Pietraperzia. Il vescovo Rosario Gisana: “Mi sento ferito anch’io”.

Il presule, capo spirituale della diocesi di Piazza Armerina, lo ha detto durante la messa vespertina di ieri sera alla matrice. La celebrazione eucaristica in risposta al grave attentato alla casa canonica di via Barone Tortorici che ha mandato in frantumi il vetro di una finestra al piano terra. Intanto continuano a ritmo serrato, da parte della Squadra Mobile di Enna, le indagini. Si vuole fare luce sul gravissimo attentato alla casa canonica di via Barone Tortorici avvenuto nella notte fra mercoledì 13 e giovedì febbraio. Nella struttura di Pietraperzia, dallo scorso 8 febbraio, sono ospitati 20 immigrati di colore. Per tutta la giornata di ieri e anche ieri sera, nella struttura sono andate numerose persone per dare la solidarietà e condannare fermamente il vile attentato. La messa alla matrice presieduta dal vescovo monsignor Rosario Gisana e concelebrata da molti sacerdoti della diocesi armerina. A concelebrare anche i parroci delle tre parrocchie cittadine don Giovanni Bongiovanni (Santa Maria di Gesù), don Osvaldo Brugnone (Matrice) e don Angelo Ventura, parroco della Madonne della Grazie oltre a don Giovanni Messina, vice parroco di Santa Maria di Gesù. La celebrazione seguita in maniera molto attenta dai numerosi immigrati di colore ospiti della casa canonica di Pietraperzia e presenti in massa alla matrice. In paese sono state rafforzate le misure di sicurezza. Davanti alla casa canonica staziona, con il servizio h 24, una pattuglia della Polizia di Stato che si alterna e si dà il cambio con i carabinieri. Alla matrice ieri sera erano presenti, tra l’altro, il sindaco di Barrafranca Fabio Accardi e di Pietraperzia Antonio Bevilacqua. C’erano pure gli assessori comunali di Pietraperzia Laura Corvo, Chiara Stuppia e Michele Laplaca oltre ad alcuni consiglieri comunali pietrini di maggioranza. Da Barrafranca è arrivato, insieme al sindaco Fabio Accardi, il consigliere comunale 5 Stelle Sandro Tambè. Monsignor Gisana, durante il suo intervento, ha continuato: “Questo gravissimo attentato ha colpito l’intera città di Pietraperzia. Questa è una celebrazione speciale perché Dio ci illumini e dia ai nostri cuori pace”. “Mi sento ferito anch’io – ha continuato monsignor Gisana – non solo per la vicinanza a questi fratelli. Chiediamo al Signore che ci dia coraggio e persone che testimonino il Vangelo. Chiediamo perdono a questi fratelli e facciamo comprendere loro che noi non siamo quello da cui loro sono scappati”. GAETANO MILINO

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