Barrafranca. Lo scioglimento del Comune in Gazzetta Ufficiale, la gravità dei rilievi

Barrafranca. Lo scioglimento del Comune in Gazzetta Ufficiale, la gravità dei rilievi

Rese note le motivazioni del provvedimento che ha portato allo scioglimento e alla decadenza degli amministratori comunali su determinazione del consiglio dei ministri. Determinante la relazione del ministro degli Interni Luciana Lamorgese a seguito della relazione del prefetto di Enna a cui è seguito il conseguente decreto del presidente della repubblica Mattarella . Numerosi e gravi i rilievi, mossi dal ministro Lamorgese, rilevati nell’azione amministrativa nel comune di Barrafranca. Le dettagliate relazioni, prefettizia e ministeriale, sono scaturite da un intenso lavoro di indagine durato alcuni mesi da parte della apposita commissione nominata dal prefetto di Enna. La relazione del Ministro degli Interni è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della repubblica italiana unitamente al decreto del Presidente della Repubblica e in allegato la relazione del Prefetto che vengono di seguito pubblicati integralmente.

Il ministro Lamorgese

Al Presidente della Repubblica        
Nel Comune di Barrafranca (Enna),  i  cui  organi  elettivi  sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 5 giugno 2016, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata   che   compromettono   la   libera   determinazione    e l'imparzialita' dell'amministrazione nonche' il buon andamento ed  il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio dell'ordine  e  della sicurezza pubblica.      All'esito di indagini svolte dalle forze di  polizia  nell'ambito dell'operazione denominata «Ultra», scaturite  in  una  ordinanza  di custodia cautelare emessa il  12  giugno  2020  dal  giudice  per  le indagini preliminari presso il tribunale di Caltanissetta  -  che  ha riguardato, tra gli altri, un dipendente comunale tratto  in  arresto per i reati di cui agli articoli 81 cpv., 110, 318 del codice  penale e 416-bis.1 del codice penale e che  vede  tra  i  soggetti  indagati anche l'attuale sindaco ritenuto responsabile  dei  delitti  previsti dagli articoli 81 cpv., 110, 629, commi primo e secondo in  relazione all'art. 628, comma terzo, n. 3 del codice  penale  e  416-bis.1  del codice penale - il prefetto di Enna ha disposto, per gli accertamenti di rito, con decreto del 5 agosto 2020, l'accesso presso il  suddetto comune, ai sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto  legislativo  18 agosto 2000, n. 267.      Nel frattempo, a seguito delle intervenute dimissioni della meta' piu' uno dei consiglieri comunali assegnati  all'ente,  con  decreto, del presidente della Regione Siciliana, in data 27  agosto  2020,  e' stata dichiarata la decadenza del consiglio comunale  di  Barrafranca ed e' stato contestualmente nominato un commissario straordinario con i  soli  poteri  del  consiglio  comunale.  Peraltro,  la   relazione prefettizia evidenzia che la composizione della  giunta  comunale  e' cambiata ripetutamente, in maniera anomala,  negli  ultimi  anni.  Il sindaco e la giunta comunale, ai sensi della normativa della  Regione Siciliana, sono rimasti in carica.      Al termine dell'accesso ispettivo in data  5  febbraio  2021,  la commissione incaricata ha depositato le proprie conclusioni sulle cui risultanze il prefetto di Enna, sentito nella seduta dell'11 febbraio 2021 il comitato provinciale per l'ordine e  la  sicurezza  pubblica, integrato con  la  partecipazione  del  sostituto  procuratore  della procura della Repubblica  presso  il  tribunale  di  Caltanissetta  - direzione distrettuale antimafia, ha trasmesso  l'allegata  relazione che costituisce parte integrante della presente proposta, in  cui  si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti  elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori  locali  con la  criminalita'  organizzata  di  tipo  mafioso  e   su   forme   di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto,  i  presupposti per l'applicazione delle misure di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.      Le numerose indagini giudiziarie e le conseguenti  operazioni  di polizia   susseguitesi   negli   anni    hanno    acclarato,    anche giudizialmente,    la    presenza    nella    Provincia    di    Enna dell'organizzazione criminale  di  stampo  mafioso  denominata  «Cosa Nostra», le cui diramazioni  territoriali  hanno  permeato  anche  il territorio del Comune di Barrafranca.      