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BARRAFRANCA. Chiediamo giustizia per FRANCESCO FERRERI

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È ancora vivo nella mente dei barresi il ricordo di quel maledetto 17 dicembre di vent’anni fa quando arrivò la notizia del ritrovamento del corpo senza vita del tredicenne Francesco Ferreri, scomparso da Barrafranca il giorno prima. Incredulità, sconforto, dolore: questi i sentimenti che colpirono profondamente il cuore dei barresi di fronte ad un evento così atroce. L’intera comunità si strinse attorno alla famiglia dello sfortunato Francesco. Chi era stato? Chi aveva avuto il coraggio di massacrare un ragazzino inerme?

Il ricordo di quel giovane, vittima di un disegno macabro e crudele, scomparso nel fiore dei propri anni, è rimasto sempre forte: da allora ogni anno, il 17 dicembre, si celebra una giornata di ricordo, di celebrazioni, di incontri per tenere viva la sua memoria e far conoscere alle nuove generazioni la sua vicenda.

Il RICORDO deve diventare l’ARMA che trasformi il DOLORE in impegno civile per evitare che altri “Francesco” cadano vittima della malvagità.

Dopo vent’anni, da sentimenti come incredulità e sconforto che avevano attanagliato l’animo di un’intera comunità, si è passati all’indignazione per una vicenda che urla, brama, ancora GIUSTIZIA.

“Oggi siamo qui per ricordare Francesco. Non si tratta di una semplice funzione liturgica, ma di una vera e propria contestazione”. Con queste parole, pronunciate durante l’omelia del 17 dicembre 2025,Mons. Rosario Gisana, Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, ha voluto mettere in evidenza la sete di GIUSTIZIA che un’intera comunità anela.  

In questa vicenda non c’è e non c’è stato nessun diritto alla VERITA’, una verità che fornisse risposte, nessuna GIUSTIZIA che assicurasse gli esecutori alla pena prevista, al risarcimento per il danno subito. Quella per Francesco è stata giustizia? Domanda legittima che ci poniamo dopo le vicende giudiziarie che hanno caratterizzato il caso. Ci siamo trovati davanti ad una giustizia sommaria che è passata da un opposto ad un altro: da una condanna agli ipotetici esecutori ad una assoluzione completa sempre degli stessi, lasciando il caso ufficialmente irrisolto.

Allora chi ha ucciso Francesco? Chi è il colpevole o i colpevoli di un delitto così efferato contro un ragazzino inerme? Il SILENZIO è complice del male ed è dovere di tutti ricercare la Verità.

Da più parti si chiede la riapertura del caso. Legalmente, la strada è in salita ma non sbarrata. Perché un caso chiuso con assoluzioni definitive venga riaperto, sono necessari elementi nuovi e mai esaminati prima. Non bisogna demordere. È in quest’ottica che ilPrimo Cittadino di Barrafranca avv. Giuseppe Lo Monacoha inviato in data 09 maggio 2025 alla Procura di Enna una richiesta di incontro per discutere sul caso dell’omicidio di Francesco Ferreri. Purtroppo, la suddetta richiesta non ha avuto riscontro. Riportiamo integralmente il testo del documento:

AI Sig. Procuratore delia Repubblica presso il Tribunale di Enna.

Oggetto: richiesta di incontro per discutere sul caso dell’omicidio del piccolo Francesco Ferreri.

Illustre Sig. Procuratore della Repubblica, Le scrivo nella mia veste di Sindaco del Comune di Barrafranca, interpretando il profondo e mai sopito desiderio di giustizia che anima l’intera nostra comunità. Il 16 dicembre 2005, la nostra cittadina fu scossa dalla barbara uccisione del piccolo Francesco Ferreri, un evento tragico che ha segnato per sempre la nostra comunità e lasciato una ferita ancora aperta.

A distanza di circa venti anni da quel terribile giorno, il dolore e lo sconcerto rimangono vivi, così come l’angosciante attesa di verità e giustizia da parte dei genitori del piccolo Francesco. Conosciamo il complesso lavoro investigativo che è stato fatto, ma che, purtroppo, non ha assicurato l’assassino alla giustizia, tuttavia, il protrarsi dell’impunità genera nella nostra comunità e, soprattutto, nei genitori del piccolo Francesco Ferreri un senso di frustrazione e un timore latente che l’autore di un crimine così efferato rimanga impunito.

Come Sindaco, sento il dovere di farmi portavoce di questo sentimento diffuso e di chiedere con forza che si mantenga alta l’attenzione su questo caso. Credo fermamente che ogni sforzo debba essere compiuto per assicurare alla giustizia chi si è macchiato di un crimine così orribile.

Per tali ragioni e nel rispetto del principio di leale collaborazione tra Istituzioni, Le chiedo cortesemente la disponibilità ad un incontro, al quale auspico possano partecipare anche i genitori del piccolo Francesco Ferreri. Un momento di confronto diretto potrebbe rappresentare un segnale importante per la nostra comunità e per gli stessi genitori e, magari, offrire nuovi spunti di riflessione per l’eventuale riapertura delle indagini. Confidando nella Sua sensibilità e nel Suo impegno verso la giustizia, resto in attesa di un Suo cortese riscontro. Avv. Giuseppe Lo Monaco”.

Francesco Ferreri oggi avrebbe circa 33 anni. Finché non ci sarà un colpevole, la società intera resterà in debito con quel ragazzino che voleva solo crescere.

AUSPICHIAMO CHE DIVENTI CORALE LA RICHIESTA, AGLI ORGANI COMPETENTI, DELLA RIAPERTURA DEL CASO. RITA BEVILACQUA

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