BARRAFRANCA. “La Società” e il Mov. “Agende Rosse” commemorano Paolo Borsellino

In occasione del33° anniversario della strage di Via D’Amelio, dove persero la vita il giudice Borsellino e i ragazzi della scorta, nel pomeriggio disabato 19 luglio 2025l’Associazione Culturale Barrese “La Società”e ilMovimento “Agende Rosse” di Ennahanno commemorato il giudice antimafia con la deposizione di omaggi floreali nei segnali della toponomastica di Viale Paolo Borsellino Magistrato, il viale che va dal bivio Catena al bivio Zotta. La deposizione è avvenuta a cavallo dell’ora in cui si è consumato il vile attacco.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa degli organizzatoti.“Gli anniversari sono un’occasione da non sprecare. Abbiamo capito in questi anni che la memoria ha molte sfumature e ci si può avvicinare a questa azione con atteggiamenti diversi. C’è chi la sfrutta per farla diventare l’ennesimo luogo di scontro politico, chi invece crede che sia sufficiente una degna celebrazione come si fa per altre ricorrenze, chi cerca di sfruttarla per ragioni personali, politiche, economiche (pubblicazioni di libri, autopromozione, visibilità, etc.). Poi vengono i familiari delle vittime che coltivano la memoria giorno dopo giorno accompagnati da una sete di verità che non li abbandona mai. Chi versa ancora il sangue della perdita di un familiare sa con esattezza che la ferita può rimarginarsi solo con la verità. Chi si avvicina a queste giornate deve sapere che salire sul vagone della memoria può portare a una destinazione imprevista o a uno scontro con coloro che della memoria se ne servono. Noi siamo convinti la memoria è un’opera quotidiana che non ammette tentennamenti e che fa appello a tutti coloro che sanno anteporre il bene comune a quello particolare, privato, personale. Queste ferite aperte sono il libro di testo che insegna come vivere nelle proprie città, nei propri luoghi, assumendo l’impegno di camminare sul crinale della memoria, come uno spartiacque che separa i servitori dello Stato, la gente perbene dai parassiti, nascosti sotto mille travestimenti. Molti hanno un microfono in mano in questi giorni per ripetere parole fastidiose e prive della vita che può sorreggerne il peso. Molti staranno in silenzio subendo l’ennesimo affronto del vampiro di turno. Noi vogliamo stare in piedi percorrendo questo crinale della memoria, spinti dal desiderio della verità per rimanere sul solco di chi ci ha lasciato il testimone: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità, diceva Paolo Borsellino”.
Colgo l’occasione per ribadire che ricordare, anno dopo anno, chi veramente ha dato la VITA, rimanendo fedele ai propri principi, ai propri ideali è un atto dovuto, è un dovere di noi “persone perbene”. Non abbiamo bisogno di EROI ma di PERSONE VERE, SINCERE e soprattutto COERENTI, disposte a lottare per un mondo migliore, per il futuro dei propri figli… Questo è quello che hanno fatto tutti gli uomini e le donne VITTIME DI MAFIA.Ad perpetuam rei memoriam!RITA BEVILACQUA






