BARRAFRANCA. Celebrata la “Giornata della Memoria 2022” al plesso “Verga”.

BARRAFRANCA. Celebrata la “Giornata della Memoria 2022” al plesso “Verga”.

BARRAFRANCA. L’edificio scolastico “Verga”, Scuola Secondaria di Primo Grado, fa parte dell’istituto comprensivo “Europa” di Barrafranca. L’evento, docente referente la professoressa Stella Concetta Avola – Responsabile Funzione Strumentale Educazione alla Legalità – celebrato con diverse attività nello spiazzale interno del plesso “Verga” di via Toscana. Sono state impegnate le classi Questi i docenti impegnati a guidare gli alunni nelle attività: 1ª A, 1ª B, 1ª C, 1ª D, 1ª E, 2ª A, 2ª B, 2ª C, 3ª A, 3ª B, 3ª C. Questi i professori che hanno guidato gli alunni: Bevilacqua Eliana, Avola Stella, Aleo Filippa, Pavone Marica, Giunta Miriam, Gariffo Donatella, Pugliese Tiziana, Nicolosi Salvatore, Benfante Salvatrice, Gulino Pasqua. Durante le celebrazioni sono stati messi a dimora dei crocus naturali ed altri di carta (ad opera del docente di arte Salvatore Nicolosi). I crocus sono stati posizionati dentro la stella che si trova all’ingresso della scuola. Le pietre con i nomi dei “Giusti tra le nazioni “, con i numeri eccetera (ad opera degli insegnanti di Lettere) hanno circondato la stella.

A turno, le classi si sono alternate per deporre i propri sassolini. Sono stati anche appesi dei cartelli con “Le parole della memoria” e rievocate testimonianze delle atrocità accadute durante l’Olocausto ”(ad opera delle insegnanti di Lettere), come piccolo segno che ci invita a ricordare il passato per costruire un presente migliore. Le attività sono state accompagnate da brani musicali di sottofondo (consigliate dall’insegnante di musica professoressa Mariangela Amore) inerenti alla Shoah. Questo quanto hanno dichiarato i professori impegnati nelle attività: “A distanza di anni, ancora una volta, il nostro pensiero va ai sei milioni di ebrei, zingari, disabili, omosessuali, oppositori politici dei regimi nazi-fascisti. Era il 27 gennaio 1945 quando i cancelli del più tristemente noto Lager, quello di Auschwitz-Birkenau in Polonia, furono abbattuti dalle truppe sovietiche. Quest’anno abbiamo scelto come simboli del Giorno della Memoria, da esporre nelle nostra scuola, la “pietra”e il “fiore di crocus”. “Quella di deporre sulle tombe sassi e non fiori – continuano i docenti impegnati nel progetto – è un’usanza ebraica. Per spiegare questa tradizione bisogna andare molto indietro nel tempo, anche se l’origine di questa consuetudine non è certa. Gli Ebrei, essendo nomadi, nei tempi antichi, seppellivano i loro morti nel deserto. Erano soliti porre dei sassi sulle tombe, perché, quando seppellivano i morti nel deserto, la sabbia non volasse via. Abramo, Lot, Isacco e Giacobbe erano pastori nomadi, sempre alla ricerca di luoghi verdeggianti dove uomini e animali potessero abbeverarsi e riposarsi”. E aggiungono: “Per ritrovare i luoghi dove erano sepolti i loro cari erigevano dei tumuli di pietre. Usanza questa che si sono tramandati di generazione in generazione, anche quando gli ebrei abbandonarono il deserto e si stabilirono nelle città e quando si dispersero in tutto il mondo. Sulle tombe dei cimiteri gli ebrei depongono sempre pietre al posto dei fiori per ricordare i loro cari e anche le origini del loro popolo. La pietra, per la tradizione biblica ebraica e nel significato del termine, ha un valore simbolico: “eben” in ebraico significa pietra. Il vocabolo “eben” si può scomporre nelle parole av e ben che significano Padre e Figlio. Dunque nella pietra c’è il senso della continuità delle generazioni, della trasmissione della tradizione, da padre in figlio, del perdurare della tradizione oltre la morte. La pietra è quindi il legame e la memoria, il ricordo che si trasforma in simbolo attraverso il passaggio ininterrotto “da Padre in Figlio”. La pietra ha un valore simbolico come primo elemento per la costruzione di una ideale “casa”. É come costruire una dimora per l’eternità. Il fiore di crocus viene piantato in autunno in memoria del milione e mezzo di bambini ebrei che morirono nell’Olocausto e delle migliaia di altri bambini che furono vittime delle atrocità naziste”. “Il colore giallo dei fiori – hanno concluso i professori impegnati nel progetto Giornata della Memoria – rievoca il giallo della Stella di Davide che gli ebrei furono costretti a cucire sugli abiti durante il dominio nazista. Il crocus fiorisce alla fine di gennaio proprio intorno alla data della Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’Olocausto”. GAETANO MILINO

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