Festa per i 100 anni di Vincenzo Calì al Santuario della Madonna della Cava

Festa per i 100 anni di Vincenzo Calì al Santuario della Madonna della Cava

- in Pietraperzia

La festa è cominciata alle 11,30 con una messa celebrata domenica 30 aprile al santuario Madonna della Cava da un suo cugino, don Giuseppe Paci. Il vegliardo, in perfette condizioni psicofisiche, era circondato dai tre figli, dai 5 nipoti e da un vasto gruppo di altri parenti ed amici. Zio Vincenzo – come è affettuosamente conosciuto in paese – si era sposato nel 1948 con Rosaria Guarnaccia. Dal matrimonio sono nati tre figli: Gaspare, Enzo Giuseppe e Maria. I suoi 5 nipoti sono: Vincenzo Junior, Federico, Cristiana, Salvatore e Sara. Tra gli invitati alla festa, c’erano anche il,sindaco di Pietraperzia Antonio Bevilacqua e sua moglie Michela Ciulla. Una targa è stata consegnata dal sindaco Bevilacqua al vegliardo. Vincenzo Calì è nato a Pietraperzia il 30 aprile 1917 da Gaspare e Maria Paci. Lui è il terzo di sette fratelli: Giuseppe, Rosa, Vincenzo, Michele, Calogero, Anna e Gaspare. Vincenzo Calì è stato, per diverso, tempo, dal 1959 al 1964, consigliere comunale di Pietraperzia. Anche suo figlio Enzo Giuseppe, agronomo, è stato, negli anni Ottanta, consigliere comunale e assessore sotto la sindacatura dell’avvocato Luigino Palascino. Il virus della politica ha contagiato anche il nipote Vincenzo Calì, anche lui agronomo, e attuale consigliere comunale di opposizione. Il centenario Vincenzo Calì ha lavorato, per tanto tempo, nel settore agricoltura. Lui, nella sua lunga vita, ha osservato uno stile di vita sano ed equilibrato. Non ha disdegnato un buon bicchiere di vino nei pasti principali. Don Giuseppe Paci, all’omelia, ha detto: “Un secolo di vita segnato da momenti più o meno lieti. Ognuno di noi deve accettare la vita come dono del Signore. La vita terrestre va restituita ma quella dell’anima no e resta in eterno”. “Le avversità – ha continuato don Giuseppe Paci – vanno superate con la presenza di Dio”. “Ognuno di noi sia testimone del Vivente”. “Il cristiano – ha concluso don Giuseppe Paci – sia annunziatore della risurrezione di Gesù”. GAETANO MILINO

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