23 Gennaio 2026

PALERMO. Al via le assemblee nelle scuole in vista della 43sima“Marciaantimafia Bagheria Casteldaccia”.

Marcia

  “No mafia, no droga, no violenza” il grido che animerà la 43sima
edizione della “marcia antimafia Bagheria Casteldaccia”, promossa
dal Centro Studi “Pio La Torre”, che anche il prossimo 26 febbraio 2026
vedrà studenti, docenti, preti, sindaci operatori sociali
ritrovarsi a percorrere insieme la cosiddetta Strada del Vallone,
l’arteria del “triangolo della morte” che veniva utilizzata come via di
fuga dei killer e dai latitanti mafiosi, oggi simbolo di numerosi
percorsi della società civile e non solo. Oggi, infatti, quello che è
stato ribattezzato “triangolo della vita”, si chiama “Strada della
marcia antimafia”.

Saranno soprattutto i più giovani i protagonisti della manifestazione
non solo perché concluderanno la giornata, ma anche perché lo faranno
raccontando il percorso che nei prossimi mesi li vedrà animare
iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nei territori. Al liceo
classico “Scaduto” di Bagheria, per esempio, si è svolta la prima
assemblea organizzativa con i dirigenti scolastici e referenti alla
legalità.

  «Come sempre i giovani saranno la chiave di volta – afferma VITO LO
MONACO, presidente emerito del Centro Studi Pio La Torre – nelle cui
mani riponiamo tutto il lavoro di conoscenza, ma anche di promozione
delle iniziative. Al loro fianco ci saranno scuole, chiese, tutti gli
studenti con le assemblee scolastiche, le associazioni antimafia, del
territorio e di categoria, i consigli comunali con i loro presidenti,
tutti uniti sotto lo slogan che animerà anche questa edizione, “No
mafia, no droga, no violenza”. Questo perché bisogna alzare la voce e
gridarlo a chiare lettere, a maggior ragione in questo periodo storico
dove la violenza diffusa ha raggiunto i più alti livelli. Per noi è
fondamentale parlare di mafia e politica, cultura e democrazia, mafia
internazionalizzata, di guerre e di globalizzazione perché le mafie
hanno modificato il loro carattere. Sparano di meno, ma corrompono di
più, essendosi infiltrate e facendo ormai parte dei processi di
modernizzazione delleconomia. Senza dimenticare la strenua difesa della
legislazione antimafia contro i continui tentativi di smantellarla e di
fare a pezzi la memoria”.

Un appuntamento, quello del 26 febbraio 2026, che porta con se il
lavoro che il centro Studi “Pio La Torre” promuove quotidianamente
offrendo
ai più giovani e non solo la possibilità di usufruire del sito
(www.piolatorre.it [1]),  il cui archivio storico e documentale è
veramente unico, ma anche di essere presenti con propri contributi
sulla testata giornalistica come “A Sud’Europa”, oggi diretta dal
giornalista Franco Nicastro, subentrato al giornalista Angelo Meli, che
l’ha fondata e diretta e al quale è stato dedicato il Premio che si
celebra il 30 aprile di ogni anno in occasione dell’anniversario
dell’uccisione di Pio la Torre e Rosario Di Salvo. GAETANO MILINO

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