PIETRAPERZIA. Continua a fare discutere la recente bocciatura dei bilanci consolidati 2021 e 2022 e del rendiconto 2023.

Ora a prendere la parola, con i loro post su facebook, sono il sindaco Salvuccio Messina, la consigliera comunale indipendente Silvia Romano e il consigliere di opposizione Vincenzo Milazzo. I tre strumenti finanziari erano stati votati favorevolmente dai cinque di maggioranza Manuel Dio Carciofalo, Rosalba Ciulla, Giuseppe Micciché, Mariella Tamburello e Angelica Zarba. Voto favorevole anche dall’indipendente Silvia Romano. Contro avevano votato i sei consiglieri comunali di opposizione: Calogero Di Gloria Giusy Di Blasi, Rosa Maria Giusa, Angelo Vullo, Lorenza Nicoletti e Vincenzo Milazzo. Questi il post del sindaco Salvuccio Messina: “TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO” Cari concittadini, siamo ormai a pochi mesi dal rinnovo degli organi amministrativi del nostro comune e comincia ad essere il tempo di fare bilanci, ma soprattutto consuntivi. A tal proposito la parola consuntivi mi riporta alla mente il recente consiglio comunale, dove molto responsabilmente la opposizione venuta fuori dalle ultime elezioni robustamente corroborata dai fuoriusciti della maggioranza ha determinato la bocciatura degli strumenti finanziari che avrebbero potuto rimettere il Comune e si badi bene il Comune e non questa amministrazione, nella giusta direzione di risanamento delle casse comunali”. “Va sottolineato infatti – continua Salvuccio Messina – che i provvedimenti all’odg altro non fossero che strumenti tecnici per consentire all’ente la ordinaria vita amministrativa ed ai cittadini la fruizione dei servizi dovuti. Evidentemente al benessere collettivo si è preferito l’interesse di parte del “tanto peggio tanto meglio” anche da chi ha bocciato se stesso ed il suo operato, vedasi i due ex assessori che con grande coerenza hanno votato contro atti che loro stessi avevano contribuito a fare. Per non parlare del “perdente per antonomasia” ovvero chi da anni grida nel deserto in maniera sterile. Ma i numeri sono numeri e gli atti non sono stati approvati con la conseguenza del disagio ulteriore che provocheranno alla collettività ( vedi tra tanti: contributi alle nuove attività e trasferimenti di residenza).”. Il sindaco di Pietraperzia scrive ancora: “Perché se pur vero che l’amministrazione sta già predisponendo i passaggi necessari a riparare il danno è pur vero che l’atto politico consumato in consiglio non può non essere stigmatizzato e affidato alla valutazione della comunità pietrina. Il desiderio di conquistare la poltrona di sindaco per alcuni o l’acredine per avere perso quella di assessore (neanche avessero vinto un concorso) per altri giocando al “tanto peggio tanto meglio” credo andrà valutato allorché ci si presenterà alle prossime elezioni”. E conclude: “Non sfugga però a nessuno che l’amministrazione da me presieduta si è sempre adoperata in questi anni per il bene comune portando avanti tanti progetti pur nelle difficoltà di carenze strutturali dell’ente, di carenze finanziarie e cosa non secondaria NON METTENDO MANI NELLE TASCHE DEI CITTADINI. Attenzione ai falsi profeti di oggi”. La consigliere Silvia Romano scrive: “Lettera aperta ai cittadini di PietraperziaCari concittadini dopo il Consiglio Comunale del 7 luglio sento il dovere, anche morale, di intervenire pubblicamente per fare chiarezza su quanto accaduto e sulle gravi conseguenze che ciò comporta per il nostro Comune. Voglio partire dal dato oggettivo: Durante quella seduta sono stati bocciati i bilanci consolidati del 2021 e 2022 e bocciato anche il rendiconto 2023. Si tratta di documenti contabili di natura tecnica, obbligatori per legge, fondamentali per garantire la corretta gestione dell’ente e per ottenere trasferimenti economici rilevanti destinati al Comune di Pietraperzia. La loro approvazione avrebbe sbloccato risorse certe e disponibili a beneficio della collettività. Il voto contrario espresso dall’opposizione ha invece impedito l’accesso a questi fondi, arrecando un danno diretto alla comunità”. “Nei giorni successivi al consiglio – scrive ancora Silvia Romano – sono apparsi vari post che tentano di giustificare questa scelta come un presunto “atto di responsabilità”. Ma i fatti raccontano un’altra verità. Lo ha detto chiaramente il ragioniere capo, intervenendo telefonicamente e scrivendo in diretta durante la seduta: i bilanci consolidati non sono strumenti politici, ma atti tecnici. Non esprimono scelte di indirizzo, non occultano debiti – al contrario, li evidenziano e li certificano nel rispetto della trasparenza e della legalità. Non approvarli significa bloccare fondi, creare incertezza, generare rilievi da parte dei revisori dei conti, esporre l’ente al rischio di interventi della Corte dei Conti. Questa è la realtà. Inequivocabile”. La Romano aggiunge: “Colpisce inoltre che tra coloro che hanno votato contro figurino due consiglieri che, negli anni a cui si riferiscono i bilanci, hanno ricoperto ruoli di assessori in Giunta. Ancora più significativo è che tra questi vi sia un consigliere che ha già annunciato la propria candidatura a sindaco per il 2026. E allora, se