PIETRAPERZIA. Bocciati dal consiglio comunale i bilanci consolidati 2021 e 2022 e il rendiconto 2023.

A favore di tali strumenti finanziari hanno votato sei consiglieri comunali. I loro nomi: Manuel Dio Carciofalo, Rosalba Ciulla, Giuseppe Micciché, Mariella Tamburello, Angelica Zarba e Silvia Romano. Voto contrario dai sei consiglieri comunali di opposizione: Calogero Di Gloria, Giusy Di Blasi, Rosa Maria Giusa, Angelo Vullo, Lorenza Nicoletti e Vincenzo Milazzo. Ora i sei di opposizione hanno diramato un comunicato attraverso il quale spiegano le ragioni del loro voto contrario. Questo il testo integrale:“OGGETTO: Voto contrario – Una scelta di responsabilità per Pietraperzia. In merito alla seduta del Consiglio Comunale svoltasi il 7.07.2025, riteniamo doveroso chiarire pubblicamente le ragioni che ci hanno portato ad esprimere un voto contrario ai bilanci consolidati del 2021 e 2022 e rendiconto del 2023. La nostra posizione non è frutto di calcoli politici, ma di una lucida e responsabile analisi della gravissima situazione economico-finanziaria in cui versa il nostro Comune. I numeri parlano chiaro: in questi anni, l’attuale amministrazione ha accumulato oltre 3.500.000,00 euro di debiti”. “Una cifra – si legge nello stesso documento dei consiglieri comunali di opposizione -insostenibile, che ipoteca il futuro della nostra comunità e che certifica, senza appello, il fallimento di una gestione amministrativa disastrosa”. Abbiamo scelto di non approvare questi bilanci perché, a nostro avviso, non rappresentano uno strumento di rilancio, ma l’ultimo tentativo di nascondere sotto un velo contabile anni di incuria, inadempienze e decisioni politiche sbagliate. Chi oggi ci accusa di “andare contro Pietraperzia” dovrebbe chiedersi chi ha governato il paese portandolo a questo punto”. Nello steso documento si legge ancora: “Nel nostro ruolo di opposizione, abbiamo più volte denunciato:
- l’abbandono totale delle strutture comunali,
- il mancato pagamento degli abbonamenti degli studenti,
- il mancato pagamento agli operatori che hanno prestato servizio per il Comune,
- la discriminazione nei confronti di ditte appaltatrici,
- la mancanza di interventi su edifici pericolanti,
- l’assenza di visione e programmazione amministrativa.
Ribadiamo con forza che l’interesse dei cittadini si tutela anche – e soprattutto – dicendo NO, quando si è di fronte a una gestione che ha tradito la fiducia della comunità”. I consiglieri comunali di opposizione aggiungono: “Chi oggi si scandalizza per il nostro voto contrario dimentica che il vero momento per salvare Pietraperzia era il 19 febbraio, quando fu proposta la mozione di sfiducia nei confronti dell’Amministrazione. Quella era l’occasione per evitare il disastro. Ieri, invece, sarebbe stato solo un tentativo tardivo e inutile di mettere una toppa su una barca ormai affondata. Accogliamo con amarezza, ma senza sorpresa, le parole infuocate di chi oggi, politicamente legato alla maggioranza o desideroso di mostrarsi indulgente nei suoi confronti — forse in vista di future scelte elettorali, il cui senso si chiarirà col tempo — tenta di trasformare una scelta di responsabilità in un presunto atto contro la comunità. A questi attacchi rispondiamo con i fatti: non abbiamo mai accettato di condividere responsabilità che non ci appartengono, né lo faremo in futuro. Il nostro impegno per Pietraperzia continuerà con fermezza, trasparenza e coerenza. Crediamo in un’amministrazione operosa, concreta, capace di scegliere sempre nell’interesse collettivo, e non in funzione dell’amico di turno”. A conclusione si legge: “Per questo, continueremo a esercitare il nostro ruolo di opposizione con serietà, vigilanza e determinazione. Per Pietraperzia. Per il futuro. Per la verità.GAETANO MILINO





