PIETRAPERZIA. Rsa. Euronia, la cooperativa che gestisce il servizio, abbandona.

PIETRAPERZIA. Rsa. Euronia, la cooperativa che gestisce il servizio, abbandona.

PIETRAPERZIA. La decisione della cooperativa, “per l’assenza di titolo idoneo alla prosecuzione dei servizi in appalto”. La comunicazione, a firma di Tony Di Bella (legale rappresentante della Euronia),  inviata alle sigle sindacali Cgil, Cisl Fisascat, Sapmi Confsal. Altri destinatari della comunicazione sono il direttore provinciale del Servizio Ispettorato del Lavoro di Enna, i lavoratori non aderenti alle sigle sindacali oltre che il direttore esecutore del contratto Asp 4 di Enna Piero Nocilla e il direttore sanitario Rsa Luigi Simonte. Questo quanto si legge nel documento della Euronia: “Premesso che, con nota del 28.8.2019 la Euronia ha avuto imposta la prosecuzione delle attività di gestione in appalto della Rsa Flavia Martines di Pietraperzia per il periodo di anni uno decorrenti dall’1.9.2019 e comunque sino ad individuazione di idoneo contraente”. “Atteso che – si legge nello stesso comunicato – con sentenza N° 889/2020 del Tar di Catania, il Tribunale, sulla avanzata richiesta giudiziale della Euronia annullava la delibera di proroga e tutti gli atti ad essa riferibili prodotti dall’Ente. Considerato opportuno dovere informare sia l’Asp che ogni autorità ed organizzazione coinvolta per la tutela dell’utenza nonché dle personale lì applicato, si comunica alla Direzione territoriale del Lavoro, servizio di Vigilanza, alle note sindacali rappresentative in azienda e ai lavoratori subordinati presso la Rsa Flavia Martines, in ottemperanza al disposto del TAR Catania N° 889/2020 che la Euronia Onlus cesserà le proprie attività gestionali della predetta residenza entro il 15.5.2020  per l’assenza di titolo idoneo alla prosecuzione dei servizi in appalto”. L’effetto immediato del dispositivo – scrivono ancora dalla Euronia – tuttavia si ritiene debba consentire all’Azienda sanitaria Provinciale di adoperarsi per un’altra libera soluzione, garantendole qualche giorno di tempo necessario trattandosi della gestione tutelare di persone indigenti”. Il comunicato della Euronia conclude: “Non essendo la causa di risoluzione dei contratti di lavoro dipesa dalla volontà della scrivente, si confida nel buonsenso e cooperazione delle parti sociali. Con successivo atto, si procederà in maniera congiunta con le organizzazioni sindacali alla valutazione dei possibili ammortizzatori sociali attivabili in favore dei lavoratori cessandi e alla relazione di ogni atto presupposto e connesso al licenziamento per fine commessa”. Il  sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua ha intanto inviato al Prefetto di Enna e alla stessa Euronia un richiesta  perché venga rivista “la propria decisione di lasciare la gestione della Rsa Flavia Martines di Pietraperzia e di continuare a gfestirla almeno fino alla fine dell’emergenza sanitaria in corso”. Il documento concordato con il sindaco di Barrafranca Fabio Accardi. Viene inoltre chiesto alla Prefettura di Enna di “monitorare la situazione e di intraprendere ogni utile iniziativa necessaria a garantire l’espletamento di un servizio sanitario di pubblica utilità, quale risulta quello offerto nella Rsa Flavia Martines di Pietraperzia”. “Lo scorso anno – si legge nella stesa comunicazione – erano emerse problematiche in merito i rapporti tra Asp ed Euronia circa la gestione della Rsa di Pietraperzia, tali da rischiare di portare alla chiusura della struttura e alla necessaria ricollocazione dei pazienti ivi ricoverati”. “Anche alla luce della importanza – scrive ancora il sindaco Antonio Bevilacqua – dei servizi resi non solo ai ricoverati ma  a tutte le persone anziane fruitori die servizi offerti dalla Rsa, la problematica si era risolta anche grazie alle interlocuzioni avviate presso codesta Prefettura. Le problematiche fra Euronia ed Asp sono nuovamente emerse in piena emergenza sanitaria, con il rischio che la chiusura della Rsa determini gravissimi problemi non solo per i ricoverati ma per l’intera comunità e per l’Asp stessa”. “Le problematiche di cui al punto precedente – conclude il sindaco Antonio Bevilacqua – risulterebbero superate solo se vi fosse altra ditta pronta a subentrare nella gestione”. Intanto i sindacati Cisl Fisascat e Sapmi Confsal, fortemente preoccupati,  hanno proclamato lo stato di agitazione Salvatore Faraci Rsa,  e Giuseppe La Marca, segretario provinciale Sapmi Confsal, dichiarano: “In questa situazione siamo fortemente preoccupati  per la sopravvivenza stessa della struttura e della gestione del servizio e per quanto riguarda anche i posti di lavoro”. “In una situazione del genere – continuano La Marca e Faraci – non si capisce bene ciò. L’Euronia potrebbe sviluppare un tavolo tecnico con i sindacati e cercare di trovare qualche soluzione. Le soluzioni potrebbero essere, tra l’altro, quella di utilizzare le misure contenute nel decreto rilancio del 13 maggio 2020 approvato dal Consiglio dei Ministri e superare l’empasse creatasi a seguito della pandemia che ha spinto diversi pazienti a rimanere a casa nel timore di un eventuale contagio e, in questo modo, si potrebbero evitare i licenziamenti”.  GAETANO MILINO   

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