il buongiorno si vede dal mattino, è lecito chiedersi: che visione ha del futuro di Pietraperzia chi oggi, per mero calcolo politico, sceglie di mettere a rischio la stabilità finanziaria dell’ente? Bloccare risorse, ostacolare la gestione ordinaria, creare instabilità: tutto questo non è responsabilità, è strategia elettorale, e a pagarne le conseguenze sono i cittadini.Si parla di “fare teatro” solo per aver denunciato le gravi conseguenze di un atto che ha bloccato fondi già disponibili. Ma non è teatro dire la verità. Teatro è nascondere, dietro parole come “trasparenza” e “rigore”, una scelta che danneggia concretamente il paese”. La consigliera comunale Silvia Romano scrive ancora: “La verità è che si è voluto impedire a tutti i costi che queste somme arrivassero al comune proprio a fine legislatura …meglio “congelarli” (come se si potesse agire arbitrariamente e non secondo legge) e magari “farli arrivare” in un altro momento e soprattutto ad un sindaco diverso. L’Ente comunale non appartiene a chi lo amministra momentaneamente negli anni di mandato e non si può usare la politica a mero scopo personalistico, soprattutto se a farne le spese sono i cittadini. Si può criticare l’ operato di un’ amministrazione, manifestare il proprio dissenso e prenderne le distanze…ma al contempo non ostacolare un iter né tantomeno boicottare una votazione. Avrebbero potuto farlo astenendosi e lasciando che il resto del consiglio votasse. E invece il voto contrario dice molto di più del semplice dissenso, è una chiara presa di posizione non contro l’amministrazione ma contro i cittadini. L’ho detto già in consiglio: vero è che non è colpa dei consiglieri di opposizione essere arrivati a questa situazione finanziaria così difficile e che se colpe ci sono vanno ricercate indietro nel tempo e soprattutto in chi ha amministrato, ma è anche vero che l’ ultimo chiodo a quel corpo in croce che è il comune, glielo hanno proprio conficcato chi ha votato contro. Un corpo morente al quale è stata tolta la spina quando si poteva ancora rianimarlo. Domani però ditelo ai cittadini che questa è la vostra politica”. La consigliera Silvia Romano conclude: “Il nostro paese non può permettersi il lusso del populismo da campagna elettorale anticipata.Oggi più che mai servono senso delle istituzioni, coerenza, visione e coraggio. Chi aspira a guidare una comunità dovrebbe proteggerla, non metterla a rischio per inseguire visibilità o vantaggi personali. eritas filia temporis….la verità è figlia del tempo e di chi sa aspettare. Il consigliere di opposizione Vincenzo Milazzo: “Il 7 luglio 2025 non è stato un giorno buio per Pietraperzia. È semplicemente il giorno in cui la VERITÀ è venuta a galla. In Consiglio abbiamo fatto ciò che ogni opposizione RESPONSABILE ha il DOVERE di fare: vigilare, analizzare, scegliere con coscienza. Il nostro “NO” non è stato un atto contro la comunità, ma contro una GESTIONE FALLIMENTARE, dove VOI, come GRUPPO, AVETE AVUTO UN RUOLO DIRETTO, e che ha prodotto milioni di euro di DISAVANZO, portando il paese sull’orlo del DISSESTO. Sgomento lo proviamo noi ogni volta che leggiamo i NUMERI: 3 MILIONI E MEZZO DI EURO DI DISAVANZO AL 2023, a cui andrà sommato quello del 2024. Una voragine economica causata da SCELTE POLITICHE ben precise che ora ci si chiede di ratificare “per il bene comune”. Ma il bene comune non si garantisce votando alla cieca o per quieto vivere. Siamo aperti al dialogo, sì. Ma non al silenzio COMPLICE. Le porte sono chiuse? Pazienza. Noi resteremo dalla parte della LEGALITÀ, della TRASPARENZA e dei CITTADINI. Anche quando è scomodo; anche quando siamo pochi; anche quando qualcuno ci accusa di “fare politica” come se fosse una colpa”. “Fare politica, – scrive ancora Vincenzo Milazzo – per noi, significa assumersi la responsabilità di dire NO quando è giusto dirlo. I cittadini devono sapere, sì… ma tutta la verità. Il 7 luglio 2025 si discuteva un punto cruciale per il futuro del Comune, ma il Sindaco era assente. Un’assenza gravissima, ingiustificabile, proprio quando serviva prendersi la responsabilità davanti al paese. Responsabilità di un disastro già appurato, che con un post su Facebook: “Mi auguro che prevalga il buonsenso “, voleva scaricare agli altri. Quando un’amministrazione non ha più la maggioranza in Consiglio, come avviene ovunque in democrazia, ci si dimette e si torna al giudizio dei cittadini, invece di chiedere agli altri di approvare i propri atti. Così fanno gli amministratori seri, quelli che non si aggrappano alla poltrona”. Il consigliere Vincenzo Milazzo conclude: “La verità è che l’eventuale dissesto non lo ha causato l’opposizione, ma una gestione politica fallimentare, che ha prodotto quasi un milione di euro di disavanzo ogni anno, come confermato dallo stesso consuntivo 2023 e che forse volevano continuare a fare crescere con il nostro appoggio. Nessun rancore, solo responsabilità: abbiamo già dimostrato di averla, anche garantendo il numero legale per aprire i lavori. Ma non siamo qui per salvare scelte sbagliate, né per togliere le castagne dal fuoco a chi ha governato male. Il giudizio, come sempre, spetta ai cittadini”. GAETANO MILINO