La relazione prefettizia ha posto in rilievo l'esistenza  di  una fitta rete di frequentazioni e parentele, dirette  o  acquisite,  tra diversi amministratori compiacenti con soggetti controindicati tra  i quali alcuni coinvolti nella predetta  operazione  «Ultra».  Rapporti con ambienti  criminali  vengono  segnalati  anche  nei  riguardi  di numerosi dipendenti comunali, uno dei quali direttamente  interessato dalla sopra richiamata operazione  giudiziaria  e  riconducibile  per legami di parentela ad un altro ex dipendente comunale, anch'esso con passate frequentazioni malavitose, ucciso nel 2018 in un  agguato  di chiaro stampo mafioso.      Il prefetto di Enna si sofferma inoltre sulla figura del  sindaco evidenziando, in particolare, il rapporto di  stretta  frequentazione tra tale amministratore comunale  e  il  principale  esponente  della locale  famiglia  mafiosa,  nonche'   l'attenzione   con   la   quale quest'ultimo, insieme ai propri figli, anche durante  il  periodo  in cui era sottoposto agli arresti domiciliari, ha  seguito  le  vicende del Comune di Barrafranca, al solo fine di condizionarne  l'indirizzo e  le  scelte  amministrative.  A  tal  proposito  assumono   valenza emblematica  le  modalita'  illecite   seguite   dall'amministrazione comunale per la gestione del servizio di raccolta e  smaltimento  dei rifiuti solidi urbani.      Al riguardo, l'attivita' ispettiva ha evidenziato,  innanzitutto, la carenza di una gestione oculata e programmatoria, caratterizzata - anche   a   causa   dell'inefficiente    funzionamento    nell'ambito territoriale ottimale (ATO) della societa'  per  la  regolamentazione del servizio di gestione rifiuti - da  numerose  ordinanze  sindacali contingibili e urgenti, attestanti un'ingerenza del  potere  politico su quello amministrativo, procrastinate nel  tempo  e  spesso  niente affatto  istruite,  con  le  quali  sono  stati   disposti   ripetuti affidamenti provvisori,  a  cui  non  hanno  fatto  seguito  gare  ad evidenza pubblica, come espressamente richiesto  dalla  normativa  di settore nonche' dalla circolare del  22  aprile  2016  del  Ministero dell'ambiente.      L'indagine  ispettiva  ha,  in  particolare,  rilevato  che  quel servizio pubblico e' stato reiteratamente svolto da due societa', una delle quali priva dei requisiti tecnici richiesti dagli stessi avvisi comunali, mentre l'altra con provvedimento  dell'Autorita'  nazionale anticorruzione del 12 dicembre 2017 e' stata  sospesa  per  due  mesi dalla partecipazione alle procedure di gara, e  alcuni  mesi  dopo  i suddetti  affidamenti  e'   stata   destinataria   di   provvedimento interdittivo antimafia emesso dalla prefettura di Palermo.      Dalle indagini risulta, inoltre, che proprio in occasione di  una gara riguardante  l'affidamento  della  raccolta  e  smaltimento  dei rifiuti, l'attuale primo cittadino ha tenuto costanti contatti con il predetto esponente mafioso, tenendolo aggiornato  sull'andamento  dei menzionati  affidamenti  e  tentando  di  far  assumere  dalla  ditta aggiudicataria un soggetto controindicato per conto del predetto capo mafioso verso il quale e' arrivato perfino a scusarsi per il  mancato raggiungimento di quanto prefissato.      Il primo cittadino risulta inoltre indagato per il reato  di  cui all'art. 416-ter del codice penale  (scambio  elettorale  politico  - mafioso) perche' in qualita' di  sindaco  di  Barrafranca,  in  vista della sua nuova  candidatura  per  le  elezioni  previste  nel  2021, accettava  la  promessa  di  ottenere  voti  dal  predetto  esponente criminale in cambio di favori.      La  particolare  vicinanza  e  frequentazione  tra  i  menzionati soggetti e' ancor piu' evidente nei  contatti  telefonici  intercorsi per concordare le modalita' di  presentazione  di  una  richiesta  di attestazione comunale  sull'andamento  epidemiologico  del  Covid-19, certificazione che poteva essere utile per ottenere il  trasferimento della sede nella quale scontare gli arresti domiciliari se presentata al competente tribunale di sorveglianza.      