17 Dicembre 2025

BARRAFRANCA e i MONUMENTI ai CADUTI: il Cav. Uff. ENZO PACE ne spiega l’importanza

Barrafranca-Monumwento ai caduti

Si è da poco conclusa la ricorrenza del 04 Novembre, la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Anche Barrafranca ha ricordato i suoi figli morti in entrambe le Guerre Mondiali. I loro nomi si trovano iscritti, ad eterna memoria, in tre diversi Monumenti: quello della Prima Guerra Mondiale, sito in Piazza Regina Margherita, conosciuto come “U Pupu”, il “Cippo” con relativa lapide dei caduti e dispersi della Seconda Guerra Mondiale, ubicato accanto al Plesso Europa e la “Stele” sita nella villetta di Pier Santi Mattarella che riporta il nome delle vittime civile dei bombardamenti avvenuti su Barrafranca del 10 e del 18 luglio 1943.

Oggi ricordiamo la storia di questi monumenti e la loro importanza, riportando integralmente il discorso del Cav. Uff. ENZO PACE, tenente in quiescenza, che ha tenuto durante la manifestazione del 04 novembre 2025. Ricordiamo che, per molti anni, ENZO PACE è stato Comandante della Locale Stazione dei Carabinieri:

“Buon giorno a tutti voi. Un grazie al Signor Sindaco Giuseppe LO MONACO, per averci invitati a partecipare, quale Associazione d’Arma, a questa ricorrenza annuale del 4 Novembre. Grazie alla banda musicale che ci ricorda gli inni patriottici, accompagnandoci i momenti di riflessione e ricordo dei caduti. Fedeli all’annuale appuntamento ci ritroviamo oggi davanti a questo monumento, riuniti con una solennità che in poche altre occasioni si ripete uguale, per onorare i nostri Caduti in guerra, per ricordare l’Unità nazionale e per festeggiare le Forze armate. L’Italia fu la prima nazione a istituire una giornata per commemorare la fine della Grande Guerra, significativo pur se implicito invito a una riflessione sul conflitto. Ma è solo dopo la Seconda Guerra mondiale che finalmente è iniziato in Europa il più lungo periodo di consolidamento di un clima di pace, di libertà e democrazia mai registrato in precedenza. Sono i valori che con la coesione sociale, il rispetto e la reciproca comprensione tra i popoli e le culture diverse, hanno rappresentato il fondamento dell’Unione Europea. È in questa Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate il pensiero di tutti gli Italiani dovrebbe essere rivolto a quanti hanno perso la vita per la Patria, alle vittime di tutte le guerre. La realtà è che oggi sembriamo una nazione lacerata da mille divisioni. Una nazione che dimentica troppo in fretta i sacrifici, i propri eroi caduti nelle guerre, caduti nelle strade per lottare contro il crimine, a difesa di altri connazionali, in difesa della pace e per valori di libertà e democrazia in terre lontane. Siamo una nazione forse troppo distratta da notizie che indeboliscono la nostra identità. Una nazione che sembra preferire lo scontro al confronto. E così facendo cresce la distanza e il distacco verso le istituzioni, verso le nostre forze dell’ordine… si perde l’orgoglio di essere italiani, si accentua il rischio di un nazionalismo eccessivo o addirittura in tanti la spinta a non credere più in un’Italia unita sotto la stessa bandiera tricolore.

Come dicevo ci ritroviamo uniti davanti a questo monumento, inaugurato il 3 novembre 1935 dall’allora commissario prefettizio Luigi Salvaggio. La storia sulla posa del monumento è stata ampliamente raccontata dai nostri storici, Prof. CIULLA – LICATA – OROFINO e da Rita BEVILACQUA su Radio Luce di cui invito i ragazzi ad andare a leggere. In questo monumento sono elencati i 98 nomi dei cittadini barresi chiamati alle armi nel 1915/18 e che hanno immolato la loro vita per difendere la Patria.

Barrafranca annovera altri due luoghi sacri: il Cippo con relativa lapide ubicato di fronte al plesso scolastico “EUROPA” realizzato da un’idea di Giovanni Collura e del Prof. Egidio D’ANGELO in ricordo alla memoria dei caduti e dispersi della Seconda Guerra Mondiale, inaugurato il 23 maggio 2013 dal Sindaco Salvatore LUPO, ove sono elencati 79 ragazzi che non hanno fatto più ritorno a Barrafranca lasciando familiari e alcuni moglie e figli che non hanno mai conosciuto. In tale lapide vi sono altri nomi da inserire venuti fuori dopo la sua collocazione.

