PIETRAPERZIA. Il Covid-19. È l’argomento della tesi di laurea di Michela Panevino.

PIETRAPERZIA. Il Covid-19. È l’argomento della tesi di laurea di Michela Panevino.

PIETRAPERZIA. Michela, 25 anni, lo scorso 25 marzo, si è laureata in Giurisprudenza con 110 e Lode all’Università Kore di Enna. La giovane dottoressa pietrina, all’inizio del 2020, in piena pandemia, aveva cominciato a lavorare sulla tesi di laurea ed aveva scelto un altro argomento. Da lì a poco, come fulmine a ciel sereno,  si è abbattuta su di lei e sulla sua famiglia la grave problematica del Covid 19. Suo padre Antonio Panevino e suo nonno paterno, Giuseppe Panevino, si sono infatti ammalati di Coronavirus. Dopo 34 giorni di ricovero ospedaliero entrambi sono riusciti a guarire da questa terribile malattia. La giovane Michela ha vissuto questo dramma in maniera molto intensa e ciò le ha permesso di riflettere profondamente su questo grave problema che aveva già assunto i contorni di una pandemia. Michela ha quindi deciso di scegliere come argomento della sua tesi, il Covid 19. Questo il titolo della tesi: “Emergenza sanitaria Covid-19: implicazioni costituzionali e penalistiche”. Relatore: Prof. Salvatore Curreri; Correlatore  Prof. Andrea Di Landro. Michela nella dedica ha scritto:   “A mio padre, perché con il suo esempio mi ha dimostrato che “quando curi una malattia puoi vincere o perdere. ‘Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre” (Patch Adams)’. A mio nonno paterno e a mia nonna materna, venuti a mancare in piena pandemia”. Michela, al riguardo,  ci ha rilasciato un’ intervista. Cosa ti ha spinto a scegliere questo argomento per la tua tesi di laurea? “La problematica Covid-19 è stata ed è tuttora un argomento di cui si occupano le cronache quotidiane. Ciò ha suscitato in me l’interesse di approfondire il tema dal punto di vista giuridico anche considerato il fatto che ho vissuto la problematica molto da vicino e le continue lamentele delle persone che venivano sottoposte a queste misure limitative a tutela della salute mi infastidivano non poco”. Michela Panevino aggiunge: “Quando ho proposto questo argomento al mio professore, mi lamentavo del fatto che ci fosse in gioco la vita delle persone e nonostante ciò molta gente prendesse con superficialità e con leggerezza il reale pericolo. Questo, a marzo del 2020, era ancora tollerabile perché si era agli albori della questione e si sperava che la situazione sarebbe finita presto e le limitazioni, a mio modo di vedere, risultavano giustificate, perché effettivamente le limitazioni a diritti costituzionali possono essere imposte non intaccandone l’essenza e soltanto a tempo determinato”. Michela dice ancora: “Le limitazioni però stanno protraendosi anche un anno dopo coinvolgendo i diritti e il diritto”. Cosa ti senti di dire oggi ancora in piena pandemia?  “Dal punto di vista giuridico, dico che la disciplina non è omogenea, semplice ed è ancora controversa la questione dell’autocertificazione o il ricorso al binomio decreto legge-dpcm. Vi sono inoltre alcune limitazioni ragionevoli e giuste e ve ne sono altre del cui rispetto dei criteri del giusto bilanciamento si continua a discutere. Dal punto di vista umano spero che questa pandemia finisca presto e si possa fronteggiare nel migliore dei modi l’emergenza non solo sanitaria ma anche dal punto di vista delle risorse economiche”. Cosa hai pensato e fatto quando tuo papà ha vissuto in prima persona questa drammatica esperienza? “Sono rimasta incredula e senza parole perché tutto è stato molto inaspettato. Quando mio papà è stato ricoverato in ospedale, non sospettavo che si potesse trattare di questa grave malattia, anzi pensavo che si trattasse di una semplice influenza. Quando invece ho avvertito realmente il pericolo, la prima cosa che mi sono sentita di fare è stata quella di chiamarlo e dirgli che gli volevo bene e che desideravo ardentemente che tornasse presto a casa. Ho potuto constatare la vicinanza di tante persone che ringrazio col cuore tra cui il mio relatore che ha dimostrato molta umanità quando gli ho spiegato le ragioni del cambiamento dell’argomento della tesi di laurea. L’argomento trattato è ancora in evoluzione e ciò ha comportato un lavoro di ricerca continua e all’inizio non è stato per nulla facile, in realtà poi è andata decisamente meglio e ora mi posso ritenere abbastanza soddisfatta del percorso e del traguardo raggiunto, nonché di avere esteso l’ambito della mia ricerca al diritto penale”. Di altro cosa ti senti di aggiungere: “Siamo ancora dentro l’emergenza e spero che il vaccino venga accolto con grande fervore da tutti. Uno dei temi trattati è stata la possibile futura coattività della vaccinazione contro il Covid-19 e mi auspico che nasca in ognuno di noi la consapevolezza che se c’è un rimedio è proprio quello del vaccino. Il mio auspicio è che ci sia meno diffidenza nei confronti della vaccinazione e che ci sia il coinvolgimento attivo da parte di tutti. Capisco i dubbi sollevati ma non comprendo le eccessive perplessità dal momento che l’utilizzo della mascherina, il rispetto della distanza di sicurezza e il vaccino rimangono gli unici rimedi a oggi a nostra disposizione. Faccio i miei auguri di pronta guarigione a tutti coloro i quali stanno lottando la propria battaglia contro questo virus”. GAETANO MILINO            

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