Problematica Giornale di Sicilia. Voci corali contro la soppressione delle pagine delle Province di Enna e Caltanissetta.

Problematica Giornale di Sicilia. Voci corali contro la soppressione delle pagine delle Province di Enna e Caltanissetta.

Presa di posizione da Assostampa Sicilia, dallo stesso sindacato per le province di Enna e di Caltanissetta  e dai sindaci dei due capoluoghi di provincia  Enna e Caltanissetta Maurizio Dipietro e Roberto Gambino. Intanto si è costituitoil Coordinamento dei giornalisti collaboratori del Giornale di Sicilia Questo il comunicato integrale di  Assostampa Sicilia: Il sindacato dei giornalisti considera miope e fuori dalle normali logiche imprenditoriali la modalità intrapresa dall’editore del Giornale di Sicilia di scaricare così drasticamente sui lavoratori la crisi di bilancio”, afferma il segretario regionale

Roberto Gimex

Assostampa Sicilia Roberto Ginex, che ha preso parte alla riunione indetta dai giornalisti non dipendenti insieme con la vicesegretaria regionale con delega ai collaboratori Cristina Puglisi. Roberto Ginex continua: “È inaccettabile che l’attività industriale di editare un quotidiano venga gestita pretendendo di trattare i lavoratori, perché questo sono i collaboratori, come mera zavorra senza valore di cui liberarsi all’occorrenza per riprendere quota”. “L’identità di un giornale – aggiunge Ginex – è costituita dal patrimonio culturale del suo corpo redazionale. Redattori e collaboratori sono nel loro complesso gli insostituibili garanti nel tempo della continuità di rapporto, negli oltre 160 anni della sua vita, tra il quotidiano palermitano e il suo territorio di riferimento. Il Giornale di Sicilia non ha affatto rami secchi da tagliare nella sua redazione, si assiste piuttosto all’intenzione di continuare ad amputare le radici che lo rendono organismo vivo e riferimento irrinunciabile della nostra comunità”. Il segretario regionale di Assostampa Roberto Ginex continua:

“Il modello a breve che si rivela nelle intenzioni della proprietà è quello di condurre l’attività industriale della testata quotidiana con un pugno di giornalisti assunti e una moltitudine di collaboratori sottopagati, inessenziali e intercambiabili”. Così riporta il documento del Coordinamento dei collaboratori del Giornale di Sicilia indirizzato all’Assostampa e al Cdr del quotidiano: “I giornalisti non possono che rivendicare il valore dell’informazione di qualità come diritto del cittadino, che non si può coniugare con la precarizzazione dei lavoratori che ne producono i contenuti. Le vertenze che riguardano i giornalisti non possono essere gestite separatamente tra dipendenti e non dipendenti, essendo il giornale prodotto quotidianamente tanto dai subordinati che dai lavoratori autonomi, anzi prevalentemente da questi ultimi”. “Non affrontare le crisi aziendali congiuntamente per entrambe le tipologie contrattuali – si legge nello stesso comunicato – ha finora portato solo ad una continua erosione dei livelli occupazionali, alla mera desertificazione della redazione. Se l’editore del Giornale di Sicilia non dà alcuna garanzia né prospettiva di nuovi posti di lavoro, non può pretendere di mantenere la produzione quantitativa dei contenuti da pubblicare affidandola a giornalisti precari da pagare quanto vuole e quando vuole, senza alcuna garanzia di progressione di compensi, di continuità di lavoro e di welfare. Chiediamo che le istanze dei collaboratori vengano finalmente considerate come integranti ed essenziali in qualsiasi confronto e vertenza tra l’azienda e i lavoratori giornalisti, senza pregiudizio e discriminazione tra subordinati e autonomi. Denunciamo essere conclamato – conclude il Coordinamento dei collaboratori – che l’editore del Giornale di Sicilia non rispetta cronicamente le condizioni per il lavoro autonomo previste dal vigente contratto di lavoro giornalistico e chiediamo pertanto l’intervento urgente di solidarietà e tutela del sindacato dei giornalisti e del comitato di redazione”.

