Emergenza Radio e TV locali, si rischia la chiusura.

La crisi delle piccole emittenti radiofoniche: un colpo duro dopo i tagli improvvisi del governo.
Negli ultimi mesi, le piccole emittenti radiofoniche stanno attraversando un momento di grande difficoltà, che rischia di portarle alla chiusura. La causa principale di questa crisi è un taglio a sorpresa dei fondi da parte del governo, che ha colpito duramente le realtà più piccole e meno finanziate del panorama radiofonico.
Queste emittenti, spesso gestite da piccole realtà locali o associazioni senza scopo di lucro, svolgono un ruolo fondamentale nel territorio: offrono informazione, cultura e intrattenimento a comunità spesso trascurate dai grandi network. Tuttavia, con i fondi pubblici ridotti drasticamente, molte di queste radio si trovano senza le risorse necessarie per continuare le proprie attività.
Il taglio dei fondi è stato annunciato senza preavviso, lasciando le emittenti senza un piano di emergenza e senza la possibilità di pianificare strategie alternative. La conseguenza più immediata è il rischio di chiusura, che porterebbe alla perdita di un importante patrimonio di pluralismo e di voce locale.
Gli operatori delle piccole radio si stanno organizzando per chiedere un ripensamento delle decisioni e per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di sostenere le realtà più piccole e indipendenti. Molti sottolineano come queste emittenti siano un presidio di democrazia e di identità territoriale, e che il loro ruolo non possa essere sottovalutato.
In conclusione, la crisi delle piccole emittenti radiofoniche rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e il valore sociale di queste realtà. Speriamo che si possa trovare una soluzione che permetta a queste voci di continuare a essere ascoltate, contribuendo alla ricchezza culturale del nostro Paese.
Di seguito il comunicato stampa della nostra associazione, Aeranti Corallo.
ASSOCIAZIONE TV LOCALI DI CONFINDUSTRIA RADIO TV, AERANTI-CORALLO E ALPI CHIEDONO IL RIPRISTINO URGENTE DEI FONDI ALL’EMITTENZA LOCALE
A sorpresa è arrivata una significativa riduzione, di oltre il 14% rispetto all’anno precedente, delle risorse destinate ai contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali previsti dal DPR n. 146/2017 per l’anno 2025. Come emerge dai decreti direttoriali del 16 luglio 2025, firmati dal Direttore generale della DGTEL del MIMIT, le risorse complessive disponibili per le radio e tv locali – commerciali e comunitarie – ammontano a 111,6 milioni di euro (al netto dell’accantonamento dell’1% previsto dall’art. 2, comma 2 del DPR 146/2017). Si tratta, appunto, di un calo significativo rispetto agli anni precedenti ( 2021: 120,1 mln; 2022: 125 mln; 2023: 135,9 mln; 2024: 130,2 mln). Le associazioni di categoria Associazione Tv Locali di Confindustria Radio Televisioni, Aeranti-Corallo e A.L.P.I. manifestano forte preoccupazione e chiedono alla Presidenza del Consiglio e alle forze politiche di intraprendere tutte le misure necessarie per ripristinare tali risorse, tagliate inaspettatamente e in maniera insostenibile. Questa situazione mette seriamente a rischio la sopravvivenza delle imprese del settore, le quali già affrontano sfide significative nel tentativo di rimanere competitive in un mercato dominato da soggetti di grandi dimensioni con risorse enormi. Le emittenti locali svolgono un ruolo cruciale nel panorama informativo e culturale del paese, contribuendo alla diversità e alla pluralità dell’informazione. Tuttavia, la loro capacità di operare è ora messa in discussione dai drastici tagli ai finanziamenti con gravi ricadute occupazionali. Inoltre, è doveroso sottolineare la totale assenza di interlocuzione politica con il Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che risulta essere il ministero di riferimento per il settore. L’assenza di un Sottosegretario con delega alle comunicazioni, si traduce nella mancanza di supporto da parte di un ente governativo fondamentale nel promuovere e difendere le realtà economiche locali. Tutto ciò è preoccupante e lascia le associazioni e gli operatori del settore in una situazione di crescente vulnerabilità. Le scriventi associazioni, pertanto, rinnovano il loro appello affinché le istituzioni competenti riconoscano l’importanza delle imprese radiofoniche e televisive locali e agiscano prontamente per garantire il loro sostegno economico, vitali per la valorizzazione del patrimonio informativo e culturale del nostro paese.