Altra Stele realizzata in Piazza Pier Santi Mattarella, sempre da Giovanni COLLURA, in memoria delle vittime civile del bombardamento avvenuto su Barrafranca dal 10 al 18 luglio 1943 in cui persero la vita 66 cittadini e vi furono oltre 250 feriti. Quest’ultimo è stato inaugurato il 4 novembre 1994 dall’allora Sindaco Gaetano GIUNTA.

Per il sacrificio delle vittime del bombardamento, alla citta di Barrafranca, con Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano del 17 aprile 2012, venne concessa la Medaglia di Bronzo al merito civile. In provincia di Enna solo due comuni risultano avere ricevuto questa onorificenza, Barrafranca e Troina la Medaglia Oro al Valore Civile. Ma l’importante onorificenza è stata concessa dal Presidente della Repubblica, non solo in memoria delle vittime che questa comunità ha avuto come tanti altri comuni e luoghi della nostra Italia, ma soprattutto, così come scritto nella motivazione, per l’eroismo e l’umanità dimostrata dai Barresi che, malgrado il dolore per le loro vittime, aiutarono i feriti, senza guardare alla nazionalità, si prodigarono ad aiutare nella ricostruzione fornendo supporto umanitario ed empatia alla vittime, offrendo beni di prima necessità come cibo e acqua e contribuendo attivamente alle attività di recupero e soccorso di base e assistenza per la rimozione delle macerie. Questo deve essere da lezione per i giovani. Motivazione: – La cittadina durante il secondo conflitto mondiale subì i bombardamenti aerei, prima americani e poi tedeschi, che provocarono numerosi morti e feriti e la distruzione quasi totale delle abitazioni. La popolazione sopportò gli avvenimenti bellici con coraggiosa determinazione e generosa solidarietà, prodigandosi in aiuto dei superstiti. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche. Luglio 1943 – Barrafranca (EN). -Purtroppo, I monumenti ai caduti vengono abbandonati per una combinazione di scarsità di fondi, priorità contrastanti, mancanza di personale e talvolta anche da vandalismo e incuria. Gli amministratori spesso si trovano ha bilanciare la manutenzione del patrimonio esistente con altre esigenze comunali, e i monumenti, pur importanti per la memoria storica, possono non essere la priorità immediata per le risorse limitate. Sappiamo che un comune in dissesto non può mettere in bilancio le spese per le feste nazionali, poiché il principio contabile fondamentale è garantire il ripiano del disavanzo e la copertura integrale degli impegni esistenti. Le attività dell’ente sono vincolate e la gestione ordinaria è soggetta a restrizioni, mentre le spese per eventi e celebrazioni non rientrano tra le necessità primarie.  Le chiedo Sig. Sindaco e Signori Amministratori, qualora possibile, di porre particolare attenzione alla manutenzione e ristrutturazione dei monumenti ai caduti al fine di perpetrare e salvaguardare parte della storia barrese. In particolare, quello delle vittime civile in Piazza Pier Santi Mattarella ove i nomi stanno diventando illeggibili e quello di “Punta Terra” ove i nomi, inseriti in una tabella di plastica, non sono più leggibili. Concludo dicendo che oggi onoriamo le vite sacrificate per la nostra sicurezza, per la nostra crescita sociale, culturale e democratica. Ricordiamo i soldati caduti nelle guerre, ricordiamo i carabinieri, i poliziotti e i civili vittime del terrorismo, vittime della mafia. Ricordiamo i soldati caduti nei territori lontani nelle missioni di pace. Vittime di guerre ingiuste, ma eroi di solidarietà e altruismo. Con questo auspicio, mi è gradito ringraziare tutti coloro che hanno presenziato all’odierna celebrazione, testimoniando ancora una volta coscienza civile e condivisione del sentimento di appartenenza alla comunità barrese. Grazie dunque a chi serve l’Italia in divisa, ai nostri militari dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri che in atto si trovano in missione di pace all’estero. Proprio in questi giorni, un nostro cittadino è partito in Missione di pace nel Quatar sotto l’egidia dell’ONU e ove il suo contingente sarà destinato in missione di pace in Palestina. Viva le nostre Forze Armate, viva la Costituzione, viva l’Italia unità e democratica. Viva Barrafranca.!”

RICORDIAMO che è dovere di tutti noi tramandare alle nuove generazioni la memoria e le gesta di chi, anche a costo della vita, ha lottato per la libertà. RITA BEVILACQUA

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