Cristina Puglisi

Anche le segreterie provinciali dell’Assostampa di Caltanissetta ed Enna esprimono profonda preoccupazione per la scelta dell’editore del Giornale di Sicilia di cancellare le pagine di cronaca delle due province. I segretari Ivana Baiunco e Josè Trovato definiscono questa decisione “un pesante colpo alla dignità di decine di collaboratori, un ulteriore tassello che mette a rischio i livelli occupazionali e una ferita profonda al pluralismo e alla democrazia di queste terre”.“Da anni – si legge ancora nel comunicato congiunto di Assostampa di Enna e di Caltanissetta – il Giornale di Sicilia rappresenta un punto di riferimento per queste province. I suoi collaboratori, coloro che nel tempo hanno smesso di scrivere e chi invece ha resistito nonostante la precedente scelta di ridurre gli spazi, hanno raccontato fatti d’attualità, cronache politiche, giudiziarie, sportive e notizie di colore: questo non è un mero esercizio intellettuale, ma costituisce un’insostituibile garanzia di bilanciamento dei poteri, di libertà individuali e di equilibro delle istituzioni. Tagliare le cronache non sottrae solo “visibilità” a un territorio, ma c’è molto di più”. Ivana Baiunco e José Trovato concludono: “Il nostro auspicio è che le forze politiche, imprenditoriali, sociali e culturali si mobilitino per convincere l’editore del Giornale di Sicilia a tornare sui suoi passi e rivedere questa scelta, che non fa il bene di questo territorio e che, ne siamo certi pur nella consapevolezza che questo giudizio non competa istituzionalmente a noi, non gioverà neppure alla sua politica industriale”

Roberto gambino

. Il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino dichiara: “In merito alla chiusura della pagina del Giornale di Sicilia   relativa alle province di Enna e Caltanissetta, sia io, in quanto sindaco della città di Caltanissetta,  che il sindaco  di Enna Maurizio Dipietro abbiamo elevato la nostra protesta con un comunicato stampa. Ho parlato con il dottore Lino Morgante che è l’editore del Giornale di Sicilia  e che io ho chiamato e mi ha promesso che rivedrà la decisione perché tale decisione non è ancora definitiva ma era stata presa per motivi prettamente economici considerato che si vendono pochissime copie sui due territori”. Il Sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino aggiunge:  “Abbiamo pensato che è possibile andare a trovare una soluzione diversa per cui valuterà quello che noi abbiamo chiesto. Io e il sindaco di Enna, più che elevare la protesta, abbiamo mandato un messaggio di solidarietà anche ai giornali perché è importante che i giornali siano plurali e ci siano più voci. Un giornale solo non va bene”. Il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino conclude: “Anche la cronaca locale è importante. Alla fine i fatti che vanno in cronaca regionale sono i fatti più grossi e quelli di cronaca locale verrebbero trascurati”.

Maurizio Di Pietro

Il primo cittadino di Enna Maurizio Dipietro dichiara: “La decisione dell’editore del Giornale di Sicilia di chiudere le pagine dedicate alla cronaca di Enna, peraltro già considerevolmente ridotta in passato, rappresenta un segnale negativo ed un ulteriore colpo alla pluralità informativa, riducendo, ancora una volta, la voce delle realtà territoriali più piccole in un periodo storico nel quale l’informazione di qualità rappresenta un’esigenza irrinunciabile per i cittadini e per le istituzioni locali. ”. Il sindaco di Enna Maurizio Dipietro conclude: “Esprimo tutta la mia solidarietà ai giornalisti della pagina di Enna e mi auguro che l’Editore possa rivedere questa sua scelta”. Il glorioso Giornale di Sicilia, nei tempi d’oro, per la provincia di Enna aveva ben sei pagine. Due per Enna città. Una era dedicata alla cronaca di Piazza Armerina e un’altra a Nicosia. Le altre due pagine erano dedicati ai rimanenti 17 Comuni della provincia di Enna. Con il tempo le pagine sono state progressivamente ridotte fino ad arrivare, ad inizio di novembre 2016, alla decisione di mantenere una sola pagina per la stessa Provincia di Enna. I collaboratori avevano inviato un documento di protesta all’allora proprietà ma non avevano ottenuto nessuna risposta. Una sola pagina per l’intera provincia di Enna – in totale venti comuni – può bastare? È quanto si sono chiesti in molti in questi quattro anni di “magra”. E adesso ci si chiede: Ed ora che succederà con le cronache locali, vista la soppressione anche dell’unica pagina superstite che era rimasta in vita? GAETANO MILINO

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