La commissione d'accesso ha, inoltre, preso in esame le procedure oggetto di indagine giudiziaria, in particolare quelle di affidamento «sotto soglia» di lavori, servizi e forniture da parte  degli  uffici comunali;  a  questo  riguardo,  nella  relazione  prefettizia  viene segnalato che gli affidamenti  relativi  alla  fornitura/sostituzione dell'impianto termico di due istituti scolastici ed  alla  conduzione ordinaria e straordinaria di tutti gli impianti termici comunali  per l'anno di esercizio 2018/2019, sono stati assegnati ad una  ditta  il cui titolare e' tra  i  soggetti  coinvolti  nella  sopra  richiamata operazione «Ultra». Lo stesso risulta  inoltre  avere  frequentazioni con esponenti  della  locale  consorteria  mafiosa.  Dalle  verifiche ispettive  e'  risultato,  altresi',  che  i  predetti   procedimenti presentano rilevanti profili di illegittimita' dovuti alla mancata  o irregolare  emissione,  delle  determine  a  contrarre,  o  di   atti equivalenti,     all'omessa     indicazione     delle     motivazioni dell'affidamento  diretto,  al  mancato  rispetto  dei  principi   di economicita',     efficacia,     tempestivita'     e      correttezza nell'espletamento dei procedimenti, nonche' per la mancata  rotazione degli inviti e degli affidamenti che hanno di fatto avvantaggiato  la suddetta societa'.      Il prefetto di Enna ha rilevato, inoltre,  reiterati  affidamenti diretti dei lavori, di disinfestazione e derattizzazione  del  centro abitato e degli edifici comunali, disposti senza l'espletamento delle prescritte procedure di gara ad una ditta  riconducibile  a  soggetto contiguo alla locale famiglia mafiosa; le assegnazioni e le  relative proroghe, piu' volte concesse, sono state effettuate senza le  dovute verifiche, anche ai fini antimafia, delle autocertificazioni prodotte dalla   menzionata   societa'.   Viene   al    riguardo    segnalato, emblematicamente,  a  riprova  della   forza   prevaricatrice   della criminalita' organizzata nei confronti dell'ente locale, un  episodio intimidatorio ai danni di un dipendente comunale la  cui  autovettura e' stata incendiata poco tempo  dopo  l'indizione  di  una  gara  per l'affidamento del predetto servizio di sanificazione.      L'assiduita'  e  la  familiarita'  dei  rapporti  tra  componenti dell'amministrazione comunale ed affiliati  alla  locale  consorteria criminale sono emersi anche in occasione di ripetuti  contatti  avuti tra un soggetto controindicato e un  dipendente  comunale  che,  come attestato da fonti tecniche di  prova,  si  e'  prontamente  messo  a disposizione per concordare i tempi e le modalita' di  nomina  di  un nuovo presidente di seggio  per  le  elezioni  europee  tenutesi  nel maggio 2019, in sostituzione di quello rinunciatario. In  particolare si chiedeva la sostituzione della figlia del piu' volte indicato capo mafioso, che aveva rinunciato all'incarico a seguito di trasferimento della residenza, con un'altra persona vicina alla famiglia criminale.      Nella  relazione  prefettizia  viene  segnalato  che  molti   dei regolamenti comunali risultano non adeguati alle vigenti disposizioni di legge, come nel caso, del regolamento per gli acquisti di  beni  e servizi con procedure in economia; altri non risulta siano mai  stati adottati, come i regolamenti dei servizi cimiteriali, delle procedure di assegnazione degli  alloggi  residenziali  di  edilizia  economico popolare, delle procedure per  l'utilizzo  degli  immobili  comunali. Inoltre, il prefetto di Enna ha significativamente  sottolineato  che nel Comune di  Barrafranca,  pur  essendo  stato  adottato  il  piano triennale di prevenzione della corruzione aggiornato alle  annualita' 2020/2022,  di  fatto,  nell'ordinario  agire   amministrativo,   gli obblighi ivi previsti non sono mai stati rispettati.      Ulteriore elemento  che  evidenzia  una  gestione  amministrativa avulsa dal rispetto dei principi di legalita'  e  buon  andamento  e' attestato dalla totale disapplicazione  delle  disposizioni  previste dal protocollo di legalita' appositamente stipulato tra il Comune  di Barrafranca e la  prefettura  di  Enna,  atto  pattizio  che  prevede controlli piu' stringenti ai fini antimafia per i contratti  relativi a opere,  lavori  pubblici,  servizi  e  forniture.  