BARRAFRANCA. Lettere dalla Dirigente Scolastica Nadia Rizzo e dagli alunni della “Don Milani” sul furto dei giorni scorsi ad opera di ignoti.
Questo il testo integrale della missiva della dottoressa Nadia Rizzo: “Rubare alla scuola significa rubare ai ragazzi e al loro diritto a imparare, crescere, sognare. Si tratta sempre di un gesto codardo contro un bene collettivo”. “La scuola – aggiunge la professoressa Rizzo – è per tutti, ma soprattutto è di tutti ed è proprio per questo motivo che a nessuno dovrebbe venire in mente di rubare qualcosa alla scuola che è un bene comune. Purtroppo nella storia della scuola di Barrafranca si sono verificati diversi furti o atti di vandalismo che provocano non solo danni materiali, ma che offendono il diritto allo studio e che rendono tangibile il fatto che ci sono persone che non danno alcun valore ai beni e ai luoghi della scuola come se la scuola anziché essere un bene comune fosse terra di nessuno!”. La Dirigente Scolastica Nadia Rizzo dice ancora: “Rubare alla scuola è togliere a tutta la comunità scolastica che rimane offesa da questi atti, ma che allo stesso tempo sa riflettere, sa reagire e soprattutto sa rimanere sempre comunità educante per garantire il diritto allo studio e alla legalità per tutte le bambine e i bambini, per tutte le ragazze e i ragazzi che le sono affidati per diventare cittadini di una res-publica fondata sul rispetto dell’altro e della legalità. La scuola ha costantemente il supporto del Sindaco e dell’amministrazione comunale per garantire il diritto allo studio di tutti gli alunni e ancor di più per fronteggiare questi episodi deprecabili. Anche le forze dell’ordine sono a fianco della scuola per garantire alla giustizia chi ha scelto di agire contro la scuola”. La dottoressa Nadia Rizzo conclude: “Il frutto, il valore e il senso di essere parte fondante di una comunità educativa è bene espresso da una lettera che hanno scritto alcuni giovanissimi alunni che hanno sentito il dovere di condannare l’ennesimo furto che due giorni fa ha colpito la nostra scuola.
Di seguito la “Lettera delle alunne e degli alunni del Plesso “Don Milani”. Il 23 ottobre 2025, a Barrafranca, è accaduto un fatto sconvolgente. Abbiamo saputo che dei ladri, durante la notte, sono entrati nella nostra scuola, plesso Don Milani, e hanno portato via dei computer. Sono saliti dal balcone dell’aula numero 5, che si trova al primo piano della scuola e sono entrati forzando la porta”. “Quella mattina – si legge ancora nella lettera aperta di alunnne ed alunni – ci siamo recati a scuola come sempre. Ad attenderci, c’era il collaboratore scolastico e i docenti che ci hanno informati del fatto; questa situazione ha suscitato in noi una sensazione di smarrimento. Non potevamo immaginare che fosse successo qualcosa di così tanto grave, eravamo increduli! Poco dopo anche la Dirigente scolastica ci ha confermato ciò che gli insegnanti ci avevano anticipato”. Alunne ed alunni della “Don Milani”, con profondo senso di maturità, continuano: “Un senso di rabbia, tristezza e paura ci ha avvolti perché la scuola è un luogo nostro, uno spazio che appartiene alla comunità e che rappresenta un punto fondamentale per la crescita di ogni persona. Attaccare un luogo dove nasce e si diffonde la cultura significa colpire al cuore la possibilità che abbiamo di crescere, di formarci e di migliorarci, ma soprattutto di sognare. Rubare dei computer non è solamente un danno materiale, ma un gesto che priva noi alunni di strumenti indispensabili per apprendere e per costruirci un futuro. È un atto che dimostra mancanza di rispetto non solo verso l’istituzione scolastica ma verso l’impegno di tutti coloro che ogni giorno studiano e lavorano per rendere la scuola un posto migliore”. E scrivono ancora: “Un episodio come questo dovrebbe farci riflettere sull’ importanza di proteggere i luoghi del sapere e di sentirci tutti più responsabili nei confronti della nostra scuola. Difendere la scuola significa difendere la cultura, la conoscenza e, in fondo, anche noi stessi e il nostro futuro. Colpirla, invece, significa ferire la speranza stessa di un futuro più giusto e più libero. Non possiamo restare indifferenti davanti a simili atti: la risposta deve essere quella dell’unione, della solidarietà e dire: “BASTA, NON DEVE SUCCEDERE PIU’!”. Nella lettera di alunni ed alunne della “Don Milani” si legge ancora: “Solo una comunità che si sente parte della propria scuola può impedirne la distruzione, perché laddove la scuola viene ferita, viene ferito anche il senso stesso di appartenenza e di civiltà. È stato un atto spregevole che ci ha portati a riflettere sull’importanza dell’Educazione Civica all’interno della scuola ed essere dei cittadini educati e responsabili all’esterno”. E concludono: “I beni della scuola sono i beni che appartengono a tutta la comunità e soprattutto a noi alunni. Se riflettiamo, infatti, è grazie alle tasse che pagano i nostri genitori che possiamo avere la scuola arredata di tutti i comfort indispensabili e moderni (sedie, banchi, lavagne, computer, strumenti tecnologici per i laboratori, ecc…). Dobbiamo quindi imparare da questo evento e crescere come persone civili, aiutare la scuola a fare in modo che questo evento non accada mai più. Ringraziamo la Dirigente, i docenti, il personale scolastico e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo a favore della nostra scuola”. A chiusura della lettera, i nomi di Giorgia Costa, Emma Messina, Filippo Papalia, Giordana Zuccalà “In rappresentanza di tutte le alunne e gli alunni del Plesso “Don Lorenzo Milani”. GAETANO MILINO