Enna, Caltanissetta e Ragusa da lunedì arriva il “Taser” in dotazione alle forze dell’ordine.

Enna, Caltanissetta e Ragusa da lunedì arriva il “Taser” in dotazione alle forze dell’ordine.

Lunedì 4 luglio sarà attiva la pistola “Taser” in dotazione alle forze dell’ordine delle tre province siciliane. “Nel 60% dei casi – scrive il spiega il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni-, il taser ha ottenuto l’effetto voluto, ossia quello di fermare un soggetto pericoloso, senza essere propriamente attivato. Sono dati che ci rendono orgogliosi di aver offerto a donne e uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza uno strumento in più a tutela della loro incolumità e di quella dei cittadini”.

Ma come funziona questa nuova “arma”?

Si chiama taser, è una pistola che “spara” scariche elettriche per immobilizzare i malintenzionati. È impiegata dalle polizie di molti Paesi del mondo (Usa, Regno Unito, Francia e da qualche anno anche in Italia). Il nome deriva dal titolo di un romanzo americano per ragazzi (Tom Swift and his electric rifle, 1911), il cui protagonista, in un viaggio in Africa, inventa un fucile elettrico per difendersi da cannibali e animali selvatici.
Il taser interagisce con il sistema nervoso della “vittima”, provocando una temporanea paralisi muscolare: è usato dagli agenti di polizia in quelle situazioni di pericolo (per esempio, in caso di resistenza armata durante un arresto) dove l’uso delle armi tradizionali è ritenuto eccessivo; oppure da privati cittadini per la propria difesa.  Premendo il grilletto si determina l’espulsione dei due dardi che, grazie ai due cavi metallici, formano un circuito elettrico che si chiude, al momento dell’impatto, con il corpo della vittima: a questo punto, si innesca la scarica paralizzante e la persona resta immobilizzata. Axon, il produttore del modello più usato al mondo, consiglia nelle “istruzioni per l’uso” di mirare verso gambe e parte bassa del torace, evitando invece zone “sensibili” come testa, occhi, gola e petto. Inoltre, prima di premere il grilletto, la raccomandazione è di valutare se, dopo l’impatto dei dardi, la persona possa rischiare di cadere in acqua o su oggetti pericolosi.

EFFETTI COLLATERALI. Basteranno queste attenzioni? Perplessità giungono da alcuni cardiologi: se è vero che l’intensità della corrente è tale da non destare preoccupazioni per le persone sane, qualche rischio per il cuore potrebbero correrlo, per esempio, le persone che assumono cocaina. Uno studio (non recente, del 2009) commissionato da Axon rivelava come nel 99,75% dei asi l’uso del taser non avesse determinato danni o lesioni serie, ma solo escoriazioni o semplici graffi, e che nessuna morte era stata provocata. Amnesty International sostiene invece che, dal 2001, il numero di morti causate direttamente o indirettamente dal taser sia di circa un migliaio.

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