Dalle  verifiche ispettive e' risultato che il Comune di Barrafranca ha  chiesto,  tra il febbraio 2017 e il settembre 2020, tramite la banca dati nazionale antimafia (BDNA), soltanto n. 3 comunicazioni antimafia, di  cui  due erroneamente formulate e n. 49 richieste di  informazione  antimafia, delle quali n. 10 avanzate nel mese di dicembre 2020 per  lo  piu'  a seguito di alcuni rilievi sollevati  dalla  commissione  di  accesso, elementi che  attestano  una  sostanziale  inerzia  del  comune  agli adempimenti antimafia.      L'assenza di controlli e' stata rilevata  anche  nelle  attivita' dello sportello unico delle attivita' produttive (SUAP) che ha omesso di effettuare, anche solo a campione, le  verifiche  antimafia  sulle autocertificazioni  presentate  nei   procedimenti   di   competenza. Inoltre, l'attivita' ispettiva ha  documentato  che  in  molte  delle procedure di gara bandite dall'ente risulta omessa l'indicazione  del codice identificativo della gara (CIG),  con  conseguente  violazione degli obblighi di tracciabilita' dei flussi finanziari.      Il prefetto di Enna ha, altresi' segnalato il generale  disordine amministrativo e disinteresse con il quale l'amministrazione comunale ha gestito  il  patrimonio  immobiliare  consistente  in  48  alloggi popolari di proprieta' comunale, a cui si aggiungono 211 immobili, di cui  77  pertinenze,  dello  IACP  e  della  Regione  Siciliana.   La commissione di accesso ha rilevato che i predetti beni sono in  parte occupati abusivamente, anche da soggetti malavitosi o  contigui  alla locale  criminalita'  organizzata;  viene  altresi'   precisato   che l'amministrazione comunale non ha intrapreso alcuna  azione  volta  a censire gli  occupanti,  a  sgomberare  le  occupazioni  illegittime, ridurre la consistente area di evasione dei pagamenti dei  canoni  di locazione, atteso che la percentuale dei soggetti morosi e'  pari  al 77% risultando  tra  gli  evasori  anche  alcuni  soggetti  coinvolti nell'operazione «Ultra».      Il quadro sconfortante che  emerge  dalla  relazione  prefettizia viene  ulteriormente  confermato  dalla  mancata   destinazione   per finalita' sociali dei beni immobili confiscati alla famiglia  mafiosa locale piu' volte citata; tali beni,  infatti,  nonostante  il  tempo trascorso, risultano inutilizzati  per  la  condotta  sostanzialmente omissiva tenuta al riguardo dall'amministrazione comunale.      La cattiva gestione della cosa pubblica si manifesta anche  dalla inefficace riscossione dei tributi locali, con  grave  danno  per  le finanze  comunali  che  risentono  ancora  del  dissesto  finanziario dichiarato nell'anno 2016; la commissione di accesso ha accertato una consistente area di evasori di tributi comunali di  cui  fanno  parte anche amministratori e dipendenti comunali,  nonche'  molti  soggetti affiliati o riconducibili alla locale organizzazione mafiosa.      Le  circostanze  analiticamente  esaminate   e   dettagliatamente riferite nella relazione del prefetto hanno dunque rilevato una serie di condizionamenti,  nell'amministrazione  comunale  di  Barrafranca, volti a perseguire fini diversi da quelli  istituzionali,  che  hanno determinato   lo   svilimento   e   la   perdita   di    credibilita' dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della collettivita',  rendendo  necessario  l'intervento  dello  Stato  per assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita'.      Il provvedimento dissolutorio previsto dall'art. 143 del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, puo' intervenire anche quando sia gia' stato emesso provvedimento per altra  causa,  differenziandosene per funzione ed effetti. Nell'ipotesi  di  Barrafranca,  peraltro,  a seguito della decadenza  del  solo  consiglio  comunale,  come  prima precisato, continuano a svolgere le proprie funzioni il sindaco e  la giunta comunale. Pertanto  si  propone  l'adozione  della  misura  di rigore  nei  confronti  del  Comune  di   Barrafranca   (Enna),   con conseguente  affidamento  della  gestione  dell'ente  locale  ad  una commissione straordinaria cui, in virtu' dei successivi articoli  144 e  145,  sono  attribuite  specifiche  competenze  e  metodologie  di intervento  finalizzate  a  garantire,  nel  tempo,  la   rispondenza dell'azione amministrativa ai principi di legalita'  ed  al  recupero delle esigenze della collettivita'.      In  relazione  alla  presenza  ed  all'estensione  dell'influenza criminale,  si  rende  necessario  che  la  durate   della   gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.  
      
