Il sonno di San Giovanni e San Giovanni e le streghe-antiche leggende popolari legate al culto di San Giovanni Battista

Il sonno di San Giovanni e San Giovanni e le streghe-antiche leggende popolari legate al culto di San Giovanni Battista

La notte di San Giovanni cade tra il 23 e il 24 giugno, dopo il solstizio d’estate, ed è una notte carica di ritualità magiche, la notte dell’impossibile, dei prodigi, dei rituali d’amore e delle “streghe”. Una leggenda narra che san Giovanni cadde in un sonno profondo durato tre giorni e tre notti. Era talmente profondo che nemmeno Gesù riuscì a destarlo. Al suo risveglio, Gesù gli disse: “Ieri è stato il tuo onomastico e non te ne sei accorto!” Secondo la fantasia popolare, in questa ricorrenza tutti dovevano stare alzati e far fracasso con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi, per aiutare Gesù a svegliare il Battista prima del suo onomastico.

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Perchè la notte di San Giovanni è anche la notte delle streghe? Questa credenza deriva dalla tragica vicenda della morte del santo. Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni, considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui. Per Erodiade venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte e i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re e ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa ed io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista. Ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia. Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista. Secondo la fantasia popolare, Salomè si pentì di aver provocato la decapitazione del Battista e disperata e divorata dal rimorso, iniziò a coprire la testa del Santo di baci e lacrime di disperazione. Improvvisamente la bocca del Battista si spalancò rilasciando un vento fortissimo che spinse Salomè e la complice madre in aria, dove restarono a vagare per l’eternità.

Nel Medioevo Salomè ha incarnato l’immaginario di una strega. Fu il male sotto forma d’incanto. Bella, abile, seducente e perfida, tanto che si pensava che lei e sua madre Erodiade fossero state trasformate in streghe in seguito alla decapitazione di San Giovanni Battista e vagassero come spiriti immondi a infastidire gli uomini, in particolare la notte di San Giovanni.

Rita Bevilacqua

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