Barrafranca. Il servizio idrico cittadino trasferito all’ ATI Enna

Barrafranca. Il servizio idrico cittadino trasferito all’ ATI Enna

Barrafranca. Con delibera n. 28 del 22 dicembre 2021, la commissione straordinaria con i poteri del consiglio comunale, consegna formalmente il servizio idrico cittadino all’ATI (Assemblea Territoriale Idrica di Enna), I commissari, Dott. Leonardo La Vigna, Dott.ssa Maria Salerno, Dott. Carmelo La Paglia con la suddetta delibera, chiudono un capitolo di storia legata alla gestione e manutenzione degli impianti di accumulo e distribuzione dell’acqua potabile a cui le varie amministrazioni, succedutesi dal 2007 ad oggi, hanno provveduto con proprio personale tecnico ed ausiliario.
Alla mancata consegna degli impianti, tanto acclamata da politici e cittadini, giustificata dal fatto che l’acqua deve essere pubblica, non è seguita però una adeguata manutenzione o la benché minima progettazione, anche attingendo a finanziamenti che nel tempo si sono perduti, per il rifacimento in toto od in parte della vetusta linea di distribuzione risalente al dopoguerra. al punto che non esiste neanche una pianta dettagliata dei sottoservizi e ci si deve affidare all’esperienza degli addetti, agli operai, quei pochi rimasti, che in qualche caso fanno più di quello che è nelle loro possibilità. Si consideri che la distribuzione idrica avviene ancora oggi come la facevano i nostri antenati manovrando storici chiusini e saracinesche stradali, affidata quindi all’intuito ed all’esperienza dell’addetto con la chiave in mano.
Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti, la rete è un colabrodo, buona parte del prezioso liquido si perde in rivoli e zampilli per le vie cittadine e quello che è più grave nell’immediato sottosuolo scavando cunicoli e creando pericolose voragini dappertutto nel territorio cittadino, che insieme all’acqua piovana, hanno reso impercorribili tutte le strade.

Ed ancora i sistemi di accumulo comunemente chiamate vasche e le varie fonti di approvvigionamento (Balatella, pozzi comunali), , necessitano di pesantissime manutenzioni ed in qualche caso la demolizione e la ricostruzione dell’intero edificio si pensi che la più capiente di queste non è più utilizzabile. A proposito della preziosissima fonte della Balatella si sono scoperti numerosi allacci abusivi lungo il chilometrico percorso e la stessa fonte è stata oggetto di manutenzione straordinaria, non ancora sufficiente a ristabilirne il corretto funzionamento.
Ma un capitolo a parte merita la rete fognaria ed il sistema di depurazione che vede in parte funzionante il depuratore nord, Gammarera, e assente il depuratore sud in quanto mai entrato in funzione oggi completamente vandalizzato, dalla nostra visita alla struttura risultavano rubate anche le tegole, sembra che alcune attrezzature siano state recuperate in tempo. A questo proposito vi invitiamo a leggere un articolo dove alcuni consiglieri comunali chiedevano l’istituzione di una commissione speciale.
E per finire il la spinosa questione della mancata riscossione dei tributi che nessuna delle ultime amministrazioni è stata in grado di risolvere se non con timidi tentativi, risultati inutili e vani, affidandone la gestione a società esterne.

Cosa succede da adesso poi?
Da quello che ci è dato sapere la presa in carico del servizio idrico dovrà avvenire ufficialmente ed in tempi certi, non cambia nulla per la distribuzione almeno nel primo periodo, la gestione degli impianti verrà affidata ad Acquaenna che è la società che è in contratto con l’ATI Enna per trent’anni e che gestisce gli altri comuni della ex provincia ennese. Entro un determinato periodo dovranno essere elaborati dei progetti per il rifacimento e la manutenzione, tali progetti dovranno poi essere proposti, approvati e finanziati, questa importantissima fase richiederebbe la presenza di una rappresentanza cittadina, in assenza di un consiglio comunale, oltre a quella dei commissari straordinari, ma visti i tempi è probabile che nel frattempo si siano svolte regolarmente le elezioni amministrative (ns. auspicio). All’approvazione dei progetti segue l’organizzazione e l’esecuzione dei lavori previsti in fase di progettazione, quindi il montaggio dei contatori per ogni contratto nuovo o esistente e la determinazione delle tariffe che, in questo caso devono tener conto dei costi sostenuti che verranno riportati in bolletta per un certo periodo di tempo e dalle notizie che abbiamo dai comuni vicini le tariffe dovrebbero aggirarsi a non meno di 5€ al metro cubo, tradotto significa che una famiglia di due persone andrebbe a pagare mediamente qualcosa come 120€ ogni due mesi.

