Arrestata una giovane donna per atti persecutori

Arrestata una giovane donna per atti persecutori

I militari della Stazione Carabinieri di Piazza Armerina, nella serata di ieri, hanno arrestato una giovane donna di anni 24, residente a Piazza Armerina, poiché resasi responsabile di ripetuti atti persecutori nei confronti di un giovane 33enne anche lui di Piazza Armerina.
Da circa un anno e mezzo Anna (nome di fantasia) si era invaghita, senza essere corrisposta, di Mario (altro nome di fantasia) che le era stato presentato da alcuni amici in comune. Da quel momento per il giovane sono iniziati i problemi. Infatti, nonostante lo stesso fosse già impegnato sentimentalmente, la ragazza cercava in tutti i modi di conquistarlo. Tuttavia, capendo di non essere corrisposta, era da subito passata alle minacce, agli insulti, al danneggiamento dell’autovettura, arrivando perfino all’aggressione fisica ogni qualvolta lo incontrava per strada.
Questo stato di cose aveva ingenerato in Mario uno stato di continua ansia e timore per la propria incolumità. Infatti, negli ultimi mesi era stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del locale pronto soccorso per ben quattro volte, riportando ogni volta varie lesioni e contusioni al volto.
Nonostante le denunce, il comportamento violento di Anna non si placava ma, anzi, con il passare del tempo si faceva sempre più esasperato.
Da ultimo, nella tarda mattinata di eri, mentre Mario sostava all’interno della propria autovettura, Anna colpiva il finestrino lato guida mandandolo in frantumi e causando il ferimento del giovane che veniva attinto dalle schegge.
Nella serata di ieri, infine, la donna veniva bloccata in piazza Falcone e Borsellino dai militari della locale stazione carabinieri diretti dal maresciallo Salvatore Sinopoli e coordinati dalla Compagnia di Piazza Armerina comandata dal capitano Vincenzo Bulla, mentre colpiva ancora una volta con calci e pugni l’autovettura del giovane e, successivamente, procurava allo stesso lesioni al volto fortunatamente di lieve entità.
L’arrestata, ultimate le formalità di rito, è stata tradotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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