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“Le Gazzelle di Sicilia”, il nuovo libro dell’autore Alessandro Geraci

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Le Gazzelle di Sicilia, il libro dell’autore Professor Alessandro Geraci, offre una profonda analogia tra le gazzelle selvatiche e gli emigranti siciliani degli anni ’60. Come le gazzelle che lasciano il loro habitat naturale per cercare sopravvivenza altrove, cosรฌ quegli uomini e donne lasciavano le loro povere case, gli animali e le campagne per affrontare terre lontane, in cerca di un pezzo di pane per sfamare le famiglie e migliorare una condizione sociale oppressa da sottomissioni, angherie e ingiustizie perpetrate da baroni, baronetti e ricchi proprietari terrieri.

La vicenda si svolge in un paesino di fantasia (Aquilia) situato nella Sicilia centrale, rappresentando un microcosmo di quella realtร  rurale e arretrata degli anni ’50 e ’60.
Le Gazzelle di Sicilia non รจ certamente un romanzo da leggere tutto dโ€™un fiato: pur avendo la struttura di un romanzo, si distingue per la sua profonda esplorazione psicologica dei personaggi, immergendosi nelle dinamiche sociali e culturali di unโ€™epoca e di una civiltร  contadina che ancora si confrontava con tradizioni rigide e condizioni di vita difficili., in particolare risalta la figura femminile che, in questo caso, riesce a riscattarsi e a mutare la propria condizione, per alterne vicende famigliari, ma lasciamo al lettore l’occasione di scoprirne il perchรฉ di questo mutamento della condizione femminile. Unโ€™opera che invita alla riflessione sulle radici della nostra storia e sulle lotte quotidiane di chi ha cercato di cambiare il proprio destino.

L’ambiente

Il โ€œPalazzottoโ€, una strada sterrata che unisce il paese, il barone e gli abitanti di Aquilia: simbolo di una classe sociale in declino e della profonda miseria della popolazione. Osservando con attenzione, ci si ritrova facilmente nella nostra cittadina o in uno dei paesi delle province di Enna e Caltanissetta, con strade non asfaltate e miniere di zolfo, unico sostegno in una povertร  diffusa ma dignitosa, l’autore ne risalta l’umiltร  inserendo nel testo dei proverbi in dialetto siciliano. E poi le valigie di cartone legate con lo spago, il pianto delle donne con i bambini in braccio mentre salutano la partenza dei loro cari. Un ricordo vivido, una foto in bianco e nero per chi ha vissuto quei momenti, unโ€™occasione per chi non cโ€™era di conoscere il nostro passato.

Gli anni del dopoguerra, il cambiamento

Le cause di questo grande disagio sociale storico, l’emigrazione, furono da addebitare certamente al dopoguerra, che portรฒ distruzione e miseria. La riforma agraria con la Cassa per il Mezzogiorno non migliorรฒ, se non in piccola parte, la condizione dei contadini. Scomparvero i grandi feudi, causando una grande crisi per i feudatari.

Negli anni ’60, il Centro Sicilia si trovava in una fase di profonda trasformazione sociale ed economica, segnata dalle conseguenze dirette del dopoguerra. La fine del secondo conflitto mondiale aveva lasciato dietro di sรฉ una regione segnata dalla povertร , dall’arretratezza infrastrutturale e da una forte emigrazione verso il Nord Italia e l’estero in cerca di migliori opportunitร  di lavoro.

La condizione sociale della popolazione era caratterizzata da un’economia prevalentemente agricola, con molte famiglie che vivevano in condizioni di sussistenza. La terra era divisa in piccole proprietร  o latifondi, e i contadini spesso lavoravano senza diritti o tutele adeguate. La disoccupazione e la mancanza di servizi essenziali come scuole, ospedali e vie di comunicazione contribuivano a mantenere alta la soglia di disagio sociale.

Tuttavia, gli anni ’60 portarono anche i primi segni di cambiamento grazie all’avvio di politiche di sviluppo regionale e al miglioramento delle infrastrutture. La costruzione di strade, l’elettrificazione delle campagne e l’istituzione di nuove scuole permisero una lenta ma progressiva modernizzazione della societร  centro siciliana. L’istruzione divenne uno strumento fondamentale per uscire dalla condizione di marginalitร  e per favorire una nuova coscienza sociale.

Parallelamente, il tessuto sociale iniziรฒ a trasformarsi con l’emergere di nuove figure professionali e di un settore terziario in crescita, anche se l’agricoltura rimaneva il pilastro dell’economia locale. La cultura popolare, le tradizioni e le feste religiose continuarono a svolgere un ruolo centrale nella vita comunitaria, rafforzando l’identitร  collettiva in un periodo di grandi cambiamenti.

I personaggi
(Pagine 300)

Leonardo: Il vecchio barone, padre di Federico
Matilde: Moglie del barone Leonardo
Federico: Barone di Rocca Canneta: ricco proprietario terriero e
laureato in giurisprudenza
Eugenia: Moglie di Federico
Leonardo Junior e Beatrice: Figli del barone Federico
Elena: Fidanzata e poi moglie di Leonardo Junior
Francesco Granata (Ciccio): Campiere
Lucia: Moglie di Francesco (Ciccio)
Teresa: Sorella di Lucia
Giuseppe, Matteo e Agnese: Figli di Francesco (Ciccio)
Matteo: Protagonista del romanzo e figlio di Ciccio
Angelica: Moglie di Matteo
Francesco, Diego, Lucia Maria da tutti chiamata Marianna: Figli di Matteo e Angelica
Luigi e Maria: Genitori di Angelica e suoceri di Matteo
Ignazio: Fratello di Angelica
Serafina e il marito Angelo: Sorella di Angelica e cognata di Matteo, il marito segretario del notaio
Antonella e il marito Nicola: Amici di Angelica
Cosimo Paternรฒ: Compare di Matteo, mediatore
Piero: Emigrante, vecchio amico di Matteo
Lillo: Emigrante, compagno di Matteo
Davide: Emigrante, compagno di Matteo
Rocco: Emigrante, compagno di Matteo
Don Giovanni Cutrera: Parroco chiesa S. Chiara
Dott. Alberto Privitera: Avvocato e uomo d’onore
Don Gaetano Nicolini: Possidente e uomo d’onore
Don Saro: Ex mafioso ed ora sacrestano della chiesa Madre
Carmine Di Seri: Segretario del Partito Comunista Italiano
Filippo Tricarichi: Segretario della Democrazia Cristiana
Don Carmelo Li Fusi: Impresario dove ha lavorato Matteo
Franca: Ex compagna di scuola di Angelica
Gabriele Sinesio: Maresciallo Carabinieri
Benedetto Corsaro: Vigile urbano
Fabiola: Amante di Matteo
Giovanni Contraffatto: Amico di Matteo incontrato in Germania
Assuntina: Conoscente di vecchia data
Vincenzo Pisano: Testimone
Alessio Torrisi: Grosso commerciante di granaglie
Peppe Costanza: Sindaco del comune e amico di Ciccio
Meyer: Ricco padrone di una fabbrica di chiavi e bulloni
Agathe: Moglie di Meyer

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