Siciliani e Sicilianità-La CERAMICA di CALTAGIRONE

IMG_9398Oggi nella rubrica “Siciliani e Sicilianità” parleremo della CERAMICA di CALTAGIRONE, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Niente togliendo alle altre produzioni siciliane, quella di Caltagirone è la più antica. L’origine di questa particolare forma di ceramica è profondamente legata alla storia di Caltagirone. Testimonianze archeologiche di una produzione ceramica locale, risalenti al VI millennio a.C. sono state restituite dagli scavi nei villaggi neolitici di Scala, Pille e S. Ippolito, intorno all’abitato di Caltagirone. Stemma comunale della città di Caltagirone In seguito, l’influenza determinata dai contatti commerciali fra i Siculi, che abitavano l’antico territorio di Caltagirone, con il mondo greco si manifesta, oltre che nell’organizzazione sociale, anche nell’attività artigianale della produzione di terrecotte. L’antichità della produzione di questa ceramica è testimoniata dall’uso del tornio che i ceramisti di Caltagirone appresero dai cretesi, intorno all’anno mille a.C. L’arrivo in Sicilia dei Greci, influenza la produzione locale, prendendo spunto dall’arte classica greca. Difatti un cratere a figure rosse, risalente al V secolo a.C., conservato presso il Museo della Ceramica, in cui è rappresentata la scena di un vasaio che, assistito dalla dea Athena, lavora alla tornitura di un phitos, è la testimonianza più significativa di come l’artigianato ceramico rivestisse nell’economia locale quel ruolo preminente che, ininterrottamente per millenni, ha segnato la storia di Caltagirone. Dopo un lungo periodo di decadenza, quello della dominazione romana e bizantina, furono gli arabi ha rinvigorire la creazione di ceramiche. CaltagironeQuesti che, conquistata la Sicilia nell’827, si stabilirono a Caltagirone e innestarono nella produzione ceramica locale nuove tecniche, forme e decori che avevano appreso nel lontano oriente, determinando un forte rilancio dell’artigianale ceramico. Furono gli arabi che introdussero la tecnica dell’invetriatura del vasellame, che da Caltagirone si diffuse prima in Sicilia e poi nel resto d’Italia. Sono, infatti, calatine e siciliane le più antiche proto maioliche italiane. L’originalità dell’arte ceramica calatina fu particolarmente apprezzata dai regnanti normanni che ne incoraggiarono lo sviluppo. Già a partire dal XIV secolo gli artigiani calatini godono di una meritata fama in tutta l’area del Mediterraneo che accompagnerà lo sviluppo delle locali botteghe e favorirà la penetrazione della loro produzione nei mercati dell’epoca. Ciò grazie anche al privilegio concesso da Alfonso d’Aragona che nel 1432 consentì il commercio delle ceramiche di Caltagirone in tutte le città demaniali del Regno con l’esenzione del pagamento dei dazi doganali. Piatto di CaltagironeI decori sembrano richiamarsi alla fastosa arte del tessuto e del ricamo siciliano, i colori -dapprima il manganese, poi il verde, il giallo arancio e il blu cobalto- a quelli del luminoso paesaggio siciliano. Ciò che oggi caratterizza la ceramica calatina è la decorazione ricca di fantasia ed estrosità. Candelieri, vasi, lucerne, calamai, formelle per dolci, sono solo alcuni esempi di come si sia sbizzarrita la capacità creativa degli artigiani di Caltagirone. Nelle loro cento e più botteghe l’argilla è plasmata anche per la creazione di eleganti sculture che rappresentano personaggi e scene della vita quotidiana.Presepe di Caltagirone Fiore all’occhiello della ceramica calatina sono I PRESEPI, che non hanno niente da invidiare a quelli napoletani. Essi raffigurano, con grande semplicità e una minuziosa cura dei particolari, scene di vita popolare, ambientate in scenari scabri e rocciosi, tipici della campagna siciliana. In maiolica policroma o in semplice terracotta, di gusto tradizionale o in stile contemporaneo, i presepi di Caltagirone sono segno della profonda religiosità popolare e della sapienza artigianale di questa città.

 Rita Bevilacqua

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