BARRAFRANCA. “Riportatemi al mio metro e ottanta”.

BARRAFRANCA. “Riportatemi al mio metro e ottanta”.

- in Barrafranca

BARRAFRANCA. È l’appello lanciato da Andrea Tambè, 35 anni, per riconquistare “l’uso delle sue gambe”. Lui, prima di un brutto incidente di moto che gli ha tolto l’uso degli arti inferiori, aveva raggiunto proprio tale statura.  Andrea mira a comprare un esoscheletro che gli permetta di riprendere a camminare senza l’utilizzo della sedia a rotelle. A tale proposito, nelle settimane passate, è stata avviata una sottoscrizione per aiutarlo a coronare il suo sogno. Per comprare l’esoscheletro servono circa 190 mila euro. A questa somma vanno aggiunti altri sessantamila euro, per un totale di 250 mila euro, per le attività di riabilitazione. Finora, con tale sottoscrizione, si è raggiunta la somma di 22 mila euro. Per fare le donazioni basta andare nella pagina  gofundme  oppure nella sua pagina facebook riportatemiaunmetroeottanta. Si può anche accedere al profilo Instagram di Andrea Tambè @atAndrea. In alternativa lo si può contattare al numero 3248333075. Andrea ha svolto, per otto mesi,  la funzione di assessore nella giunta del sindaco Fabio Accardi. “Era una cosa che mi sentivo di fare per il mio paese perché avevo delle idee che credevo potessero aiutare la nostra comunità, mi sono buttato nella politica ma, non essendo un politico, l’ho fatto solo per una cosa personale e per cercare di fare del bene per il mio paese”. Vive da solo nella sua casa di via Livorno, 43, quartiere Grazia, dopo la morte di sua madre quando lui aveva 14 anni. I suoi fratelli vivono in Germania e suo padre si è risposato. A fargli compagnia, il suo fidato bulldog francese di nome Carlos che gli sta sempre vicino e va sempre con Andrea ovunque lui vada. Spesso vanno a trovarlo i suoi amici. Ieri pomeriggio, quando siamo andati ad intervistarlo, c’erano Filippo Milano, Emilio Catalano e Francesco Mancuso. Andrea Tambè frequenta il quarto anno dell’istituto di istruzione superiore per ragionieri di Caltanissetta. Andrea, in una lunga chiacchierata, ci ha raccontato la storia fin dall’inizio, “Ho una disabilità motoria causata da un incidente. Nel 2002 sono partito per il servizio militare. Ho fatto un anno di leva e poi ho fatto un concorso per volontari in ferma breve e sono stato ammesso, come paracadutista, nella “Folgore” dopo avere fatto l’addestramento RAV – Reparto Addestramento Volontari – di quattro mesi a Verona. Io ho scelto, dopo il RAV, di andare nei paracadutisti perché mi è sempre piaciuto di lanciarmi da un aereo”. “Ho superato le selezioni di attività fisica – continua Andrea –  e mi hanno ammesso nella Folgore. Dopo due anni, siamo andati in missione di pace in Iraq, a Nassiriya, dove abbiamo fatto cinque mesi. Al rientro in Italia, ho voluto coronare il mio sogno di comprare, nel 2005, una moto. Era una Ducati S2R 800 Naked e molto potente. Ho passato quasi un anno bellissimo. Ogni domenica si usciva assieme agli altri miei commilitoni e si andava in giro per la Toscana dove prestavo servizio militare”. “Il 2 aprile 2006 – continua Andrea – eravamo nei pressi di Grosseto. Al ritorno, un pirata della strada ha invaso la mia corsia e io sono stato costretto ad andare fuori strada dove c’era una buca non visibile di circa due metri per due. Sono caduto ed ho riportato la frattura della colonna vertebrale.  Mi sono ritrovato a terra sdraiato ma non ho perso i sensi. Sono rimasto in attesa per circa mezz’ora prima di riuscire a fare la prima telefonata perché, in quella zona, non c’era campo”. “Gli altri commilitoni non se n’erano accorti perché eravamo distanti l’uno dall’altro. Dopo tutto quel tempo, sono riuscito a telefonare e a chiamare uno dei miei amici a cui ho comunicato la mia posizione. Loro mi hanno ritrovato dopo circa un’ora e mezza dall’incidente ed hanno chiamato l’elisoccorso. Io avevo un polmone perforato e quindi ero già a rischio. Oltre alla frattura della colonna vertebrale, non ne avevo di altre in nessuna altra parte del corpo. Nel momento in cui sono entrato nella buca, ero a circa 30/40 chilometri orari ma la buca era profonda ed il peso della moto ha contribuito a provocarmi la frattura oltre alla caduta.  Arrivato in ospedale e fatti tutti gli esami, ho perso i sensi perché forse mi hanno sedato. Mi sono risvegliato l’indomani e, accanto al mio letto di ospedale, il “Careggi” di Firenze, c’erano mio padre e mio fratello”. “Dal momento dell’incidente – continua Andrea – ho capito subito di avere perso l’uso delle gambe. Tuttavia, nella mia vita, ho sempre avuto una grande forza di adattamento e ho accettato la situazione per quella che era venuta a crearsi”. “Dopo sei mesi di riabilitazione, sono tornato a casa mia in Sicilia, che è la mia terra”. “Sono passati 13 anni dall’incidente ma, secondo me, non c’è stato progresso nel campo della medicina perché tutti noi paraplegici si possa superare questo problema”. “La tecnologia, a quanto pare, ha sviluppato questo esoscheletro che ci permette da alzarci in piedi e in posizione eretta e di muovere  qualche passo. Per me sarebbe una cosa molto importante utilizzarlo perché permetterebbe a me e ai miei organi interni di riprendere l’attività in modo tale da prolungare anche la mia esistenza. Assieme ad alcuni miei amici, abbiamo creato un fondo di donazione che, nelle prime settimane, ha avuto un grandissima rispondenza nel mio paese, a Barrafranca. Anche i centri dell’hinterland come Pietraperzia e Mazzarino hanno contribuito. Lo scopo di questo fondo è quello di varcare i confini della Sicilia. Riportatemi al mio metro e ottanta per aiutarmi a comprare questo esoscheletro”. E conclude: “Il mio appello è quello di condividere questo messaggio il più possibile per arrivare quanto più lontano. Se c’è la possibilità, fare anche una piccola donazione per me sarebbe importante”. Andrea Tambè trova il tempo di coltivare i suo hobby tra cui la musica (la chitarra è il suo strumento principale) e i Go kart. Lui ha conseguito numerosi risultati e conquistato tanti trofei in varie specialità e gare grazie ad uno sponsor barrese che finanzia questo suo “amore” e gli permette di coltivare questa sua passione molto costosa. Nella sua casa fanno bella mostra si sé tutti i trofei da lui conquistati in due anni e mezzo di attività. Nel 2017 è stato campione regionale UPN e vice campione italiano. È andato a fare la finale  a Corridonia, provincia di Macerata, nelle Marche. “Spero di continuare nel go kart se continuano ad arrivare i finanziamenti da questo mio sponsor. È una passione che vorrei continuare a coltivare”. GAETANO MILINO

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