A Villarosa aperta dal vescovo Gisana la “Porta Santa dell’Ascolto”

A Villarosa aperta dal vescovo Gisana la “Porta Santa dell’Ascolto”

L'iniziativa fa parte delle celebrazioni giubilari e si è svolta presso la sede di una comunità di riabilitazione per disabili psichici

E’ stata chiamata “Porta santa dell’Ascolto” quella che il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, ha voluto aprire, nel quadro delle celebrazioni giubilari, oggi, presso la Comunità di riabilitazione per disabili psichici, “Adelina”, con una folta partecipazione di fedeli, di rappresentanze di tutte le confraternite e organizzazioni ecclesiali,  in presenza del clero cittadino e delle autorità civili e militari, tra le quali il vice sindaco Katia Rapè e il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Giovanni Romano. Particolarmente significative, a presentazione dell’evento, preceduto da una messa solenne in chiesa Madre, le parole di mons. Salvatore Stagno che ha richiamato l’operato di Papa Francesco sottolineando come il Pontefice con la sua predicazione “sta dando fastidio a molti politici e come la politica che non si identifica con la carità non sia degna di questo nome”. E, ovviamente Stagno, che è vicario foraneo, ha comparato l’operato del vescovo Gisana con quello del Papa nella predilezione verso gli “ultimi”: “ Lei vescovo e pastore, ci ha messo in una situazione scomoda , ha detto ancora Stagno, riferendosi alla volontà di Gisana di prediligere  gli affetti da patologie psichiche, spesso poco attenzionati dalle comunità locali, rimarcando come molti di essi, in solitudine e silenzio, frequentino quasi quotidianamente la Chiesa “sedendosi di fronte ai tabernacoli”.  Ed in un periodo caratterizzato dalle “povertà relazionali” sarebbe bene che la Chiesa si aprisse verso questo tipo di realtà. Un saluto pieno di significato e scevro da convenevoli ha dato al vescovo ed ai presenti, il direttore della comunità Adelina, Nuccia Bartolone,  che ha ringraziato il presule per aver voluto mettere al centro della sua pastorale giubilare a Villarosa una comunità che spesso e volentieri non è conosciuta ma soltanto “immaginata”, ed ha voluto ridare ai numerosi disabili psichici presenti la dignità e lo spazio che spesso viene loro tolto. “Noi dovremmo imparare dai disabili –  ha detto la Bartolone –  i quali hanno un’intelligenza, un cuore e una fede”. Infine, l’assistente sociale ha chiuso con le parole di Gesù: “Ti benedico, o Padre, per tutto quello che hai rivelato a questi piccoli”. Assenti alcune associazioni di volontariato ennesi che erano state invitate e che non hanno ritenuto opportuno inviare alcun rappresentante. Fortissime le parole del vescovo: “Vorrei si capisse il senso di una grande verità, il Giubileo va letto sotto un’angolazione esistenziale, quella dell’attrazione verso i piccoli. Vi ho condotti qui – ha sottolineato Gisana – perché desidero che capiate che questa straordinarietà di misericordia, consiste nell’intendere i bisogni degli altri”. L’ordinario diocesano ha esortato i fedeli villarosani a recarsi periodicamente presso la Comunità Adelina e le altre Comunità che ospitano, disabili, anziani e persone in stato di bisogno: “E’ importante capire che bisogna venire incontro ai bisogni degli altri. La preghiera è importante, è fondamentale, ma solo quella non basta, venite in questi luoghi periodicamente a gruppi, venite ad ascoltare le esigenze di questi nostri fratelli, dobbiamo rendere operativa la nostra fede, non trascuriamo le persone in stato di bisogno e se vogliamo che il Signore ascolti le nostre preghiere, aiutiamo i poveri”.

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