5 Dicembre 2025

Barrafranca. “A Minnulata”, alla riscoperta dell’antica ricetta.

a minnulata di filippo salvaggio (2)

BARRAFRANCA – Riscoperta un’antica ricetta a base di mandorle tipica del paese: la minnulata. Nell’ambito dell’attività di promozione dei prodotti tipici locali, l’associazione Pro Loco Barrafranca – APS sta continuando a ricercare tutto ciò che caratterizza la nostra comunità, per valorizzarlo attraverso varie iniziative. La minnulata, in particolare, sarà fatta degustare ai turisti che vorranno venire a visitarci, come già si fa con altri prodotti quali le mandorle, l’olio, il tartufo e la foglia allegra. Questa particolarissima ricetta di Barrafranca stava per essere dimenticata: è grazie all’impegno non solo della Pro Loco del Presidente Michele Faraci, ma anche del socio Filippo Salvaggio, che ne ha pubblicato la ricetta ricevuta da parte della signora Rosa Lupo in Avola. Per realizzarla e per valorizzarla, si è resa utile la collaborazione con una nota pasticceria del centro storico, che si impegnerà a metterla a disposizione di chiunque vorrà degustarne la bontà. Il consumo della minnulata a Barrafranca era ordinario: non si faceva solo in occasione di una festa in particolare. Al momento, non abbiamo trovato una ricetta uguale a questa: ce ne sono di molto simili, in quanto variano alcuni ingredienti. Ci sono, ad esempio, gli ‘nzuddi messinesi che hanno in più latte e burro e i minnilati licatesi che hanno più zucchero e farina e non hanno le uova. Il dolce barrese ha, dunque, caratteristiche peculiari rispetto ad altri che si trovano in giro: non è un torroncino, né un biscotto e neanche una pasta. Siamo, piuttosto, di fronte a un prodotto da forno che è, nel contempo, un po’ croccante, un po’ friabile e un po’ morbido-pastoso. Praticamente, la minnulata barrese accontenta tutti i gusti. Il Presidente Michele Faraci, entusiasta per questa riscoperta, afferma che: «è emozionante vedere riemergere dal passato un bene così prezioso con i suoi profumi, che riportano alla semplicità e alla bontà delle nostre massaie del passato: la nostra genuina identità è una meraviglia, che merita di essere tramandata».

RICETTA E PREPARAZIONE

Questa particolarissima ricetta di Barrafranca stava per essere dimenticata: è solo grazie alla signora Rosa Lupo in Avola che si è salvata. Nel nostro paese non mancavano, di certo, le mandorle e ovviamente le massaie si cimentavano a fare dolci vari e tramandarne le ricette frutto della loro maestria. Dopo aver fatto il pane, il forno era ancora caldo, anche se meno, ed era normale approfittare di tale calore, infornando altri cibi: in questo caso dolci. In pratica, la temperatura del forno era di circa 180°.

Ingredienti:

Mandorle, 500 grammi

Farina tipo 00 per dolci, 350 grammi

Zucchero, 350 grammi o, se si preferisce, poco meno

5 uova o quante ne bastano

Buccia di arancia grattugiata

Preparazione:

Tostare le mandorle con la buccia e, quando sono ancora tiepide, frullarle fino a farle diventare una “farina”. In passato, non essendoci i frullatori, si schiacciavano con un mattarello o, in estrema necessità, con una bottiglia di vetro. Attenzione: se le mandorle tostate si raffreddano, si tritano più difficilmente. Su di una spianatoia occorre, poi, formare una fontana con la farina di mandorle tostate, la farina per dolci e lo zucchero precedentemente miscelati. Se si vuole, si può aggiungere un po’ di buccia di arancia grattugiata. Mettere nella fontana tre uova e impastare. Se non bastano, se devono aggiungere le altre, uno alla volta. Quando l’impasto sarà abbastanza modellabile, lo si farà riposare (in dialetto si dice pigghjari a cena); si dovrà, in seguito, formare un cordone. Si deve, quindi, schiacciare dolcemente il cordone fino allo spessore di circa un centimetro e mezzo, per poi tagliarlo a pezzetti a forma di parallelogrammi. Si infornano con una teglia i pezzetti ottenuti per circa dieci minuti: il tempo di farli biscottare (in dialetto: ggranciàri). La temperatura dovrà essere di 180° e il forno sarà leggermente ventilato. Quando i dolci si raffredderanno, è possibile a piacimento aggiungere una spolverata di zucchero a velo oppure glassarli. per poi mettere la diavolina.

Il consumo della minnulata a Barrafranca era ordinario: non si faceva solo in occasione di una festa in particolare. Al momento, non abbiamo trovato una ricetta uguale a questa: ce ne sono di molto simili in quanto variano gli ingredienti: ci sono, ad esempio, gli ‘nzuddi messinesi che hanno latte e burro; i minnilati licatesi che hanno più zucchero e farina e non hanno le uova . Il dolce ottenuto ha, dunque, caratteristiche peculiari: non è un torroncino, né un biscotto e neanche una pasta. Siamo, piuttosto,  di fronte a un prodotto da forno che è, nel contempo, un po’ croccante, un po’ friabile e un po’ morbido-pastoso. Praticamente, la minnulata barrese accontenta tutti i gusti!

Fonte

https://ricettetradizionalibarresi.blogspot.com/2025/07/minnulata-barrese.html.

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