Ecco una cronistoria che descrive come gli impianti siano stati al centro di una parte di politica che voleva la cessione degli impianti e chi anche se in minoranza li avrebbe ceduti.

A proposito di questo argomento, in una nostra intervista di Renato Pinnisi, tra le altre cose, il’ex sindaco Accardi affermava che “La mancata cessione degli impianti all’ATO Idrico, gestione AcquaEnna, perchè l’acqua è pubblica è questo è pienamente condivisibile, a tale azione però non c’è mai stata una soluzione alternativa, una azione per rendere efficienti gli impianti e garantire il servizio in maniera corretta ai cittadini”. Ancora il sindaco Accardi  nell’intervista continua: “Ci troviamo oggi con una rete idrica pessima che fa acqua da tutte le parti, abbiamo problemi per quanto riguarda le vasche di raccolta che andrebbero manutenute, il personale addetto presto andrà in pensione, ci troviamo con un problema che da qui a breve dobbiamo affrontare…in più ci troviamo fatture non pagate a Sicilia Acque che ci fornisce il prezioso liquido insieme a quello dei pozzi comunali”.

Il comune di Barrafranca come è noto, attraverso le varie amministrazioni succedutesi, non ha mai ceduto in gestione, gli impianti di distribuzione dell’acqua potabile e delle acque reflue, (fognatora, depuratori) e quindi non ha mai fatto parte della società che gestisce questi impianti nel resto della provincia di Enna. Nella legislatura 2007-2012 l’amministrazione di Angelo Ferrigno non fece neanche un passo indietro per consegnare le reti idriche all’Ato rivendicando il diritto che l’acqua è una risorsa pubblica e non deve essere gestita da privati.

Nel 2015 fu anche effettuata una raccolta firme. A supportare tale l’iniziativa furono Angelo Ferrigno, rappresentante locale del comitato provinciale dell’acqua ma anche gli allora consiglieri comunali Giuseppe Lo Monaco, Giuseppe Vetriolo, Salvatore Puzzo 58’, Salvatore Puzzo 55 e il segretario del Pd, Salvatore Cucchiara, l’iniziativa fu anche appoggiata dall’amministrazione Lupo con l’allora vicesindaco Sandro Tambè che si recò pure a firmare, (leggi articolo)  Questo passaggio non sarebbe indolore, come affermarono allora gli organizzatori, poichè i cittadini vedrebbero aumentare vertiginosamente le tariffe specialmente in questo momento di difficoltà. Così dichiarò l’allora vicesindaco ““Stamattina – disse il vicesindaco Tambè – mi sono recato a firmare per l’acqua pubblica. L’amministrazione è perfettamente d’accordo con questa iniziativa, anzi promuove e condivide ogni tipo o forma di iniziativa che serva a rafforzare la nostra azione contro la consegna delle reti idriche alla gestione scellerata di AcquaEnna” (Articolo) .

Contro l’affidamento l’allora sindaco Salvatore Lupo scrisse a Radio Luce (Articolo)  allegando tra gli altri documenti, una delibera di giunta n. 16 del 10/02/2009 con la quale la giunta di allora (2009) deliberava un atto di indirizzo per il capo settore di allora al fine di “adottare tutti gli atti necessari per il trasferimento della gestione del Servizio Idrico Integrato alla Società Acquaenna”. Il sindaco Lupo si impegnò ad annullare tale delibera con la sua giunta.

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