Roma, 7 aprile 2021                                      
Il Ministro dell'interno: Lamorgese

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA   
   
Considerato  che  nel  Comune  di  Barrafranca  (Enna)  gli  organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative  del 5 giugno 2016;    Visto il decreto del Presidente  della  Regione  Siciliana  del  27 agosto 2020, con il quale  si  e'  preso  atto  della  decadenza  del consiglio  comunale  di  Barrafranca   a   causa   delle   dimissioni contestuali della meta' piu' uno dei consiglieri  comunali  assegnati all'ente e, contestualmente, nominato il commissario straordinario in sostituzione del predetto organo decaduto;    Considerato che all'esito di approfonditi accertamenti sono  emerse forme di ingerenza della criminalita' organizzata che  hanno  esposto l'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialita' dell'attivita' comunale;    Rilevato,   altresi',   che   la   permeabilita'    dell'ente    ai condizionamenti esterni della criminalita'  organizzata  ha  arrecato grave  pregiudizio  per  gli  interessi  della  collettivita'  e   ha determinato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;    Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla  situazione  di  grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario l'intervento dello Stato mediante un  commissariamento  di adeguata  durata  per  rimuovere  gli  effetti  pregiudizievoli   per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;    Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;    Vista la proposta del Ministro dell'interno, la  cui  relazione  e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;    Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione  del  15  aprile  2021,  alla  quale  e'  stato  debitamente invitato a partecipare il presidente della Regione Siciliana; 

                              Decreta:                                   

Art. 1  La gestione del Comune di Barrafranca (Enna) e'  affidata,  per  la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da:    dott. Leonardo La Vigna - prefetto a riposo;    dott.ssa Maria Salerno - viceprefetto;    dott. Carmelo La Paglia - funzionario economico finanziario. 

Art. 2  La commissione straordinaria per la  gestione  dell'ente  esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari  a  norma  di  legge,  le attribuzioni spettanti al  consiglio  comunale,  alla  giunta  ed  al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle  medesime cariche.      Dato a Roma, addi' 16 aprile 2021                                 
MATTARELLA                                      
Draghi,  Presidente  del  Consiglio dei ministri                                      
Lamorgese, Ministro dell'interno  

Registrato alla Corte dei conti il 20 aprile 2021  Foglio n. 951 

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