioni locali si festeggia anche il Gesù Bambino.

Per queste ragioni fino alla prima metà del ‘900 a Barrafranca (EN) si svolgeva una particolare tradizione conosciuta come LA FESTA DEL BAMBINELLO. Difatti, il popolo appella il 1 gennaio come “A festa du Bamminu”.

Dallo storico barrese don Luigi Giunta apprendiamo che, negli archivi parrocchiali datati 1761 ritroviamo una tradizione che si svolgeva nella chiesa Maria SS. dell’Itria il 1° gennaio. Questa tradizione era ancora praticata ai tempi in cui lo storico pubblica il suo libro “Brevi cenni storici su Barrafranca” (1928).  Ecco cosa scrive: “Trono in un documento di questo arch. parr. che nel 1761 si praticava in questa chiesa di vestire un bambino povero nel capodanno in onore del bambino Gesù, ma s’inibiva al sacerdote che lo guidava di non portare cotta e stola. Questa devozione si pratica ancora oggi”.

La festa si svolgeva in chiesa. Alla Celebrazione Eucaristica partecipava un bambino povero, vestito con tunica bianca, a simboleggiare Gesù Bambino, e veniva portato in processione per le vie adiacenti alla chiesa. Al termine al bambino venivano donati viveri di prima necessità per lui e la sua famiglia. Probabilmente con lo scoppio della seconda guerra mondiale, tali festeggiamenti scomparvero. Di questa tradizione non rimane che il ricordo delle persone più anziane, le quali rammentano anche la presenza, sempre nella chiesa dell’ Itria, di una statuetta in cartapesta  di Gesù Bambino dell’altezza di circa 60 centimetri esposta in un ultimo altarino accanto all’ altare maggiore dove, attualmente, si trova la porta d’accesso ai locali parrocchiali.

Quando alla fine degli anni ’50 si decise di eliminare  le statue realizzate in cartapesta, materiale facilmente deteriorabile, anche questo particolare simulacro fu tolto. A differenza di alcune statue che furono distrutte, non fu buttata o bruciata, ma fu donata ad una parrocchiana, che lo sistemò e la conserva ancora adesso con devozione. RITA BEVILACQUA

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