Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita alla mostra “Rubens e la pittura della Controriforma”

Il Salotto artistico- letterario “Civico 49” in visita alla mostra “Rubens e la pittura della Controriforma”

- in Civico 49
Il gruppo alla Mostra di Rubens
“Lot con la famiglia in fuga da Sodoma” di Pieter Paul Rubens

Sempre attenti agli eventi culturali, sabato 27 maggio 2017 i membri del Salotto artistico- letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) e alcuni simpatizzanti sono andati a visitare la mostra  “Rubens e la Controriforma” che si sta tenendo nella Torre Capitania, via Conte Ruggero a Troina (EN). La Torre Capitania è una struttura architettonica del XII sec. trasformata in sede museale. Sono ancora integre le celle del carcere borbonico. La struttura ospita la Mostra permanente del maestro Gaetano Miani, il Museo con le riproduzioni degli abiti della corte di Ruggero, oltre all’esposizione di reperti archeologici.

“Madonna con bambino” di Pieter Paul Rubens

La mostra “Rubens e la pittura della Controriforma” è incentrata su Pieter Paul Rubens e la pittura italiana e europea della Controriforma. Sono esposti due  gioielli del pittore fiammingo: “Madonna con bambino” (1617) e “Lot con la famiglia in fuga da Sodoma” (1615).

Pieter Paul Rubens (Siegen, 1577 – Anversa, 1640) fu il padre della generazione degli artisti barocchi. Fu definito da esperti e critici d’arte come: Il pilastro della pittura fiamminga; l’archetipo del barocco europeo, il prototipo degli artisti cortigiani, il pennello d’assalto della Controriforma; seppe unire in un’originale sintesi le tendenze classiciste e l’attenzione per la realtà naturale, con grande impegno e continue ricerche tonali e cromatiche, creando la pittura barocca. Il rapporto con gli antichi è particolare: il passato è qualcosa di vivo che deve continuare a vivere nel presente e nel futuro. L’immaginazione per Rubens è una forza vitale che personifica tutto in una sola immagine. Le sue opere sono piene d’intensità e di vitalità, i suoi temi preferiti sono: il ritratto e l’allegoria, che interagiscono sempre in ogni sua opera.

A fare da corollario altri 10 dipinti a olio su tela: “Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Agata Vergine e Martire” di Scipione Pulzone, uno dei più originali interpreti pittorici dell’età della Controriforma; “Mercurio e il boscaiolo disonesto” di Salvator Rosa, pittore, incisore e poeta italiano di epoca barocca; “San Francesco in estasi” di Gerrit Van Honthorst, pittore olandese; “San Giovanni Battista” di Luca Giordano, della scuola italiana; “San Paolo in visita in carcere a Sant’Agata” di Pietro Novelli, pittore e architetto di Monreale; “Gloria dei martiri e Gloria delle vergini” di Fra Semplice da Verona, religioso e pittore seicentesco.

Chiesa Madre o chiesa Maria SS. Assunta- Troina

Inoltro hanno avuto modo di visitare la chiesa Madre di Troina, o chiesa Maria SS. Assunta, costruita nel 1062 e più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. La facciata, infatti, è in stile neoclassico, anche se l’impianto originario è normanno. All’interno si trovano sei dipinti di Giuseppe Velasquez, tavole bizantine, antichi arredi e paramenti sacri. Inoltre è custodito il simulacro del patrono San Silvestro di Troina, monaco basiliano, nato proprio nella cittadina. Accanto alla Chiesa Madre, si erge una torre normanna in pietra arenaria, completata e rimaneggiata nel ‘500, oggi campanile della Cattedrale. Accanto la chiesa di San Giorgio che faceva parte del Monastero delle Benedettine, adesso non più esistente. La chiesa era la cappella del Monastero e l’area in cui sorgeva l’istituto è stato trasformato nell’attuale Piazza Conte Ruggero lasciando in piedi il cosiddetto “Quarto di Donna Laura”, che poi il comune, a spese proprie, ha fatto sistemare per adibirlo ad uffici comunali.

Il pomeriggio sono andati ad ammirare la grande Diga ANCIPA, che sorge nel territorio dei comuni di Troina (En) e Cesarò (Me), tra la roccia di Mannia e quella d’Ancipa, e sbarra il corso del torrente Troina, affluente di sinistra del fiume Simeto, dando origine all’omonimo serbatoio, chiamato anche lago Sartori. Il 6 dicembre 1950 i lavori vennero funestati da una sciagura dovuta ad un’esplosione di grisou nella galleria in costruzione in prossimità della diga con ben 13 vittime alcune delle quali perite nel generoso tentativo di estrarre i compagni svenuti all’interno L’attuale gestore è l’ENEL.

Rita Bevilacqua

 

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